Viaggio nella Napoli degli anni ’80 con “un ragazzo normale” di Lorenzo Marone

Può un libro portarti indietro nel tempo? Certo che si! I libri sono in grado di farci fare con la mente tutti quei viaggi che non riusciamo a fare fisicamente. A volte, però, anzichè portarci in luoghi lontani, ci portano indietro nel tempo. Ed il nuovo romanzo di Lorenzo Marone “Un ragazzo normale” ci riporta nella Napoli degli anni ’80 tra zaini Invicta, big babol, contrabbandieri di sigarette e tutti quei prodotti icona che hanno caratterizzato la nostra infanzia.

Un ragazzo normale di Lorenzo Marone

A differenza degli altri romanzi dell’autore, però, questa volta il protagonista è un bambino, Mimì, appassionato di supereroi. Non un bambino come tutti, ma un bambino un pò speciale, che ama leggere, studiare e parlare in modo forbito, nonostante provenga da una famiglia umile.

Spesso viene preso in giro per il suo modo di parlare dai suoi stessi familiari, ma ciò non arresta la sua voglia di imparare e scoprire il mondo che lo circonda.

Nel corso del libro, si avvicina, però, ad un amico un pò speciale: Giancarlo Siani, il giornalista ammazzato dalla camorra proprio negli anni ’80.

Nel romanzo abita nel suo stesso palazzo e Mimì rimane affascinato ogni volta che lo vede uscire per andare al lavoro con il suo taccuino e la Mehari verde militare.

Mimì lo vede come un eroe perchè sa che combatte la camorra e lo idealizza a tal punto da prenderlo come modello di riferimento, al pari dei supereroi che tanto gli piacciono.

Eppure Giancarlo più volte gli dice di essere un ragazzo normale che fa solo il suo lavoro.

Ed è così che tra vicende romanzate, insieme ad intrecci storici di fatti di cronaca realmente accaduti, “un ragazzo normale” ci riporta alla scoperta della Napoli degli anni ’80.  

Un viaggio indietro nel tempo nella mia infanzia dove, attraverso gli occhi di un ragazzino indifeso, vengono svelati gli eroi moderni. Eroi che non hanno bisogno di super poteri per ognuno di noi ha un dono speciale che nella sua normalità (o anormalità) lo rende unico. 

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