Con l’arrivo di dicembre inizia la pianificazione delle vacanze invernali, delle settimane bianche e degli itinerari alla scoperta delle città d’arte e dei mercatini di Natale.

Se avete una settimana di vacanza a disposizione e non avete ancora deciso dove andare, che ne dite di organizzare un tour di una settimana in Lombardia?

Spesso ci dirigiamo in posti lontani e non conosciamo le bellezze che abbiamo a pochi km da casa.

Nell’immaginario comune, quando si parla di Lombardia, si pensa solo a Milano, ma in realtà la Lombardia ha molto di più da offrire: borghi storici patrimonio Unesco, città d’arte, montagne innevate e enogastronomia eccellente.

Ammetto che, fino ad una settimana, a parte Milano e la Valtellina, anche io non conoscevo quasi per niente la Lombardia.

Ho avuto, però, l’opportunità di girarla quasi tutta in una settimana, in occasione di un influencer tour organizzato da InLombardia, e sono rimasta sorpresa dalla bellezza e varietà dei borghi e paesaggi incontrati lungo il mio itinerario.

Cremona, Mantova, Monza, Como, Lecco, fin su in Valtellina tra le montagne innevate.

7 giorni di tour per scoprire ed innamorarsi delle bellezze della Lombardia.

Ma vediamo insieme qual è stato il mio itinerario.

Cremona

Il mio tour è iniziato da Cremona, una città medievale capitale della musica e culla del violino, Patrimonio Immateriale Unesco per le sue liuterie, dove ho avuto l’opportunità di visitare il museo del violino ed apprendere come vengono realizzati violini, viole e violoncelli in una delle liuterie storiche della città, quella di Stefano Conia, che fa questo lavoro da quando aveva 14 anni.

Il centro storico di Cremona ha il suo vertice artistico nella Piazza del Comune, una piazza medievale molto suggestiva che può vantare anche alcuni dei maggiori monumenti medievali italiani come: il Duomo, il Torrazzo e la loggia dei militi.

Il Duomo, meglio noto come la cattedrale di santa Maria Assunta, fu costruito nel XII secolo nel punto più alto della città medioevale ed è un vasto tempio romanico continuamente riadattato con elementi gotici, rinascimentali e barocchi. I dipinti al suo interno hanno quasi un effetto 3d: ovunque ti muovi nella chiesa sembra che i protagonisti ti seguano.

Il Torrazzo di Cremona, situato accanto al duomo, è il simbolo della città lombarda ed è il secondo campanile storico più alto d’Italia, dopo il Campanile di Mortegliano ed è la torre in muratura più alta d’Europa (250 braccia e due once cremonesi, che corrispondono a circa 110 metri secondo la lapide murata alla sua base). Al quarto piano del Torrazzo è stato in seguito incastonato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo che rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali attraversate dal moto del Sole e della Luna ed è in grado di rappresentare molti fenomeni astronomici tra cui le fasi lunari, i solstizi e gli equinozi, l’ingresso del Sole nelle costellazioni, la posizione dei nodi lunari e le eclissi.

Merita poi assolutamente una visita il museo del violino, dedicato al grande violinista Antonio Stradivari che nacque proprio nella città di Cremona. Al museo di Cremona è possibile scoprire la storia di questo strumento così incredibile e dei suoi grandi maestri, attraverso un percorso che alterna momenti esperienziali a quelli informativi.

Anche se il modo migliore per sapere tutto su questo strumento così famoso nella città di Cremona, è entrare nelle liuterie storiche e parlare con gli artigiani che da generazioni si dedicano alla costruzione di questo strumento. Scoprirete, così, che per creare un volino finito, dalla scelta del legno, ci vogliono circa 20 anni!

Mantova

Il tour è proseguito poi nella bellissima e rinascimentale città di Mantova, la città che Shakespeare scelse per la morte di Romeo nella celebre opera “Romeo e Giulietta “.

Una città con oltre duemila anni di storia e che può essere considerata una piccola Venezia per i bellissimi scorci sul fiume che sa regalare e nella quale storia, arte e cultura si intrecciano inesorabilmente in ogni dove.

Dal luglio 2008, grazie all’eredità lasciata dai Gonzaga che ne ha fatto uno tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo, è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, mentre nel 2016 è stata Capitale Italiana della Cultura.

Mantova è piccina, la si gira da un punto all’altro della città in soli 20 minuti, ma è di una bellezza disarmante e non potete non visitarla.

Assolutamente da visitare il bellissimo Palazzo Ducale che è stato residenza dei Gonzaga, nel quale si trova la Camera degli Sposi, interamente affrescata con dipinti e ornamenti in oro! Il palazzo, con le sue magnifiche sale, i numerosi edifici collegati da corridoi e gallerie, i cortili, le piazze e i giardini, è considerato tra le regge più estese d’Europa.

Da non perdere poi una visita al teatro Bibiena, anche conosciuto come teatro scientifico. Un teatro costruito tra il 1767 ed il 1769 con la finalità di ospitare principalmente adunanze scientifiche, ma aperto anche a recite e concerti.

Per chi non lo sapesse, in questo teatro, il 16 gennaio 1770, poco più di un mese dopo l’inaugurazione, il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, giunto a Mantova durante la sua prima tournée italiana, tenne un memorabile concerto insieme al padre Leopold.

Se riuscite, vi consiglio di visitare anche il bellissimo Palazzo Te, il palazzo dell’honesto ocio voluto da Federico II, dove il principe poteva trovare ristoro intellettuale.

Monza

La città di Monza è famosa soprattutto per le gare automobilistiche di Formula 1. E allora, perché non iniziare la visita della città proprio dall’Autodromo di Monza, il circuito Eni dove si svolgono le gare di Formula 1?

Monza è per il motorsport uno dei posti più importanti della storia.

Appena si arriva all’Autodromo, si nota subito una statua di Juan Manuel Fangio, uno dei più importanti campioni di Formula Uno. Essere lì nel circuito, anche senza gare, è stata un’emozione incredibile.

Ma Monza è molto di più dell’autodromo. Il suo centro storico, nel quale ci sono ancora oggi testimonianze dei Longobardi all’interno del Duomo e del suo tesoro, degli Asburgo, di Napoleone e dei Savoia, è davvero carinissimo.

Il centro storico di Monza è caratterizzato da un tessuto urbano in cui ancora si riconosce l’impronta romana e medievale, dato che è rimasto tendenzialmente all’interno delle cinte murarie che un tempo delimitavano l’area e che sono state abbattute nel 1813.

Molto interessanti da vedere i musei civici di Monza, nei quali sono esposte delle stampe con motivi leonardeschi per la mostra temporanea “in linea con Leonardo” che è possibile visitare fino al 6 gennaio.

Al calar del sole, poi, la città diventa quasi magica, con i suoi mercatini di Natale e con lo spettacolo di proiezione di luci che si stagliano sui monumenti principali della città.

Como

Ci siamo poi spostati più a nord sul Lago di Como, un luogo bellissimo e molto suggestivo quasi tutto l’anno ma che nel periodo di Natale diventa magico!

Qui, infatti, oltre ai classici mercatini di Natale, al calar della sera, la città si trasforma nella Città dei Balocchi con delle bellissime installazioni luminose su quasi tutti i palazzi del centro storico, compresi il Duomo ed il Broletto, regalando uno spettacolo davvero incredibile che fa emozionare grandi e piccini!

Da non perdere poi una visita al Museo della seta di Como, in quanto la città è famosa proprio per la produzione della seta che copre il 90% della produzione europea. Nel museo è possibile capire in che modo la seta veniva lavorata e viene lavorata tuttora per realizzare capi di alta moda e non solo. Il museo, aperto nel 1990, è concepito per illustrare la storia del ciclo completo di lavorazione del tessuto di seta, dall’allevamento del baco, alla nobilitazione attraverso torcitura, tessitura, tintoria e stampa.

Il modo migliore per andare alla scoperta del lago di Como, poi, è attraverso un giro in barca che vi farà vedere la bellezza delle sue coste, fino ad arrivare a Villa Bernasconi a Cernobbio, una villa di inizio 1900, nonché uno dei rari esempi di architettura Liberty sul lago di Como.

Villa Bernasconi è anche detta la Villa Fiorita perché non solo circondata dalla natura, ma la natura entra anche esuberante in casa attraverso decori e affreschi: foglie, palme, rose e fiori di tutte le specie, frutti e bacche invadono vetrate, porte, finestre e ringhiere come è tipico dell’Art Nouveau. Il fiore più rappresentativo di tutti i decori è la ninfea. Al suo intero c’è un museo multisensoriale il cui fulcro è “Liberty Tutti”, sviluppato dal comune di Cernobbio in partenariato con la Cooperativa Sociale Mondovisione. Il concept del museo è “la casa che parla”, in quanto è la stessa Villa Bernasconi a guidare nella visita del museo.



Lecco

Da Como, ci siamo diretti poi più a Nord del lago fino a Lecco, una città da scoprire partendo dalle tracce di un romanzo senza tempo: “I Promessi Sposi”, un racconto nel racconto, sospeso tra letteratura e realtà.

Purtroppo il tempo non è stato dei migliori, in quanto nevicava, ma ho avuto modo di vedere la bellissima zattera di Santa Lucia, che porta i doni ai bambini e notare subito come il paesaggio di Lecco è molto più selvaggio rispetto a quello di Como, in quanto circondato dalle montagne.

Lecco è infatti conosciuta al mondo per le sue splendide montagne e per l’imbattibile capacità dei lecchesi di “conquistarle” con destrezza e coraggio. Dominata dal contrafforte delle Grigne, dal San Martino e dall’inconfondibile cresta del Resegone, Lecco è stata insignita nel 2013 del titolo di Città Alpina.

E proprio a Lecco, abbiamo visitato il Museo dell’Osservatorio Alpinistico Lecchese, con la storia dell’alpinismo, nel quale abbiamo notato come negli anni è cambiato il modo di vivere la montagna.

Bellano

Dopo Lecco, nella strada che porta in Valtellina, ci siamo fermati a Bellano, anche conosciuto come il paese degli artisti, per visitare il famoso Orrido di Bellano.

L’Orrido è una gola naturale, formatasi in 15 milioni di anni (dal tempo del disgelo del ghiacciaio dell’Adda) dalle acque del torrente Piovena, che per erosione, ha scavato una gola profonda nel tratto tra Tacena, in Valsassina e Bellano. La peculiarità dell’Orrido consiste nella possibilità di percorrere un breve tratto all’interno della gola, utilizzando delle passerelle infisse nella roccia. Attraversarlo è davvero incredibile per la sua bellezza, uno spettacolo della natura indescrivibile.

E noi abbiamo avuto anche il privilegio di percorrerlo addirittura sotto una magica nevicata!

Nei pressi di Bellano, siamo stati in visita al Frantoio più a nord d’Europa, dove grazie alla presenza del lago riescono ad avere delle piante di clima mediterraneo come l’Ulivo. Se lo cercate, è adiacente al ristorante Crotto di Biosio.

Valtellina

Quasi alla fine del nostro tour alla scoperta della Lombardia. Dopo le città d’arte, ci siamo spostati tra le montagne della Valtellina dove c’era già tantissima neve fresca e ne abbiamo approfittato per fare una bella ciaspolata in Val Gerola Alta nel percorso che va da Fenile a Pescegallo e lungo il percorso dei sensi, così chiamato perché lungo la strada si trovano delle installazioni plurisensoriali che permettono di amplificare il contatto con la natura e assaporare tutta la bellezza della prima neve! Magia pura!

Non sono mancate poi delle passeggiate nei graziosi paesini di Traona e Morbegno fino a chiudere il nostro tour presso l’Azienda agrituristica La Fiorida dove abbiamo fatto una class sulla preparazione dei formaggi, visitato le stalle e mangiato degli ottimi pizzoccheri valtellinesi.

A proposito, questo agriturismo ha una grande particolarità: è l’unica fattoria ad avere un ristorante 1 stella Michelin con i prodotti a km0 della fattoria e della Valtellina, con lo Chef Gianni Tarabini.

Insomma, come avete visto, la Lombardia è tutta da scoprire e c’è ancora tanto altro da vedere!

Cosa e Dove mangiare

Tra Cremona e Mantova, non perdetevi i tortelli con zucca, mostarda e amaretto. Io ne ho mangiati di buonissimi al Ristorante Centrale di Cremona.

A Como, provate i pesci di lago. Io ho provato gli Agoni e Missoltini e risotto con pesce persico al ristorante La Veranda dell’Hotel La Posta a Moltrasio.

In Valtellina non perdetevi sciatt e pizzoccheri. Ne ho mangiati di buonissimi all’Agriturismo Le Case dei Baff di Ardenno dove trovate anche i salumi fatti da loro a km zero, al ristorante Il vecchio Fiume a Morbegno ed anche all’Agriturismo la Fiorida.

Dove dormire

Per non rendere il tour itinerante troppo stressante, vi consiglio di cambiare hotel ogni due notti, come abbiamo fatto noi.

Abbiamo dormito:

2 notti a Cremona all’Hotel Astoria in pieno centro;

2 notti a Como all’Hotel Terminus direttamente sul lago;

2 notti in bassa Valtellina all’agriturismo Le Case dei Baff di Ardenno.

 

 *Articolo scritto in collaborazione con InLombardia.

Tour di una settimana in Lombardia: cosa fare e vedere

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