Zoom Torino

Sapete che vicino Torino c’è un eco bio resort dove puoi dormire in un lodge o una tenda sul lago e fare colazione con le giraffe proprio come se si fosse in Tanzania?

Esatto, all’interno del parco Zoom Torino, da quest’anno è possibile anche pernottare.

Il glamping di Zoom Torino

Nel mese di giugno 2021 è stato inaugurato il Lake Easy Resort, il primo glamping realizzato all’interno di un Bioparco, che offre ai propri visitatori la possibilità di soggiornare all’interno del parco anche di notte e poter così fare esperienza degli habitat in modo alternativo ed esclusivo.

20 lodge che si affacciano sul bacino artificiale del Parco e si ispirano al Lake Eyasi in Tanzania, alla sua biodiversità e ai popoli che lo abitano, che danno proprio l’idea di trovarsi in Tanzania nel Serengeti National Park, pur essendo invece a soli pochi km da Torino. Un luogo unico ed esclusivo dove poter soggiornare per una vera wildlife experience e vivere in modo ancora più immersivo e totalizzante ZOOM Torino.

Il Lago Eyasi (detto anche Njarasa) è infatti un lago stagionale salato poco profondo endoreico ai piedi della Rift Valley nel Serengeti. Un lago dalla grande biodiversità animale e vegetale, abitato da due tribù molto caratteristiche: i Datoga e gli Hadzabe.

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I colori e le fantasie delle tappezzerie utilizzate si rifanno a geometrie che riportano alle usanze dei popoli autoctoni: i tatuaggi sul viso delle donne, le frecce utilizzate dagli uomini per la caccia e le maschere tipiche con rimandi a oggetti di uso comune, mentre per i tessuti sono state utilizzate stoffe originali provenienti dalla Tanzania. Un’iniziativa, quest’ultima, che va a contribuire al progetto B.A.N.A.N.O., in aiuto a donne vedove e figli orfani, cercando così di sostenere le popolazioni locali e ricreare rimandi per vivere un’esperienza immersiva e sensoriale. Inoltre, per far rivivere l’esperienza del territorio africano, in alcuni ambienti sono stati utilizzati baldacchini ed elementi di arredo riscontrabili nelle classiche proposte di hospitality dei lodge africani.

Io ci sono stata a fine giugno a meno di un mese dall’apertura ed è stata un’esperienza davvero molto bella.

Tutti coloro che pernottano nel glamping, infatti, possono avere accesso al parco prima dell’apertura al pubblico, fare colazione con le giraffe e partecipare al risveglio degli animali con una guida faunistica del parco.

Un’attività che consiste nel portare da mangiare agli animali a parco ancora chiuso, per vedere come si comportano appena svegli.

A chi soggiorna nei Lodge è data inoltre la possibilità di associare anche una tenda “baby” da posizionare all’esterno della struttura, sul patio, per far soggiornare i bambini e farli sentire davvero come in un vero accampamento in mezzo alla Savana.

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Cos’è un glamping

Il glamping (neologismo nato nel 2016 dalla fusione tra i termini glamour e camping) è un tipo di vacanza che combina l’esperienza tradizionale del campeggio con servizi in stile resort. Nato concettualmente negli anni ’20 tra i turisti facoltosi (principalmente inglesi ed americani) che, durante i safari africani, seppur in cerca di avventura, non erano disposti a rinunciare a comfort e lusso e, grazie a generatori elettrici, vasche pieghevoli e casse di champagne, potevano godere di ogni lusso domestico durante i loro viaggi.

In questo modo è possibile fare un tipo di turismo sostenibile, a cielo aperto, in un alloggio eco friendly dove però nulla è lasciato al caso, ma anche un turismo alternativo, che vuole avvicinare le persone alla natura ma anche incentivare la salvaguardia ambientale. Ecco perché a ZOOM si è scelto di non realizzare strutture fisse ma mobili, studiate affinchè avessero un basso impatto ambientale e architettonico, a zero consumo di suolo, completamente riciclabili e dotate di ogni comfort ma studiate per integrarsi nel paesaggio in modo armonioso; una combinazione tra ricercatezza estetica e il plus della sensibilizzazione poiché saranno attivati progetti di conservazione in situ e sarà creata una rete locale di eccellenze per sostenere anche il territorio premiando realtà autoctone.

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Il parco Zoom Torino

ZOOM Torino, inaugurato nel 2009, è un bioparco di nuova concezione, il primo immersivo d’Italia, con 160.000 m² e oltre 84 specie animali in 11 habitat (9 di terra e 2 acquatici) che riproducono fedelmente luoghi naturali di Africa e Asia, senza reti o gabbie. Tutto il progetto architettonico e la scelta delle piante è stato progettato dai biologi e veterinari del parco insieme agli architetti paesaggisti, per garantire il benessere e la salvaguardia degli animali, provenienti da altre strutture zoologiche europee appartenenti all’EAZA (European Associations of Zoos and Aquaria – l’associazione che promuove la collaborazione tra le strutture zoologiche europee membro a fini conservazionistici). Il parco ha l’obiettivo di far conoscere e proteggere gli animali, attraverso la ricerca, la formazione ex situ e programmi di conservazione per difendere le specie a rischio.

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Tutti gli animali presenti nel parco non vengono catturati in natura, né acquistati da mercanti, ma ospitati nei parchi secondo le disposizioni degli EEP coordinator, professionisti che monitorano la popolazione nelle varie strutture e che decidono l’eventuale riproduzione a fini conservazionistici, controllando la diversità genetica e il numero, e quando possibile l’inserimento in natura.

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Durante la giornata vengono organizzati degli appuntamenti con biologici che spiegano storie e aneddoti degli animali che popolano il parco. Per essere aggiornati su tutti gli eventi, basta scaricare l’app del parco.

Oltre all’area dedicata alla Savana, ci sono anche due piscine con spiaggia artificiale dove poter fare il bagno in una con i pinguini e nell’altra con gli ippopotami, separati dalla piscina da un vetro trasparente.

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Anche le due spiagge a bordo piscina riproducono delle ambientazioni africane: Bolder Beach, riproduzione di Cape Town in Sudafrica, dove nuotare accanto a pinguini africani separati solo da una vetrata e rilassarsi sulla spiaggia bianca dove sono presenti ombrelloni e sdraio in stile africano oppure Malawi Beach, la spiaggia che riproduce il lago Malawi con sabbia rosa e una piscina dalla dolci correnti che portano ad una grotta dalla quale poter osservare da vicino la famiglia di ippopotami.

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Dove mangiare

Tutti gli ospiti del resort possono inoltre cenare presso il nuovo Ombiasy Restaurant, che resta aperto anche dopo la chiusura del parco per immergere i visitatori in una nuova esperienza, culinaria e sensoriale con proposte tradizionali e spunti internazionali, come i pokè o i cous cous ai sapori del Mediterraneo.

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