Albania

L’Albania è una di quelle destinazioni che mi hanno lasciata piacevolmente sorpresa. Ci sono stata per cinque giorni prima di Pasqua in un tour on the road da Tirana a Saranda che mi ha portato a scoprire sfumature e sfaccettature diverse di questo paese per anni chiuso al commercio internazionale ed oppresso dalla dittatura comunista.

Località bellissime e che meritano assolutamente una visita, ma dalla storia davvero molto cruenta che a tratti incupisce e fa capire perfettamente quegli anni bui che molti di noi non hanno vissuto ma solo studiato sui libri di storia.

E forse proprio per questo l’Albania mi ha trasmesso emozioni contrastanti, in cui la meraviglia e lo stupore nello scoprire località bellissime ed inaspettate si alternava a tristezza e raggelo per le vicende accadute negli anni del comunismo.

Sono partita da Bari in nave con GNV che in una notte di navigazione mi ha portato al porto di Durazzo.

Da lì è inizia la mia avventura on the road con il tour operator italiano con sede a Tirana,  Travel Brain and Hearth.

Albania

Giorno 1: Tirana

Il mio tour è iniziato ad Tirana, la capitale. Una città molto moderna piena di verde e di strutture architettoniche quasi futuristiche donate da artisti internazionali per abbellire la città, come ad esempio  l’installazione itinerante giapponese dell’artista Reja; il monumento all’amicizia Albania-Kuwait regalato dal Kuwait e la bellissima Piazza Skandembeg, che nonostante abbia ancora la forma delle piazze comuniste, è stata completamente rinnovata un anno fa ed ha vinto il primo premio europeo come miglior intervento di miglioramento urbano. Il pavimento è stato concepito per essere il centro dell’Albania ed ogni pietra deriva da una zona diversa dell’Albania per unire tutto il paese in quella piazza. E lo stesso per le piante che ci sono intorno.

Tirana

Ci sono poi tantissime opere di street art e murales meravigliosi sulle facciate dei palazzi, cassette della luce e tombini, realizzati per abbellire le zone costruite stile socialista, tutte uguali tra loro, costruite in grandi blocchi omogenei tutti grigi, regalando ora un’esplosione di colori che non lascia indifferenti.

Tirana

Peccato che appena usciti dal centro si veda ancora il grande degrado comunista con strade e piazze ancora in costruzione.

Tirana

Per capire, però, quanto il comunismo sia stato importante nello sviluppo dell’Albania, vi consiglio di fare una visita al museo delle spie in quella che è conosciuta come casa delle foglie, una casa nei pressi della cattedrale di Tirana così conosciuta perché era interamente ricoperta da foglie e sembrava una casa abbandonata. In realtà era il covo delle spie comuniste che entravano qui dall’ufficio postale adiacente e da qui facevano partire tutta una serie di fili di collegamento nei principali hotel e luoghi d’interesse della città per avere tutto sotto controllo. In quel periodo si diceva che anche i muri avessero le orecchie, ed in parte era vero. Nel museo è possibile capire in che modo e dove venivano collocate le cimici, come si teneva sotto controllo tutta la popolazione proprio come nel Grande Fratello di Orwell. Agghiacciante!

Tirana

Non perdetevi poi una visita al mercato: davvero molto bello e colorato.

In realtà Tirana meriterebbe molto più di un giorno per visitarla e capirla tutta. Quindi, se avete più tempo, vi consiglio di soffermarvi più a lungo, ma su Tirana ci dedicherò un articolo a parte.

Tirana

Giorno 2: Vlore (Valona), Llogara, Dhermi e Porto Palermo

Valona

Il secondo giorno del tour abbiamo salutato Tirana e ci siamo diretti verso sud, facendo una prima tappa a Valona, il secondo porto del paese dopo quello di Durazzo e terza città albanese per popolazione, che affaccia sul canale d’Otranto con un’ampia baia.

Valona

Valona, ha un bellissimo lungomare che dà subito l’idea di località turistica. Bisogna sapere, però, che è stata un’antica colonia greca nel VI secolo a.C. con il nome di Aulona e fu sede episcopale e per breve tempo capitale del neonato Stato albanese. Fu qui che il 28 novembre 1912 fu proclamata la dichiarazione di indipendenza dell’Albania.

Valona

Llogara

Proseguendo verso sud, abbiamo attraversato la zona di Llogara, facendo una tappa al Llogara Tourist Village dove abbiamo fatto una buonissima merenda in mezzo al verde circondati dai cerbiatti.

Da qui parte una strada romana chiamata Grama Beach non accessibile con le macchine dove sulle rocce hanno trovato delle incisioni romane dei tempi di Giulio Cesare.

AlbaniaAlbania

Ci siamo poi fermati in un punto panoramico dove si vede tutta la costa Albanese fino a Saranda, parte della Grecia, la sua isola più grande Corfù e tre isole della Grecia Ionica. La veduta è davvero spettacolare e merita assolutamente una sosta. Soprattutto fa capire quanto l’Albania sia vicinissima sia all’Italia che alla Grecia, tanto che lo stesso operatore telefonico a tratti si attaccava al roaming europeo.

Proprio per la vicinanza con l’Italia, non preoccupatevi se non parlate inglese, perché in Albania conoscono e parlano tutti perfettamente l’italiano.

Albania

Dhermi

Abbiamo attraversato poi il paesino di Dhermi dove ci sono spiagge bellissime e acqua limpida tutta naturale. Nel periodo comunista era accessibile solo all’elite di allora perché era proprio al confine con  l’Italia. Non era possibile nemmeno andare a pescare per evitare che gli albanesi scappassero verso l’Italia che è di fronte. Se venivano scoperti, venivano fucilati all’istante.

Albania

Castello di Porto Palermo

Tappa imperdibile è stata la sosta al tramonto al castello di Porto Palermo, fatto costruire alla fine del 1800 dal potente e temuto Ali Pasciá per la sua amata Vasiliki, per la quale aveva ripudiato la ex moglie per potersela sposare. Peccato che la sua continua sete di potere ed il suo desiderio di costruire tanti castelli nel sud dell’Albania per sconfiggere l’impero Ottomano non gli hanno fatto fare una bella fine ed alla fine è stato tradito proprio dalla sua amata!

In tutta l’Albania ci sono sempre sia chiese che moschee. Nel periodo ottomano era permesso di costruire chiese ma senza campanile perché non dovevano dare fastidio con il richiamo della preghiera.

Ali Pascià era una persona importante nella storia dell’Albania. A metà dell’800 venivano create delle zone chiamate Pashalle. A capo di questa divisione lui comandava sotto il governo ottomano ma dava spazio anche agli Albanesi.

Molti castelli erano vuoti ma servivano solo per dare l’idea del potere e del controllo per ogni nave che entrava in Albania.

L’impero Ottomano negli anni ha mandato molti eserciti per sconfiggerlo ma lui ha sempre vinto, alla fine è stata la moglie a tradirlo. Si dice che la sua testa si trovi a Istanbul ed il corpo a Joanina in Grecia.

Castello Porto PalermoCastello di Porto PalermoCastello Porto Palermo

Giorno 3: Saranda, Butrinto e Ksamil

Saranda

Il terzo giorno siamo giunti a Saranda, località turistica a sud dell’Albania che sorge su una collina a ferro di cavallo tra il Mar Ionio e colline ricoperte di oliveti. Qui si trova il mare più bello dell’Albania che sembra quasi quello dei Caraibi con spiagge bianchissimi e acque cristalline.

Si trovano, inoltre, molti resti archeologici, tra cui quelli di una sinagoga del V secolo, successivamente divenuta una basilica paleocristiana e il Castello di Lëkurësi (XVI secolo) che domina dall’alto la città.

 Saranda

Da Saranda si vedono le luci di Corfù che dista solo 6 miglia.

Se con le barche durante il periodo comunista gli albanesi tentavano di fuggire verso Corfù, venivano sparati a vista.

È una città antica i cui documenti risalgono al 6 secolo avanti Cristo.

Il primo nome di questa città era Onhesmus. Nei secoli è stata porta di entrata verso l’interno del Paese e verso Foinike, che era la capitale di Epiro.

Il secondo nome è stato Porto. Dopo la visita di Mussolini nel 1924 è stata chiamata Porto Eda. Mentre durante il comunismo è stata chiamata Saranda che vuol dire 40, perché su una delle colline che circondano la città c’è un antico monastero intorno al quale ci sono molte leggende tra cui che era protetto da 40 soldati torturati e uccisi per proteggere la popolazione che si trovava nella città sottostante il monastero.

Era uno dei più grandi monasteri della zona con 2 piani sotto terra, ma è stato bombardato e distrutto durante la seconda guerra mondiale. Oggi ci sono solo le catacombe.

Saranda

Ksamil

Nei pressi di Saranda c’è Ksamil, che è considerata la zona con il mare più bello dell’Albania ed effettivamente è spettacolare.

KsamilKsamil

Parco Nazionale di Butrinto

Da Saranda merita una visita il Parco Nazionale di Butrinto, patrimonio Unesco, dove si trovano i reperti della città di Butrinto, antico porto che ha rivestito un ruolo cruciale nella storia del Mediterraneo. Ci sono ritrovamenti che appartengono a varie epoche.

Di fronte c’è l’isola di Corfù ed i 3 isolotti di Ksamil. Motivo per cui fu edificato un castello per proteggere le coste e controllare che nessuno tentasse di fuggire verso la Grecia.

Il Lago di Butrinto collegato al mare con un canale strettissimo. Qui coltivano le cozze dell’Albania che sono molto buone.

ButrintoButrintoButrinto

Occhio Blu

Sulla strada fate una sosta alla sorgente chiamata “Occhio Blu”. Circondata da rigogliosa vegetazione, la sorgente di Syri i Kalter è una delle incredibili bellezze naturali dell’Albania. Si trova si trova nel piccolo villaggio di Mullina, sulle pendici occidentali del monte Mali i Gjerë nel sud del Paese.

È una sorgente naturale di acqua carsica, di un fiume carsico che viene in superficie. Eroga milioni e milioni di litri d’acqua naturale che si può imbottigliare e bere. Ed in questa zona si è creata una zona di vegetazione particolarmente bella da vedere con un lago cristallino.

Giorno 4: Kruja

Ritornati verso nord, e pernottando di nuovo a Tirana, il quarto giorno ci siamo diretti verso Kruja, paesino costruito nel 12esimo secolo che è stato capitale dell’Albania nel 14esimo secolo, a soli 50 km da Tirana.

Abbiamo attraversato il bazar tipico costruito secondo lo stile bizantino dove si svolgeva l’attività commerciale e artigianale della città per poi giungere al castello, ancora arredato con i mobili originali , dove abbiamo visitato la casa museo tipica del 18esimo secolo in stile orientale che apparteneva alla famiglia albanese Toptani! Molto molto bella!

Al piano terreno si trovano gli attrezzi da lavoro e sopra le stanze dove ci sono ancora gli affreschi originali, vestiti da sposa e sposo che hanno oltre 150 anni, telaio, bagno turco, sauna e bagno a vapore.

Sulle porte c’è un arco perché tutte le persone che entravano e uscivano dalle stanze dovevamo fare l’inchino per salutare le persone che erano dentro.

C’è poi esposto lo xhupleta (vestito tipico albanese) che è patrimonio Unesco.

Kruja è stata sede di Skandembeg nella fine del 1800 che da qui ha guidato la resistenza contro l’impero ottomano.

Di recente ha avuto un rinnovamento urbano molto interessante, come ad esempio l’antico bazar rinnovato.

Kruja vuol dire ponti d’acqua perché era piena di ponti d’acqua.

KrujaKrujaKruja

Giorno 5: Parco nazionale del Monte Dajti

L’ultimo giorno a Tirana ed in Albania, abbiamo preso la teleferica e siamo saliti sul monte Dajti dove c’è il Parco naturale del monte Dajti e dal quale si vede tutta Tirana dall’alto.

Monti DajtiMonti Dajti

Dove dormire:

A Tirana:

A Tirana ci sono diverse tipologie di Alberghi. Noi ne abbiamo provati 3 diversi e vi indico i loro nomi:

Metro Hotel Tirana: un hotel molto pittoresco con lucine colorate anche nelle stanze

Metro Hotel Tirana

Hotel Hilton Garden Inn: per chi preferisce affidarsi agli standard internazionali

Hotel Garden Inn

Hotel The Rooms: un hotel super tecnologico con SPA e parrucchiere interno.

Hotel The RoomsHotel The Rooms

 

A Saranda:

Boungainville Bay Hotel: un hotel di design molto bello che sebra quasi una delle opere di Gaudì.

 Hotel BouganvilleHotel Bouganville

Come arrivare:

Se volete fare un on the road per l’Albania come ho fatto io, vi consiglio di girarla in auto.

Potete portare l’auto direttamente dall’Italia con GNV che parte sia da Ancona che da Bari per Durazzo, oppure prendere un volo diretto per Tirana e da lì affidarvi al tour operator Travel Brain and Hearth per fare un tour organizzato da Tirana a Ksamir in auto o in moto.

Tirana

Consigli utili:

Vi ricordo che l’Albania nonostante la vicinanza con l’Italia, non è ancora nell’Unione Europea, quindi è consigliabile acquistare una scheda internazionale o attivare delle promozioni con tariffe per l’estero sul telefono.

Non dimenticate, poi, di stipulare un’assicurazione sanitaria. Io ho l’assicurazione Nostop Vacanza copertura mondo con Europ Assistance.

*Articolo scritto in seguito al Travel blog tour 2019 organizzato dalla Scuola Italiana Influencer

Qui il mio video:

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