Procida è la più piccola delle tre isole del Golfo di Napoli, e proprio per questo la meno conosciuta.

A differenza di Capri e Ischia, più turistiche, ha mantenuto la sua autenticità di isolotto di pescatori, che ad oggi la rendono davvero unica. Forse proprio per questo è stata scenario di numerosi film.

Qui ha vissuto la famosa scrittrice Elsa Morante ed è proprio qui che è ambientata il suo romanzo l’isola di Arturo, ma  qui che sono state girate anche alcune scene del film “Il Postino” con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta.

Insomma, se volete vivere un soggiorno da film, dovete assolutamente venire a Procida!

La si visita facilmente in una giornata, ma per viverne appieno tutta la sua bellezza io consiglio di rimanerci ameno tre giorni, proprio come ho fatto io ad inizio settembre.

Dove pernottare

Ho pernottato nel bellissimo Hotel La Suite Boutique Hotel, un hotel 5 stelle completamente immerso nel verde che combina perfettamente lusso, stile ed una “ricercata” semplicità.

Le camere sono tutte di design a metà tra moderno e shabby (proprio come piace a me), ha una bellissima piscina di pietra lavica nera arredata con lettini indonesiani e ampi ombrelloni bianchi e circondata da alberi tropicali che inebriano l’ambiente del loro buonissimo profumo, dove potersi rilassare tra una limonata fresca ed un’altra, un ristorante, una zona palestra con gli attrezzi per mantenersi in forma anche in vacanze ed una bellissima SPA con piscina idromassaggio, sauna, bagno turco e zona relax, diffusa su una superficie di 400 mq interamente dedicati al benessere.

Il personale è davvero gentile e disponibile, ed a richiesta, offrono il servizio di transfer da/per il porto di Procida.

 

Ma cosa vedere a Procida in un week end?

La Corricella

La zona più caratteristica di Procida, quella che per intenderci la si vede in tutte le cartoline, è la Corricella, il borgo di pescatori dalle casette tutte colorate dai colori pastello che rendono l’isola davvero unica.

Secondo alcuni, i pescatori coloravano le loro casette con colori strani per riconoscerle da lontano e per parcheggiare la loro barca nella direzione giusta, secondo altri, per poter controllare dal mare se le mogli li tradivano mentre erano fuori.

Fatto sta, che oggi esiste addirittura un ufficio del Comune di Procida dedicato alla coloreria dei palazzi!

La marina di Corricella, borgo di pescatori seicentesco, è raggiungibile sola via mare o attraverso uno degli hotel e ristoranti del borgo che dalle vie principali scendono a picco sul mare.

Terra Murata

Immancabile poi una visita a Terra Murata, il centro fortificato a picco sul mare dal quale c’è una delle vedute più belle sulla Corricella e dove ancora oggi ci sono i resti del carcere di Procida, che è possibile visitare solo in alcuni giorni con visita guidata. A rendere particolare questo luogo non sono solo le fortificazioni medievali e le vedute scenografiche, ma anche i due cannoni a lunga gittata risalenti alla Repubblica napoletana del 1799.

Una volta giunti in cima attraverso una ripida salita, ma molto suggestiva attraverso le casette colorate della Corricella, è possibile visitare il Palazzo d’Avalos del 1563 divenuto in seguito Palazzo Reale e che nel 1830  fu trasformato in una vera e propria cittadella carceraria, chiusa poi nel 1988; l’Abbazia di San Michele (XVI sec.) dove sono conservate numerose opere d’arte tra cui un dipinto raffigurante San Michele che sconfigge Satana e la chiesa di Santa Margherita dove ci sono dei presepi napoletani che riproducono l’isola di Procida.

La Chiaiolella

Altra zona da visitare è la Chiaiolella, il borgo di pescatori più moderno, ma non per questo meno bello.

Il nome Chiaiolella deriva da Spiaggiolella ed infatti qui ci sono le spiagge più lunghe e frequentate dell’isola, che si affacciano sui faraglioni di Procida. Eh si, perché anche Procida ha i suoi faraglioni, più piccoli e meno scenografici di quelli di Capri, ma non per questo meno belli.

Isola di Vivara

L’isolotto di Vivara è un piccolo isolotto collegato a Procida da un lungo ponte, oasi naturalistica protetta dal 1974 e riserva naturale dello Stato dal 2002. Piccola, selvaggia e incontaminata Vivara, oltre a essere popolata da piante rare, conigli selvatici e numerosi uccelli acquatici, è sede di importanti ritrovamenti archeologici di origine micenea.

Purtroppo oggi è privata e non è più visitabile, ma è possibile arrivare fino al ponte per vederlo da vicino.

Tramonto dal Maresia Solarium

Immancabile poi il tramonto sul mare. Come sapete, io sono una romanticona ed in ogni viaggio cerco sempre il posto migliore in cui vedere il tramonto sul mare e, facendo una ricerca e chiedendo un po’ in giro ai locali, mi hanno consigliato di ammirare il tramonto dal Maresia Solarium alla Chiaiolella, dove ho potuto godermi un bellissimo tramonto sul mare  circondato dai faraglioni di Procida e dall’isola di Vivara, comodamente sdraiata su un lettino bevendo uno spritz.

Spiaggia di Pozzo Vecchio

A 5 minuti a piedi dall’hotel la Suite Boutique Hotel, c’è la spiaggia di Pozzo Vecchio, la più piccola dell’isola, ma rinominata la spiaggia de “Il Postino” perché è qui che sono state girate alcune scene dell’omonimo film di Pablo Neruda con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta.

La spiaggia è tra le più piccole dell’isola ed un po’ raccolta, ma ha comunque una zona attrezzata con un lido con lettini, bar e ombrelloni ed una zona spiaggia libera.

La sabbia, come quasi tutte quelle del Golfo di Napoli, è di origine vulcanica e quindi nera.

Il mare è pulito a giorni alterni in base alle correnti.

Dove Mangiare

A Procida, come in quasi tutta la Campania, si mangia benissimo. Essendo un’isola di pescatori, riuscite a trovare senza gradi difficoltà pesce fresco a pranzo e cena. Anzi, il consiglio è di chiedere sempre il pescato de giorno.

Io ho avuto l’opportunità di fare una cooking class al Ristorante Il Pescatore a Marina di Corricella dove, insieme allo chef Angelo, arrivato secondo ai campionati mondiali di cucina, ho imparato a preparare “la pescatora povera” un piatto tipico a base di spaghetti con alici, peperoncini verdi e pomodoro del piennolo, che poi ho mangiato in riva al mare.

Le alici sono tipiche di Procida e le si trova in quasi ogni ristorante dell’isola in diverse varianti: abbottonate, marinate, malfitane, ecc.

Una cena alla Corricella è d’obbligo per vedere le bellissime casette colorate, ma se volte mangiare bene spendendo meno, vi consiglio i ristoranti della Chiaiolella.

La seconda era ho cenato al ristorante Da Mariano, che dall’aspetto esterno è più una trattoria ma che cucina benissimo. Qui ho assaggiato le polpette di melanzane e pesce spada ed uno sformato di melanzane buonissimo.

Non perdetevi poi le famose lingue di gatto (o lingue di bue), un dolce tipico procidano con crema al limone (realizzato anche nella variante con nutella o pistacchio) che potete provare al bar Roma o Bar cavalieri al porto mentre aspettate il traghetto per tornare a Napoli.

Come arrivarci

Procida la si raggiunge con traghetto o aliscafo dal porto di Napoli o di Pozzuoli. Una volta arrivati sull’isola, potete noleggiare una bici elettrica e girare facilmente tutta l’isola. Ci sono numerosi negozi di noleggio nei pressi del porto proprio dove arrivano traghetti e aliscafi.

*Articolo scritto in collaborazione con La Suite Boutique Hotel Procida

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