Anna Pernice quarantena

Per noi travel blogger abituati ad essere sempre in viaggio, questa quarantena forzata ci ha messo a dura prova.

Non solo abbiamo visto annullarci tutti i viaggi in programma e progetti di blogging, ma abbiamo anche visto precipitare le visite al nostro blog. All’improvviso nessuno era più interessato a cercare informazioni su viaggi e destinazioni.

Le ricerche sul blog si sono quasi azzerate, così come le visualizzazioni e le entrate pubblicitarie.

Nessuno voleva più sentire parlare di viaggi né cercare informazioni sui viaggi online.

E, se qualche volta ho provato a pubblicare articoli di viaggi passati, mi sono vista aggredire sui social come se fossi un’insensibile nel pensare a viaggiare con tutto ciò che stava succedendo.

Eppure noi di viaggi ci viviamo, o almeno ci vivevamo ed il nostro settore è entrato in crisi esattamente come tutto il comparto turistico.

E’ stato come entrare in un incubo all’interno dell’incubo.

L’inizio dell’emergenza Covid-19: dov’ero

Ero in Lapponia quando ci sono stati i primi contagi in Lombardia, in uno dei viaggi che sognavo da una vita tra aurora boreale e renne di Babbo Natale, in un lodge immerso nei boschi senza wi-fi. Leggevo le notizie la sera dal mio smartphone e sembrava che attraverso i social ci fosse un eccessivo allarmismo.

Lapponia

Poi però ho visto cancellarmi il mio volo di rientro (dopo aver già fatto il check in online ed a meno di 24 ore dalla partenza): Lufthansa non voleva italiani a bordo, eravamo visti come gli untori del mondo!

Per fortuna mi hanno re-diretto su un volo Finnair con scalo ad Helsinki il giorno successivo e sono riuscita a rientrare a Milano. L’indomani sarei dovuta scendere a Napoli perchè avevo degli appuntamenti di lavoro già fissati ad inizio marzo prima di ripartire per Thailandia e Marocco.

Travel blogger quarantena

Ma ahimè, al mio arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa la mia valigia non è arrivata. Sono andata al lost & found a fare tutta la pratica e, dopo oltre un’ora, sono riuscita a prendere il Malpensa Express per rientrare a Milano.

Aeroporti Coronavirus

Il Malpensa Express era vuoto, ci saranno state si e no 3 persone in tutto il trenino, forse perché avevo perso quello del mio volo. Arrivata a Milano Cadorna, nonostante fosse domenica sera, la metropolitana linea verde direzione Porta Genova era semi vuota. Di solito nel week end era sempre stra affollata di persone. Milano in una settimana era già cambiata!

All’improvviso sono stati cancellati tutti gli eventi, tutti i viaggi, tutte le collaborazioni… le uniche email che ricevevo ogni giorno erano di annullamenti… “evento annullato, viaggio annullato, volo annullato, annullato, annullato, annullato”. La parola “ANNULLATO” continuava a ripetersi email dopo email ed avevo la posta invasa da annullamenti di tutto!.

Nel frattempo la mia valigia non arrivava ed io restavo chiusa in casa in attesa del suo arrivo per riprogrammare la partenza per Napoli.

Finalmente dopo quasi una settimana è arrivata e sono riuscita a prendere il mio treno per il sud, senza sapere che, ahimè, ci sarei rimasta per chissà quanto tempo…

Dopo poche ore hanno dichiarato la Lombardia zona rossa, c’è stata la fuga nella notte dal Nord verso il Sud ed ho iniziato a vergognarmi di essere meridionale.

Zona rossa

Ne parlavano tutti i TG e le scene effettivamente erano davvero agghiaccianti.

Sono crollata dallo stress in un pianto liberatorio. Era una settimana che non dormivo ed avevo la tachicardia per la paura in attesa di tornare a Napoli, avevo la valigia pronta, un biglietto del treno già prenotato, ma avevo paura di partire a causa di tutti gli incoscienti che avevano assaltato i treni, paura di infettarmi durante il viaggio in treno e di sentirmi “un’appestata” solo perché venivo dal Nord.

Sono rimasta per una mattinata intera a fissare la valigia già pronta senza sapere cosa fare: “partire o non partire?”. Se non avessi già pianificato di tornare al sud non ci avrei nemmeno pensato di fuggire da Milano, perché alla fine io non sono fuggita, ma ho preso semplicemente un treno, lo stesso treno che mi faceva fare su e giù per lo stivale ogni mese e più volte al mese, rendendo la mia vita in bilico tra due città a 900km di distanza.

Alla fine ho deciso di partire lo stesso, perché io a Milano non c’ero stata, se non chiusa in casa in attesa della mia valigia, mi ero già fatta una settimana di isolamento dal mio rientro dalla Lapponia e ne avrei fatti altri 14 giorni nella mia casa di Napoli, posticipando i miei appuntamenti di lavoro in Campania.

E poi, il decreto non era ancora effettivo, sarebbe stato attivo dal giorno successivo e comunque sarei potuta ugualmente rientrare nel mio domicilio.

Ho indossato guanti, mascherina e tanto coraggio e sono andata a prendere il treno che avevo già prenotato da più di un mese ed al quale avevo solo posticipato la data a causa della valigia che non arrivava…

Travel blogger in quarantena Sono partita da una stazione di Milano Centrale deserta nel pomeriggio dell’8 marzo, il mio treno era vuoto: eravamo in 5 in tutta la carrozza. Era un direttissimo Milano-Napoli con unica fermata intermedia a Roma Termini.

Travel blogger in quarantena

Ho evitato qualsiasi tipo di contatto, la distanza di un metro con gli altri passeggeri era garantita, il treno era già in stazione da quasi un’ora ed era stato completamente disinfettato e…non sono andata nemmeno in bagno per le 4 ore e mezzo di viaggio!

Travel blogger in quarantena

Appena arrivata a Napoli, ho contattato l’ASL ed il medico curante per avvisare di non aver nessun sintomo ma che mi sarei messa in isolamento fiduciario per il bene dei miei cari (per fortuna ho una casa grande con due bagni ed è stato possibile evitare contatti per 14 giorni).

Come ho reagito al lockdown e diversificato il mio blog

Dopo un giorno dal mio arrivo a Napoli, il 9 marzo l’Italia è stata dichiarata tutta zona rossa, è iniziato il lockdown e da lì il vero incubo: la perdita della nostra libertà per il bene del nostro paese e di noi tutti, seguita dalla perdita di lettori e visite al blog!

All’improvviso ho visto precipitare tutti i miei sogni, tutti i miei sacrifici, tutto il lavoro di anni…

Eh già, perché con la paura del Covid-19 nessuno voleva nemmeno più pensare ai viaggi.

Ho così cercato di diversificare gli articoli sul mio blog. Ho iniziato prima a dare consigli su come lavorare in smart working, attingendo dalla mia esperienza di nomade digitale che da 5 anni lavora da casa ed in giro per il mondo, poi ho cercato di dare consigli su come viaggiare con la mente da casa attraverso libri, film e tour virtuali e condividere alcune ricette dal mondo che ho avuto modo di provare durante i miei viaggi.

Travel blogger in quarantenaTravel blogger in quarantena

Tutto ciò però non bastava a far ritornare le visualizzazione ai livelli pre-emergenza.

Le uniche ricerche che sembravano interessate alla popolazione erano “Coronavirus, ricette, serie TV, formazione online”.

Travel blogger in quarantena

E così ho cercato di rendermi utile e fare un mini corso gratuito di blogging per i miei followers, spiegando l’ABC del lavoro di blogger.

Alla fine, il modo migliore per sfruttare questa pausa forzata era quello della formazione.

Formazione che non solo ho fornito regalando le mie competenze (trovate il mio mini corso gratuito di blogging sul mio canale youtube), ma che io stessa ho fruito attraverso corsi online gratuiti tenuti da altri professionisti.

Ho iniziato quindi a dedicarmi a tutte quelle attività che ho sempre rinviato per mancanza di tempo: rivedere la formattazione di vecchi articoli, approfondire le tematiche della SEO, fare un corso di fotografia ed iniziare a montare i video di tutti quei viaggi rimasti lì abbandonati…

Travel blogger in quarantena

Le giornate ovviamente non erano sempre a mille. La situazione intorno non era certo delle più positive ed ho alternato e continuo ad alternare giornate si a giornate no.

All’inizio sono stata molto più propositiva. Ho visto questo periodo come un’opportunità, l’opportunità di fermarmi dal lavoro frenetico senza sosta ed iniziare a dedicarmi a me stessa ed a tutte quelle cose per cui non avevo mai tempo.

E poi, continuavo a vedere il bicchiere mezzo pieno: quando tutto ciò sarà finito i tour operator, gli hotel e gli enti del turismo avranno bisogno di noi per rilanciare un settore in crisi, ricominceremo a viaggiare e lavorare più di prima.

Travel blogger in quarantena

Poi però con il prolungamento della quarantena settimana dopo settimana iniziava a prevalere lo sconforto. Le visite al blog erano sempre più in calo… la ripresa sempre più lontana e le ipotesi di ricominciare a viaggiare come prima pure.

Ma ho cercato di tenermi impegnata il più possibile per non pensare.

Travel blogger in quarantena

E devo dire che ho fatto bene.

Mi sono tenuta talmente impegnata che ho iniziato a lavorare il triplo del solito, anche se ora il lockdown continua a pesare….

Questa emergenza mi ha fatto riflettere molto sulla mia vita, su cosa volessi e su cosa mi manca davvero, ma soprattutto sulle cose che per me sono importanti.

Ho dedicato tutta la mia vita al lavoro dando per scontate molte cose, ma alla fine, quelle che contano davvero sono veramente poche: il calore di un abbraccio, un sorriso sincero, una passeggiata in riva al mare…

Sunset

Ho cercato di rendermi utile ed aderire a numerose iniziative sociali, da quella #iononrinuncioalletradizioni per risollevare l’industria dolciaria in periodo di quarantena al progetto #travelbloggerperlitalia per il quale, insieme ad altri 179 blogger, abbiamo supportato le donazioni per Emergency per il Covid-19 e scritto una guida dell’Italia che sarà omaggiata a tutti coloro che faranno una donazione.

Travel blogger in quarantena

Destinazione Italia. Il nostro ebook

Alla fine, da questa quarantena ne usciremo tutti cambiati, in positivo o negativo. Ma esattamente come per i viaggi, è difficile tornare gli stessi di prima.

E pensare che avevo iniziato l’anno con un viaggio che mi ha portata ad uscire dalla mia zona di comfort (Stylish vs Backpacker in Giordania) senza sapere che la sfida più grande da superare sarebbe stata quella di restare chiusa in casa per quasi due mesi… ma… andrà tutto bene!

E voi, quale sfida con voi stessi avete superato in questa quarantena? E dove eravate quando è stato annunciato il lockdown?

Raccontatemi le vostre esperienze.

Anna

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