Viaggio a Zanzibar: escursione a Prison Island, l’isola delle tartarughe centenarie

Se vi piacciono gli animali e cercate un posto dove poter vedere da vicino tartarughe centenarie, dovete assolutamente andare a Zanzibar e fare un’escursione di una giornata a Prison Island, dove c’è una vastissima colonia di tartarughe centenarie delle Seychelles.

Zanzibar è una meta perfetta per delle vacanze relax di sole e mare completamente immersi nella natura, dove staccare la spina dallo stress quotidiano e lasciarsi cullare dell’hakuna matata ed il pole pole, la vita lenta senza stress degli abitanti del luogo. Presa di mira da tanti italiani nel mese di agosto, in realtà, Zanzibar è perfetta anche per una vacanza invernale per evadere dal freddo ed abbandonarsi al caldo tepore del sole equatoriale sulle spiagge bianchissime circondati di palme.

Io ci sono stata ad agosto ma ho appena trovato molte offerte per Zanzibar con Voyage Privé e sto pensando quasi quasi di ritornarci per il Capodanno.

Zanzibar

Oltre alle bellissime spiagge dalla sabbia bianca e l’acqua turchese, dove poter trascorrere ore ed ore a rilassarsi gustando un cocktail in riva al mare, se volete vivere un’esperienza da raccontare dovete assolutamente fare l’escursione a Prison Island, dove potrete ammirare una vasta colonia di tartarughe centenarie, dargli da mangiare  scattare qualche selfie ricordo da postare su instagram o facebook.

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Prison Island

Prison Island (in inglese, “isola della prigione”), nota anche come Changuu, è una piccola isoletta a soli 10 minuti di navigazione da Stone Town, la città principale di Zanzibar e raggiungibile con l’imbarcazione di legno tipica del luogo. L’escursione generalmente è legata alla visita anche di Nakupenda e costa 40,00$.

Prison Island è così chiamata perché al suo interno si trova una prigione che fu costruita durante gli anni dello schiavismo, ma che, però, non è mai stata usata per rinchiudere gli schiavi perché completata solo dopo l’abolizione della schiavitù. Negli anni è stata usata invece come isola di quarantena per i malati di malaria, che da Zanzibar venivano isolati sull’isolotto di fronte.

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Quella che un tempo era la prigione che dà il nome all’isola, oggi è un ristorante.

Negli anni passati, invece, era molto in voga tra i turisti facoltosi che pernottavano nell’unico hotel qui presente, per avere la sensazione di dormire su un’isola semi deserta.

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La storia delle tartarughe di Zanzibar

Ciò che però rende bella ed affascinate questa isola, è la presenza delle tartarughe giganti di Aldabra portate qui direttamente dalle Seychelles, secondo alcune voci dal sultano di Zanzibar Majid bin Said nella seconda metà del 1800 per farne dono alla prima moglie nella reggia in stile arabo che volle far costruire sull’isola.

Secondo altre fonti, sarebbero state portate a Prison Island nel XIX secolo per proteggere la specie dall’estinzione e dal bracconaggio; altre voci dicono invece che potrebbero essere discendenti delle tartarughe che i marinai che navigavano nell’Oceano Indiano portavano con sé come riserva di carne fresca. Altre ancora ritengono che l’arrivo delle tartarughe a Prison Island sia molto più recente, e che sia riconducibile a un dono fatto dal governatore britannico delle Seychelles nel 1919.

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Qualunque sia il motivo per cui le tartarughe delle Seychelles si trovino a Zanzibar, vale comunque la pena visitare quest’isolotto per vederle da vicino. Alcune sono pluricentenarie e lo si riconosce sia dalle loro grandi dimensioni, sia dal fatto che ogni tartaruga ha dipinto sul guscio la sua età.

Vi troverete quindi tartarughe di 70, 100 ed anche 190 anni, alcune delle quali superano i due quintali.

L’ingresso alla zona protetta delle tartarughe è controllato da dei vigilanti ed potete restare lì una mezz’oretta ad osservare da vicino come si muovono lente, offrirgli una foglia di insalata, scattare qualche foto e vivere un’esperienza da raccontare e da ricordare.

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