Alla scoperta di Troia e dei Monti Dauni: itinerario di 5 giorni in Puglia

Troia, Ascoli Satriano, Candela, Biccari, Orsara… Se siete amanti dell’arte, dei piccoli borghi dalla storia antica e del contatto con la natura, c’è una parte della Puglia, poco conosciuta, ai confini con la Campania, che saprà sicuramente stupirvi.

Sto parlando della zona dei Monti Dauni, in provincia di Foggia. Una zona la cui bellezza paesaggistica è stata in parte deturpata dall’installazione delle pale per l’energia eolica, ma che, nonostante ciò, non ha perso il suo fascino.

Ci sono stata per le vacanze di Pasqua, pernottando a Troia, un carinissimo borgo il cui nome evoca proprio la città Greca tanto osannata nell’Eneide, visitando i borghi limitrofi e vivendo i riti e le tradizioni della Settimana Santa in Puglia, di cui vi ho già raccontato.

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Come vi dicevo, questa zona confina con la Campania e quindi non è molto distante da Napoli.

Ci sono arrivata con autobus diretto da Piazza Garibaldi a Foggia.

Lì c’era Luca di Daunia Press Tour ad aspettarci, che ci ha condotto con l’auto a Troia, dove abbiamo pernottato in un albergo diffuso in paese della catena “Svegliarsi nei borghi“, per vivere appieno la magia del piccolo borgo.

Subito ci ha accolto l’ospitalità pugliese, con un buonissimo aperitivo locale a base di focaccia pugliese e “scarcella”, un dolce tipico di Pasqua simile al casatiello dolce napoletano, con il bianco d’uovo a neve e confettini colorati sulla superficie.

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Giorno 1: l’arrivo a Troia

La prima giornata è stata di riposo ed ambientazione. Ho avuto modo di ammirare un bellissimo tramonto sui Monti Dauni e di riprendermi dalla stanchezza del viaggio.

La sera siamo andati a cena al Ristorante Pizzeria D’Avalos (Piazza della Vittoria, 9) dove ho iniziato subito ad assaporare i piatti tipici locali. Assolutamente da non perdere il pan cotto (pane raffermo con cime di rape, patate e aglio), il Carciofo alla troianella con fiori commestibili, il Cavdell (pane abbrustolito con olio) e   il cavicione, dolce a base di ricotta e cioccolato. 

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Giorno 2: alla scoperta di Troia

La seconda giornata è stata dedicata interamente alla scoperta di questo piccolo borgo pugliese che, come vi ho anticipato, ha un nome mitologico. Secondo la leggenda pare sia stata costruita proprio da Diomede che giunse sui Monti Dauni e vedendo la collina si ricordò della vecchia città di Troia fondandone una nuova. Secondo altri il nome deriverebbe invece da una scrofa che fu trovata fuori dalle cinta murarie mentre allattava 4 porcellini (rappresentata nel vecchio stemma della città).

Cattedrale di Troia

Troia si sviluppa su quest’unica strada, un tempo parte dell’Appia e quindi luogo di scambi e commerci, via Regina Margherita, un tempo chiamata Via Appia Traiana, dove ancora oggi si trovano tutti i principali negozi ed attività commerciali del paese. Lungo questa strada si trovano numerosi palazzi nobiliari davvero molto belli, con cortili quasi segreti che vi consigli di sbirciare dai portoni semi chiusi.

TRoia Troia

Si trova, inoltre, sulla linea che unisce Canterbury a Gerusalemme, passando per Roma e la Puglia rappresentando la diciottesima tappa del cammino francigeno. Era quindi punto di passaggio di transumanze, che hanno importato molte tradizioni locali, oggi ancora vive. 

Una di queste è l’usanza di lasciare dei mazzetti di origano fuori le proprie case per far sapere ai passanti che in quella casa si vende frutta e verdura del proprio orto. Lungo la stessa stada, un’esposizione d’arte davvero originale: cassette di legno con le scritte “Troia è bella perchè…”.

Ciò che però rende Troia unica nel suo genere e fa sì che sia meta di molti turisti anche internazionali, è la sua Cattedrale, diventata Concattedrale nel 1986  e dedicata a Santa Maria Assunta.

TRoia

Il suo rosone, davvero spettacolare, sembra ricamato a mano ed è studiato sui principali libri di storia dell’arte. Si tratta di un rosone unico al mondo perché realizzato da 11 colonnine (11 apostoli) invece di 12, come tutti gli altri.  Manca la colonnina di San Pietro perché diventa il torciglione centrale. La stella centrale di origine orientale rappresenta la parola di Dio attraverso san Pietro. Gli spicchi tra le colonnine rappresentano i popoli del mondo e per questo uno diverso dall’altro. Al di sopra del risone abbiamo un sopracciglio (eco superiore) caratterizzato da una serie di figure dette zoomachie.

Il consiglio è di sedervi su una panchina in piazza lì di fronte ed ammirarlo in tutta la sua bellezza.

La particolarità di questa cattedrale, però, non è solo nel rosone, ma anche nelle colonne delle navate. Infatti, anch’esse sono dispari e sono 13 invece di 12. Insomma, assolutamente da visitare.

La cattedrale, però, non è l’unica chiesa di Troia, ma ce ne sono ben 5, anche se al momento ne sono aperte solo 3, tutte storiche e dagli affreschi meravigliosi.

TRoia

Che siate credenti o meno, vi consiglio comunque di visitare il Museo Ecclesiastico Diocesano, nel quale sono custoditi molti reperti storici legati alla cristianità troiana. Tra i reperti da non perdere: la sala dei Misteri nella quale sono custodite le statue di cartapesta del ‘700, che fino a qualche anno fa sfilavano per il paese la sera del Venerdì Santo, oggi sostituite da statue di legno e la sala dei capitelli, nella quale si trova il famoso capitello delle quattro razze, una cui copia è oggi conservata al Metropolitan Museum di New York.

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In questa seconda giornata ho avuto modo di provare altri piatti tipici locali in altri due ristoranti del posto.

A pranzo ho mangiato presso l’Osteria Fra due Terre dove oltre agli affettati locali e verdure del posto (immancabili i lampacioni, che credo s trovino solo in Puglia), ci ha preparato anche una polpetta di pane, una ricetta della cucina povera davvero buonissima.

A cena invece siamo stati all’osteria da Maria Neve che ci ha preparato delle buonissime orecchiette con la crema di carciofi fatta in casa.

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Giorno 3: Ascoli Satriano

Nella terza giornata del nostro tour siamo stati ad Ascoli Satriano dove c’è un polo museale del 2007 che racchiude notevoli tracce dell’età Longobarda. 
A differenza di tutti i siti Dauni è l’unico che è sopravvissuto.
Nel parco archeologico c’è l’unico santuario della comunità Dauna ritrovato allo stato attuale ed una tomba a camera dove sono stati trovati i grifoni e tempietti.
 
Ascoli Satriano
 
Nel museo sono custoditi molti reperti di lusso ritrovati nelle tombe di Ascoli Satriano (Epoca Dauna IV sec. D.C.) tra cui  il bracciale realizzato con la tecnica dello sbalzo di importazione medievale.
Molti reperti Dauni e romani ritrovati nelle tombe.
Pezzo forte del museo è la scultura dei Grifoni, due animali mitologici nell’atto di sbranare un giovane cervo. Una scultura unica al mondo, per il tipo di marmo e per la plasticità e perché questo tipo di marmo risulta essere versatile ammirata da milioni di visitatori in occasione dell’Expo di Milano e di importanti mostre in tutto il mondo. Questa scultura doveva essere coloratissima, ma la sua conservazione è pari all’8% dell’intera colorazione. 
 
Ascoli Satriano Ascoli Satriano
 
Oltre al museo archeologico, c’è il museo diocesano all’interno del Monastero che negli anni ’30 è diventato convento delle suore del santissimo sacramento fino al 61.
Il pezzo più antico del museo diocesano è la madonna con bambino di legno realizzata con un unico pezzo di origine abruzzese e portata qui con la transumanza mentre un dipinto piuttosto raro è la Madonna del soccorso con l’asta in mano: ce ne sono solo 4 in tutta Italia: nel Bresciano, a Messina qui e ad Assisi.
 
Ascoli Satriano
 
Molto pittoresca e caratteristica poi la via principale del paese piena di botteghe e vasi di fiori, che conduce fino alla chiesta principale nella quale è custodita la statua San Potito con gli occhi di diamanti.
 
Ascoli Satriano
Ascoli Satriano Ascoli Satriano
 
Ad Ascoli Satriano ho provato i Cavatelli di grano arso con pomodorini pachino e ricotta dura e le Orecchiette rapa e fagioli, delle vere specialità locali, oltre al dolce tipico di Pasqua “A Squarcella”.
 
Ascoli Satriano Ascoli Satriano
 

Giorno 3: Candela

Nel pomeriggio del terzo giorno siamo andati a visitare il bellissimo borgo di candela, interamente arroccato.
Il borgo, un tempo, si estendeva intorno ad un castello, poi andato distrutto e che oggi stanno cercando di ricostruire dalla toponomastica delle strade.
Il nome Candela pare deriverebbe o dagli sconfitti della città di Canne che si rifugiarono in questa città oppure da “can Del” che vuol dire signori della collina.
           
Purtroppo non hanno certezze perché tutti gli archivi sono stati bruciati nel 1400 e sono risaliti alla storia di Candela da archivi di altre chiese come quella di Cava De Tirreni.
A Candela ci sono 8 chiese ma un solo parroco. La Chiesa madre del 1400 nasce su in antico tempio di origine non Cristiana ed al suo interno c’è la statua della madonna della purificazione del 1400 che è la statua più antica di Candela, lo stemma della città (che difficilmente si trova all’interno di una chiesa) ed il Coro ligneum.
 

Il borgo è davvero caratteristico ed una passeggiata è davvero piacevole, per poter ammirare scorci meravigliosi perfetti da instagrammare e panorami mozzafiato (anche sotto la pioggia). Assolutamente da non perdere una visita all’antico forno.

Inoltre, una piccola curiosità che vi farà piacere sapere. A Candela c’è la Trasonna, la strada più stretta d’Italia, che nel suo punto più stretto misura 38 cm! pensate che per passare mi sono dovuta togliere lo zainetto e mettermi di lato!

Candela

Dopo la visita a Candela, ci siamo dedicati ad una lezione di cucina al ristorante l’Orecchietta dove ci hanno mostrato come si preparano le famose orecchiette pugliesi (che poi abbiamo mangiato con asparagi selvatici e pomodorini) e provato altri patti della cucina povera pugliese come le langanelle di grano arso con purea di fave e bietole.

Il grano arso, oggi molto richiesto, era il piatto tipico dei poveri che andavo a raccogliere il grano bruciato scartato dai ricchi.

Anche qui abbiamo concluso la cena con il Cavicione: dolce con ricotta uova zucchero e scaglie di cioccolato i canditi.

L'Orecchietta L'Orecchietta L'Orecchietta

 

Giorno 4: Orsara

Il quarto giorno in Puglia, essendo Pasqua, dopo aver assistito alla preparazione del tipico pranzo di Pasqua a casa di una famiglia di Troia, ci siamo diretti ad Orsara presso il ristorante Sala Paradiso di Peppe Zullo, il cuoco contadino.
Ristorante Peppe Zullo
Ristorante Peppe Zullo
 
Un ristorante bellissimo, dove è possibile prenotare anche un week end intero. Nella zona alta, infatti, ci sono delle camere e poi, ha una cantina che è meravigliosa: studiata in tutti i dettagli: dalle luci ai colori. C’è persino una stanza dedicata alle stelle!
Qui, come da tradizione del sud Italia, abbiamo trascorso la giornata a mangiare 🙂
Dopo pranzo siamo tornati a Troia per assistere alla bellissima ed emozionantissima processione del bacio.
  Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo Ristorante Peppe Zullo

Giorno 5: Biccari e Lago Pescara

L’ultimo giorno in Puglia, approfittando della pasquetta soleggiata, ci siamo diretti verso Biccari, dal cui borgo si sale verso il lago Pescara
Biccari è un borgo piccolissimo con soli 2700 abitanti, ma nel quale arrivano molti camminatori e amanti della montagna e appassionati del bosco.
 
Lago Pescara
 
Da qui, infatti, si accede alla zona del Lago Pescara e del monte Cornacchia, il punto più alto della regione Puglia,  dal quale c’è una veduta mozzafiato.
Dopo una passeggiata vicino al lago, ed un tentativo di salire in cima alla montagna, abbiamo trascorso la classica pasquetta dei foggiani nell’area pic nic attrezzata.
 
Lago Pescara Lago Pescara Lago Pescara Lago Pescara Daunia Avventura Daunia Avventura Daunia Avventura
 
Dopo pranzo, ci siamo divertiti ad attraversare gli alberi sospesi nel vuoto nel parco Daunia Avventura.
Il parco nasce all’interno di un SIC, zona in cui c’è da tutelare biodiversità. La parte vegetale fa riferimento ad un’orchidea, Orchis Purpurea.
Nel parco ci sono ben 8 percorsi divisi per difficoltà. Noi abbiamo fatto quello con difficoltà due e l’adrenalina è stata davvero altissima (così come un pò di paura iniziale, più che altro perchè non avevo le scarpe adatte).
 
Daunia Avventura Daunia Avventura Daunia Avventura Lago Pescara
 
 
 Al ritorno a Troia, prima di partire, non potevamo non assaggiare la famosa Passionata della Pasticceria Casoli, un dolce locale a base di ricotta così chiamato perchè nato dalla passione per il territorio e le cose genuine.
 
La Passionata La Passionata La Passionata
 
Insomma, cinque giorni di scoperte meravigliose, divertimento e tradizioni culturali e culinarie in un territorio che non smette mai di affascinare.
Come vedete, la Puglia è perfetta in tutte le stagioni e non solo in estate! Ma soprattutto, la Puglia non è solo mare!
 

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