Archivio Storico Napoli

I Napoletani sono noti per essere dei buongustai ed amare la buona cucina, trascorrere ore a tavola e prediligere cibi semplici e genuini, onorando le tradizioni.

Il cibo è da sempre un aggregatore di persone, anche se di culture diverse, e tutto ciò ha delle origini antichissime che risalgono all’epoca dei Borboni, quando sia “O’ Scarpariello” (il ciabattino) che il “Monzù” (il cuoco di corte) preparavano i pasti utilizzando ingredienti comuni ma in ambienti diversi (il primo per strada, il secondo nelle spaziose cucine patrizie).

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Infatti gli ingredienti più conosciuti sono essenzialmente quelli semplici e genuini, che venivano poi maggiormente elaborati per le pietanze destinate ad imbandire le tavole dei nobili. Coesisteva, quindi, una cucina assai raffinata che si era sviluppata soprattutto grazie ai Borbone, che favorirono una fusione fra la cucina napoletana e quella francese concretizzando dei risultati spettacolari e di gran gusto.

Archivio Storico Napoli

Cucina Borbonica che si è tramandata fino ai nostri giorni in dei piatti che sono stati poi rivisitati e fanno parte ormai della cultura culinaria napoletana.

Ma non bisogna dimenticare le nostre origini e, quindi, a Napoli c’è un ristorante che ha riportato in luce la cucina napoletana borbonica facendo provare ai propri commensali i piatti della tradizioni preparati dallo chef stellato Pasquale Palamaro ed il suo staff.

Archivio Storico Napoli

 

Sto parlando del ristorante Archivio Storico nel quartiere Vomero di Napoli, che omaggia la cultura borbonica in ogni suo angolo: le sale principali sono dedicate ai Re Borbone delle Due Sicilie Carlo, Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II  e Francesco II (con le rispettive Regine) ed all’ultimo pretendente al trono, l’erede legittimo, Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro e Gran Maestro di tutti gli Ordini Dinastici.

Archivio Storico Napoli

Da  più di un anno il locale divulga un patrimonio culinario che Luca Iannuzzi – ideatore del progetto, attento conoscitore della storia del Regno delle Due Sicilie e Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio –  ha riscoperto indagando nei testi dell’epoca e riproposto con l’ausilio di professionisti del gusto del calibro di Pasquale Palamaro, chef stellato che ha firmato il nuovo menù “di classe” dell’Archivio.

Archivio Storico Napoli

L’ingresso è piccino, ma il locale si sviluppa tutto al piano -1 portandoti in un’altra epoca.

Dai quadri appesi sotto al soffitto, all’arredamento delle sale, l’allestimento con luce fioca a lume di candela e la cucina borbonica che rendono l’ambiente davvero inn.

Si può decidere di fermarsi a cena o semplicemente di bere un calice di vino in compagnia, o provare uno dei gustosi cocktail del bar manager Salvatore D’Anna.

Io ci sono stata di recente ed ho iniziato la mia cena con la nuova a creazione del bar manager, A’ Crianza, il cocktail di benvenuto che viene offerto agli ospiti dell’Archivio, in una versione rivisitata, il cui colore “oro intenso” auspica fortuna e benessere in abbinamento ad una montanara con ragù di calamaro e pecorino. E’ un drink “anytime” leggero e profumato che può essere consumato in qualsiasi momento della giornata.

‘A Crianza è solo l’ultimo arrivato della cocktail list dell’Archivio Storico.

Archivio Storico Napoli

Altre new entry della drink list del locale – ispirate dai sapori, dalla cultura e dalla storia di Napoli – sono:

–        Il “Crisommola Negroni” con Jin  Aperol, Vermouth dry, liquore all’albicocca, Orange bitters;

–        L’”Espresso fizz” con Rum chiaro, liquore al caffè, zucchero, succo di limone, soda al caffè espresso;

–        Il “San Gennaro” con Scotch Whisky, Islay single malt whisky, Porto Rosso, Cherry brandy, succo d’arancia;

–        Il “Piennolo” con Vodka e Bloody Mary mix mediterraneo.

Ho poi proseguito con una cena borbonica di tutto rispetto.

Parmigiana di melanzane realizzata all’interno di una riproduzione di melanzana intera abbinata ad un calice di vino Casavecchia 2912 Sclavia;

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Taglierini di pasta all’uovo con spigola e cubetti di tonno essiccati.

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E per concludere una dolce sui generis, una pizza di crema e amarena con cornicione ripieno di ricotta  abbinata ad un Robroi brandy invecchiato 1 mese e mezzo in legno e nocino.

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I was wearing:

Shirt: Molly Bracken

Skirt: Y not?

 

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