Se siete in vacanza a Napoli, oltre a visitare le bellezze storiche e architettoniche della bellissima città partenopea, non potete assolutamente perdervi l’esperienza di mangiare in un basso napoletana e di provare la tipica cucina napoletana, rinomata in tutto il mondo.

Non mi riferisco solo alla pizza, sfogliatelle e babbà, o al cuoppo che potete trovare tra i numerosi locali di di street food,  ma alla cucina tradizione napoletana, quella che si mangia a casa delle famiglie locali, quella che quando passeggi per i vicoli del centro storico inizi a sentire già l’odore di ragù a prima mattina e ti verrebbe voglia di auto invitarti a casa della gente.

State certi che un napoletano appena conosciuto, non ci penserebbe due volte ad invitarvi a pranzo a casa sua, ma se ciò può mettervi in imbarazzo, vi consiglio di addentrarvi nei Quartieri Spagnoli di Napoli a ridosso di Via Toledo e prenotare un pranzo o una cena da “’O Vascio ‘e Nunziatina” in Vico Lungo Gelso n. 40.

Qui potrete vivere un’esperienza autentica e assaporare appieno tutto lo spirito della napoletanità. 

Il  “Vascio”, in italiano detto basso, è una tipica abitazione napoletana di origine spagnola caratterizzata da una o due stanze a piano terra con affaccio diretto sulla strada, nelle quali si viveva (e nei quartieri popolari si vive ancora) tutti insieme in un’unica stanza.

Ne ha parlato Matilde Serao ne “Il Ventre di Napoli” descrivendoli come “case in cui si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove altri dormono e mangiano; case i cui sottoscala, pure abitati da gente umana, rassomigliano agli antichi, ora aboliti, carceri criminali della Vicaria” e Eduardo De Filippo in “Napoli Milionaria” traendone grande ispirazione per le sue commedie.

Negli ultimi anni Napoli sta diventando meta molto gettonata dai turisti e il modo migliore per scoprire la città, oltre a visitare i musei, è vivere esperienze autentiche, e vi assicuro che quella di mangiare in un basso è un’esperienza davvero unica che vi resterà per sempre nel cuore.

Io ammetto che prima della settimana scorsa non avevo mai mangiato in un basso, nonostante abbia il cuore azzurro e la lava che mi scorre nelle vene, perché sono a nata a Chiaja ed i miei bisnonni erano originari della Maddalena (nomi di due quartieri di Napoli centro) e l’esperienza del basso è stata pazzesca ed unica anche per me.

‘O Vascio e Nunziatina in passato è stato il primo bar aperto h24 nei Quartieri Spagnoli a Napoli e poi successivamente una casa di appuntamenti, sullo stie delle “vetrine” di Amsterdam, con dei tariffari ben precisi.

Da qualche anno, invece, grazie all’Associazione Quartieri Spagnoli che sta rivalutando tutto il quartiere ed al genio di Fabio Zizolfi (che in napoletano definirei “ ‘o mast e fest” ossia l’organizzatore della festa, colui che ha ideato tutto), ‘O Vascio è diventato uno dei primi ristoranti in un basso a Napoli, dove è possibile mangiare la tipica cucina napoletana come se si fosse a casa della nonna o della zia.

L’idea è nata dalla Famiglia di Nunzia Rivetti, ex operaia dei Quartieri Spagnoli e da suo figlio Fabio Zizolfi che ad oggi gestisce l’associazione che ha dato vita a questa bellissima realtà.

Non un semplice pranzo o cena, ma un pranzo/cena spettacolo dove si può assistere alla preparazione dei piatti man mano che vengono serviti, si balla, si canta, si ascoltano aneddoti della Napoli antica e…si gioca a tombola per vivere appieno tutta la napoletanità, nella sua accezione più completa.

Come vi dicevo poco fa, il basso è un monolocale nel quale camera da letto, cucina e bagno sono tutti nella stessa stanza. ‘O Vascio ospita in 40 mq, tavoli, panche, cucina e musica e circa 40 persone ad evento.

E a causa degli spazi ristretti che rendono tipica l’abitazione partenopea, gli ospiti possono accedere solo dietro prenotazione e si accomodano tutti intorno ad un’unica grande tavolata riscoprendo l’importanza di condividere il pasto con chi gli è accanto, un po’ come succede nei paesi arabi, di cui Napoli ha tanta contaminazione.  Anticamente, il consumo del pasto in comune rivestiva un ruolo molto importante in quanto il cibo era l’occasione per consacrare riti sacri e profani, discutere di questioni civili, filosofiche ed artistiche.

E così, nel ‘Vascio, tra un piatto ed un altro, si ride si scherza e si condividono emozioni ed esperienze.

Il menu è fisso e rispetta alla perfezione la tradizione napoletana:

  • pasta allardiata
  • pasta e patate con provola
  • polpette fritte
  • salsicce e friarielli
  • zeppoline dolci napoletane
  • caffè


E per concludere, la tombola scostumata rigorosamente in dialetto napoletano e con tutti i simboli della smorfia.

Pensate che persino Bruno Barbieri, il famoso chef, ha raccontato dell’esperienza del Vascio in occasione di Quattro Hotel a Napoli, e definito la pasta e patate di Nunziatina la migliore mai assaggiata in vita sua. Provare per credere 😉

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