Alla scoperta del Parco Nazionale della Sila: itinerario tra le bellissime montagne della Calabria

Nell’immaginario comune la Calabria viene subito associata al suo bellissimo mare, ai suoi litorali Ionio e Tirreno dalle acque cristalline e dai fondali pescosi. Eppure, la Calabria è anche montagna.

Nel cuore della Calabria si estende il Parco Nazionale della Sila, che per 73.695 km coinvolge territorialmente tre delle cinque province calabresi, la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Cosenza e la Provincia di Crotone.

Sila Calabria

Io sono stata in vacanza in Calabria tutte le estati per oltre 25 anni ed ignoravo la bellezza della Sila, a soli pochi km dal mare.

Per fortuna, ho rimediato quest’anno, in un incredibile tour alla scoperta del Parco Nazionale della Sila che mi ha fatto innamorare di questi paesaggi meravigliosi.

La Sila è meravigliosa per la sua diversità paesaggistica, che spazia dal tipo montano a quello collinare, fino a quello pianeggiante, suddiviso in alluvionale, vallivo ed a terrazze.

Al suo interno il Parco nazionale della Sila custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità. Il simbolo del Parco è il lupo, specie depredata per secoli e fortunatamente sopravvissuta fino al 1970, anno in cui venne istituita una legge a favore della sua salvaguardia. Se siete fortunati, riuscirete anche ad incontrarlo, ma non abbiate paura, perchè è lui ad avere paura di voi!

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Camigliatello Silano

Come vi ho anticipato, ho preso il volo da Milano Linate di buon’ora e, con uno scalo a Roma, dove mi sono incontrata con la mia amica Emily, abbiamo raggiunto l’areoporto di Lamezia Terme, dove c’era un autista ad aspettarci.

Da lì ci siamo diretti a Camigliatello Silano, nel cuore della Sila, che dista circa 1 ora e mezza dall’areoporto.

Camigliatello è nota soprattutto in inverno per i suoi impianti sciistici. È situato a 1.300 metri di altitudine e dispone di un moderno impianto di risalita e di due piste da sci (1 blu e 1 rossa). Il paesino, il più grande della Sila, è molto ben attrezzato per accogliere i turisti.

Il principale nucleo urbano del villaggio si trova all’interno del Parco Nazionale della Sila, dove tutto l’anno si possono ammirare gli animali presenti e fare passeggiate nei percorsi dei boschi silani, mentre numerose altre piccole frazioni sviluppatesi lungo la strada che dal villaggio porta al Lago Cecita, facenti tutte parte del complesso turistico di Camigliatello, sono poste al di fuori dei confini del Parco.

Lì ho pernottato al Meranda Hotel con la formula di mezza pensione.

Camigliatello Silano Camigliatello Silano

Visita alla Fattoria Biò

Giusto il tempo di posare la valigia, che ci siamo diretti all’Agriturismo Camigliatello Fattoria Biò, per vedere dal vivo la mungitura delle mucche e la preparazione delle mozzarelle, oltre che la piantagione della canapa sativa, il tutto con vista panoramica del bellissimo lago Cecita! Per me che sono nata e cresciuta in città e che continuo a vivere in città, ogni volta che vado in una fattoria a contatto con gli animali dove vengono prodotti ancora cibi genuini a km0, è un’esperienza bellissima che regala molte emozioni. Nell’agriturismo, dove è possibile fermarsi anche per pranzo come abbiamo fatto noi, degustando piatti tipici locali, vengono anche organizzati laboratori didattici per i bambini per insegnargli a stare a contatto con la natura e gli animali.

Tra le specialità della casa, che vi consiglio di provare le tagliatelle realizzate con un misto di tre grani, tra cui il grano prodotto dalla canapa sativa.

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Riserva FAI di Fallisto – I Giganti della Sila

Dopo l’ottimo pranzo alla fattoria Biò e la visita della struttura, ci siamo diretti alla Riserva di Fallisto, dove si trovano I Giganti della Sila, alberi secolari pieni di cavità dove mi sono sentita una bambina nello scoprirli dall’interno ed ascoltare la loro storia turbolenta, messa a duro pericolo durante la seconda guerra mondiale. Un tempo la Sila era interamente ricoperta di Pino Nero, una tipologia di pino che cresce soltanto qui ed in Aspromonte. Poi durante la seconda guerra mondiale è stata quasi interamente disboscata come bottino di guerra. Si è salvata solo questa riserva, perchè era di proprietà privata dei Baroni Mollo, dove oggi possiamo osservate alberi di oltre 600 anni, ognuno segnalato con un numero.

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Ad esempio, l’albero n. 50 è il più anziano, mentre il n. 49 il più alto. Poi ci sono gli alberi abbracciati, di una dolcezza infinita e gli alberi nei quali è possibile entrare nei tronchi, riportando alla luce fantasie infantili dell’avere una casa nell’albero.

 

Essere in questa riserva circondata da alberi secolari maestosi, ricchi di storia, dove la luce del sole a stento traspare, crea un’emozione fortissima ed un contatto con la natura arcaico.

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Ed è proprio nella foresta de I Giganti della Sila che si è svolto uno dei concerti del Peperoncino Jazz Festival, il 27 luglio. In questo luogo così suggestivo, hanno suonato la norvegese Sinikka Langeland con uno speciale strumento, il Kantele (ovvero un’arpa della tradizione nordica) ed il “vichingo dal cuore tenero” Trygve Seim, sassofonista di Oslo che è uno dei musicisti più importanti della casa discografica ECM. La loro esibizione è stata molto particolare proprio perchè ispirata alla musica ed alle foreste del Nord Europa e, attraverso i loro canti, gli alberi sembravano quasi prendere vita.

 

Il concerto è stato intenso. Quella sera, poi, c’era l’eclissi di luna… quindi, metti il posto, metti la musica, metti la luna…si è creata un’atmosfera un pò magica. 

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Longobucco

La mattina seguente siamo andati a visitare uno dei borghi più belli del Parco Nazionale della Sila, Longobucco, famoso per le lavorazioni tessili a telaio e la lavorazione dell’argento, proprio come si faceva un tempo, che è possibile ammirare in dei bellissimi musei!

Arrivare a Longobucco da Camigliatello è stato abbastanza impegnativo attraverso stradine di montagna piene di curve ma, appena ci siamo avvicinati, la vista dall’alto di tutto il borgo incastonato tra le montagne è stato meraviglioso!

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Il nome del paese, che oggi vanta circa 3000 abitanti,  deriva dal latino “longa bucca” ovvero “lunga concavità” proprio in riferimento al suo aspetto tra le montagne.

Al nostro arrivo a Longobucco ci ha accolto l’assessore Serafino Greco che ci ha fatto fare un tour del paese spiegandoci la sua storia e portandoci in visita alle sue eccellenze.

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Abbiamo iniziato dalla piazza principale dove campeggia la statua di Bruno da Longobucco, uno dei primi e più rinomati chirurghi italiani nato proprio qui, siamo poi stati in visita all’ex convento dei Frati Francescani minori dove ha sede il Museo comunale dell’artigianato, degli antichi mestieri ed il Museo dell’Artigianato silano e della difesa del suolo. ​Il borgo è noto anche per la produzione di tessuti realizzati con antiche tecniche di lavorazione al telaio e ci sono numerosi musei dove sono custoditi arazzi meravigliosi. Altra eccellenza del paese è la lavorazione dell’argento.

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Bellissimo poi il santuario di Santa Maria Assunta con il suo campanile alto ben 32 metri, nel cui interno sono presenti diverse opere d’arte e dell’argenteria risalente al XVIII secolo, tra cui la reliquia di San Domenico di Guzman, protettore del paese.

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Il Lago Cecita e la zona del Cupone

Dopo la passeggiata per Longobucco, ci siamo diretti verso la zona del Cupone, dove abbiamo iniziato un bellissimo sentiero naturalistico lungo il fiume Cecita, ho attraversato il fiume e sono salita su un albero. Mi sono sentita in pace con me stessa. Il contatto diretto con la natura mi rigenera ed a volte bisogna fermarsi e restare ad ascoltarla! Il sentiero, uno solo dei tanti che è possibile fare in questa zona, può essere fatto in diversi modi, ma sempre con una guida esperta.

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Dal Cupone, ci sono anche altri sentieri, come ad esempio il sentiero didattico di 1 km, che permette di vedere gli animali del bosco: cinghiali, lepri, cervi, caprioli ed il gatto selvatico. Se si è fortunati anche il lupo, che è una specie protetta del parco. Chiudere la giornata, poi, con un concerto jazz ed un tramonto da sogno, non ha prezzo! 

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Il Treno della Sila

L’ultimo giorno, abbiamo scoperto la Sila su un trenino a vapore del 1920 attraversando boschi e vallate. Una bellissima esperienza che vi consiglio assolutamente da fare. Il trenino è attivo tutto l’anno e, mentre in estate è possibile attraversare i boschi verdi, in inverno potrete trovarmi nel bel mezzo dei paesaggi innevati! Si parte da Moccone alle 10:30 (ma vi consiglio di arrivare con un pò di anticipo per vedere arrivare il treno alla stazione e fotografarlo), si sale a bordo e si raggiunge San Nicola passando da Camigliatello. E’ possibile acquistare i ticket online al costo di 15€ per gli adulti e di 8€ per i bambini.

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A bordo del treno avrete i posti assegnati e potrete assistere ad un piacevole concerto di musica popolare.

Non dimenticate di affacciarvi ai finestrini per godere dei bellissimi panorami che vi circondato, io avrei fatto quasi tutto il viaggio affacciata al finestrino, anche se poi mi sono ritrovata i capelli ricoperti dalla fuliggine del treno, ma è stata un’esperienza pazzesca!

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A Sculca c’è stata una pausa per il rifornimento d’acqua e degustazione di un dolce tipico. 

La corsa dura all’incirca 40 minuti e giunti alla Stazione San Nicola, prima di andare via, non perdetevi la bellissima scena dell’inversione del treno fatta a mano. La corsa successiva è alle ore 11:50 da S. Nicola a Moccone.

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Il Parco avventura della Lorica ed il giro in battello lungo il lago Arvo

Dopo la mattinata quasi fiabesca sul treno a vapore degli ani ’20, avremmo dovuto trascorrere qualche ora di divertimento al parco avventura della Lorica, ma, ahimè, è venuto a piovere!

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Dopo pranzo, abbiamo quindi rimediato con un emozionante giro in battello lungo il lago Arvo, il cui biglietto costa € 5,00.

A proposito, lo sapete che i due laghi della Sila, il Cecita e l’Arvo sono artificiali? Vedendoli non si direbbe, ma in realtà sono stati creati per rifornire la zona di energia idrica, diventando ora parte della bellezza paesaggistica.

Da Lorica a Lamezia Terme per il volo il tragitto è stato, ahimè, più lungo del previsto, circa due ore, ma riporto con me un bellissimo ricordo della Sila.

Assolutamente da ritornarci in inverno per andare a sciare a Camigliatello e vedere i paesaggi montani ricoperti di neve dal trenino a vapore!

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Come raggiungere la Sila

Purtroppo non è molto ben collegata al nord Italia e consiglio di raggiungerla con l’auto, oppure di prendere un volo fino a Lamezia Terme e poi da lì noleggiare un’auto, oppure di arrivare a Cosenza in treno e raggiungere la Sila con gli autobus giornalieri, ma vi assicuro che poi, una volta arrivati, ne resterete incantati.

*Articolo scritto in collaborazione con il Parco Nazionale della Sila

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