Cambogia

A chi non è mai capitato di sognare a occhi aperti? A me spesso, lo ammetto e con altrettanta frequenza le mie fantasie hanno per tema… ma i viaggi ovvio!

A volte è sufficiente una fotografia o il racconto di un’amica per proiettarmi in mete esotiche, luoghi remoti di cui prendo nota mentalmente pronta un giorno a preparare le valigie, salire a bordo di un aereo e partire in direzione di quella località sognata da tempo. E sono questi i viaggi più belli. Quelli che abbiamo da tanto tempo in programma su cui magari abbiamo costruito per anni fantasie e di cui la nostra immaginazione si è nutrita. Perché non c’è aspetto più bello del vero viaggio dell’attesa che lo precede.

Sognando la Cambogia ho scritto all’inizio di questo post, in ricordo di un altro viaggio compiuto in Thailandia quando ho avuto modo di ammirare in tutto il loro splendore la raffinatezza dei templi del sud-est Asia, di architetture così strabilianti da lasciare a bocca aperta.

Sognare la Cambogia è facile del resto, visto che uno dei Paesi più piccoli del sud-est asiatico (con un superficie di 180mila chilometri quadrati) conserva all’interno dei propri confini uno dei Patrimoni dell’Umanità più spettacolare e incredibile al mondo.

Ho sognato spesso sulle fotografie dell’antico tempio di Angkor Wat fatto costruire da re Suryavarman II nel XII secolo. Un lavoro imponente che ha richiesto quarant’anni per la sua realizzazione e dove ancora oggi i monaci buddisti compiono i loro rituali immutati nel tempo. Con i suoi oltre 180 ettari di superficie il complesso di Angkor Wat è il più grande monumento religioso del mondo e si trova all’interno dei confini della ben più ampia città storica di Angkor Thom: l’ultima capitale dell’Impero Khmer. È qui che si trovano gli edifici più spettacolari. Il Bayon con le sue mille e misteriose facce scolpite nella pietra. Ta Prohm le cui strutture inghiottite dalla vegetazione offrono ai visitatori stupefatti incredibili opportunità di scattare fotografie. L’imponente Tempio Montagna di Baphuon disposto su cinque livelli e tanti altri siti archeologici che vorrei un giorno visitare e su cui oggi come oggi mi limito a sognare.

Cambogia

Non senza aver fatto un po’ di ricerche come è giusto che sia per le vere viaggiatrici che non si limitano a fantasticare, ma che nel frattempo, in attesa di partire, scavano tra libri, guide turistiche, film e video su YouTube con un unico obiettivo: documentarmi al massimo per il mio prossimo viaggio in Cambogia. Per chi è appassionato di cultura e storia, come lo sono io, la Cambogia offre oltre al complesso archeologico di Angkor Wat e alla cittadina di Angkor Thom che vale almeno l’acquisto di un biglietto di tre giorni, altri templi nascosti nella foresta, altrettanto spettacolari. Uno dei più antichi è quello di Banteay Prei Nokor non lontano dalla cittadina di Kampong Cham pittoresca località fluviale da cui si godono impressionanti panorami sul fiume Mekong. Poco conosciuto, ma altrettanto affascinate il tempio di Banteay Chhmar che si raggiunge attraverso sentieri nella giungla immersi in un’atmosfera da esploratori d’altri tempi. Nel nord del Paese mi ha particolarmente affascinata il tempio di Preah Vihear. Collocato in una posizione drammaticamente scenografica da cui si gode una vista mozzafiato sulla piana sottostante.

Cambogia

Per chi poi volesse prendersi una pausa dal fitto programma di visite culturali potrebbe optare per una spericolata corsa su di un treno davvero singolare. Lungo le strette rotaie della ferrovia poco distante dalla cittadina di Battambang è possibile infatti salire a bordo del Bamboo Train, singolare mezzo di locomozione tanto scomodo quando divertente.

Se le suggestioni letterarie, come spesso accade a me, sono già di per sé una buona ragione per scoprire luoghi singolari e poco conosciuti, potrebbe venirvi voglia di dare un’occhiata al caotico posto di frontiera di Poi Pet con il suo casinò asian style. Di questo luogo o non luogo, per dirla alla Marc Augé, ci hanno scritto Tiziano Terzani e Lawrence Osborne nel suo romanzo Cacciatori nel buio.

Non aspettatevi una struttura magica e scenografica sullo stile di una Montecarlo asiatica, per questo dovrete tornare in Europa. E neppure i casinò futuristici di Macao o Las Vegas. E neppure le avveniristiche soluzioni tecnologiche dei casinò digitali di operatori come Unibet che propone sulla sua piattaforma online giochi live estremamente realistici e versioni innovative dei classici giochi da casinò. Qui siamo in Cambogia e questo edificio a cavallo del confine, letteralmente a cavallo, è un luogo di passaggio, spazio interstiziale, decadente e pacchiano, più adatto, come scoprirete da soli, ai racconti e alle storie che al gioco.

I sogni di viaggio nascono anche da queste suggestioni, una nota su di un libro, un appunto dimenticato tanto tempo fa a piè di pagina perché la fantasia compia quel balzo inevitabile e seducente che trasforma il sogno in realtà. Sognando la Cambogia allora e nell’attesa, rimessa a posto la scrivania, sistemati gli ultimi appunti do un’occhiata a Netflix per seguire gli ultimi episodi di One Strange Rock: Pianeta Terra. Perché anche questo è viaggiare.

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