Cosa fare a Brescia in due giorni

Se avete deciso di staccare la spina dal tran tran quotidiano per due giorni e trascorrere un week end romantico con la vostra dolce metà, una meta troppo spesso sottovalutata è sicuramente Brescia.

A meno da un’ora di Milano, è una città della Lombardia che vi saprà sicuramente stupire per la sua bellezza in termini di arte, storia e monumenti mozzafiato. Perfetta sia per un week end romantico che per appassionati di storia e cultura. Rinascimento, Medioevo, Barocco: tanti stili tutti in una stessa città.

Brescia

Io ci sono stata di recente ed ammetto di esserne rimasta piacevolmente sorpresa. Noi del sud tendiamo a considerare le vacanze in Lombardia solo sui laghi, ma in realtà ci sono anche molte città d’arte che meritano assolutamente una visita, proprio come Brescia.

Brescia è collegata benissimo con tutta Italia e gran parte dell’Europa. Ci sono ogni giorno treni diretti da Napoli e Roma ed è a poca distanza dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio. Motivo in più per tenerla in considerazione per una piccola fuga di due giorni.

Brescia

Ma… cos’è che mi ha entusiasmato tanto di Brescia e perchè vale la pena visitarla?

Ve lo riassumo in pochi semplici ed esaustivi punti, che sono certa vi faranno venire voglia di partire subito! Brescia ha subito la dominazione Longobarda e Romana che ne ha sicuramente caratterizzato la storia. E’ quindi, ad oggi, una delle città italiane con il maggior numero di resti romani, che è possibile vedere tranquillamente anche solo passeggiando per le vie della città ed è caratterizzata dal  sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” che include il parco archeologico e il complesso di santa Giulia.

 

Vediamo insieme quali sono quindi i monumenti che non potete assolutamente perdervi in un week end a Brescia:

Brixia: il più grande parco archeologico romano del nord italia

Sicuramente uno dei punti d’interesse di Brescia, che non può mancare in una vostra visita alla città è Brixia, il più grande parco archeologico romano del nord Italia.

In età romana Brescia (chiamata appunto Brixia) era una delle città più importanti dell’Italia settentrionale, lungo la Via Gallica. Nell’area archeologica, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO con il sito “I Longobardi in Italia. I Luoghi del Potere”, sono ancora oggi visibili gli edifici più antichi e più significativi della città:

Brixia

  • il Capitolium del 73 d.C., tempio dedicato alla triade Giove, Giunone e Minerva dalla maestosità e bellezza disarmante. Lo si nota quasi subito appena si imbocca la via dei musei e non si può fare a meno di restare incantati davanti alla sua maestosa bellezza. Salendo le scale, è possibile visitare le grandi celle con le parti originali della decorazione (pavimenti in marmi policromi originali del tempio). Parte del Capitolium è una ricostruzione d’inizio anni 39/40 (tra il 1935 e il 1938) secondo la tecnica dell’anastilosi usata anche nei fori imperiali sostituendo le parti mancanti con un materiale cromaticamente opposto. Il bianco è originale in marmo di Botticino, la parte mancante è ricostruita invece in mattone in terracotta. I pezzi mancanti è possibile trovarli nelle case medievali come ad esempio Santa Maria in Solario  (visitabile dal Museo di Santa Giulia) facendo un giro per la città; Alcuni pezzi mancanti possono essere ammirati nel vicino Museo di Santa Giulia, lungo la facciata esterna di Santa Maria in Solario, o facendo un giro per la città.

Brixia

  • il Santuario di età repubblicana (intorno al I secolo a.C.) in cui sono sopravvissuti affreschi, pavimenti a mosaico e alcuni arredi di età romana, dando quasi l’idea di trovarsi in una delle case Pompeiane degli scavi di Pompei. Del resto, se ci pensiamo, è proprio l’archeologia che ci fa rendere conto di come l’Italia sia stata unita da nord a sud e che ancora oggi la rende un Paese dalla storia comune;

Brixia

  • il Teatro del I-III secolo d.C. con la sua cavea dalle sue robuste gallerie a semicerchio;
  • il tratto lastricato del decumano massimo, su cui passa oggi la Via dei Musei.
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Mostra di Tiziano

Nei giorni in cui sono stata a Brescia,  è stata inaugurata la mostra dedicata a Tiziano e alla pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia, allestita nel Museo di Santa Giulia organizzata da Civita Mostre e promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, attiva fino a luglio 2018. 
 
Mostra Tiziano Brescia
 
Una mostra che celebra le opere del  grande pittore veneto, in ragione innanzitutto delle sue due fondamentali imprese bresciane: il polittico realizzato per il vescovo Altobello Averoldi tra il 1520 e il 1522 nella collegiata dei Santi Nazaro e Celso, e le tre tele con le Allegorie di Brescia, realizzate molti anni dopo, negli anni sessanta del Cinquecento, per il salone della Loggia, andate poi distrutte durante l’incendio del 1575.
 
Mostra Tiziano Brescia
 
Si tratta di un ritorno di Tiziano perché Tiziano è già stato a Brescia ben due volte, ma questa volta, i dipinti esposti sono stati selezionati per raccontare la relazione tra Brescia e Venezia, tra cui alcuni dipinti mai visti in italia prima d’ora.
Brescia e Venezia avevano una giusta distanza ed una collocazione tale che garantiva gli scambi tra le due città, non solo commerciali ma anche artistici. Un complesso di relazioni che rendeva (e rende ancora) Brescia un punto di riferimento dell’arte.
 
Mostra Tiziano Brescia
 
Non dimentichiamo che Brescia è stata veneziana per circa 400 anni dal ‘500 fino all’arrivo di Napoleone.
Tra i pittori del 500 tra Venezia e Brescia viene presentata una nuova iconografia nella quale il devoto è al centro della scena. Lo stesso Caravaggio era molto vicino a Brescia, in quanto era della provincia di Bergamo.
 
Mostra Tiziano Brescia
 
La mostra di Tiziano prosegue quindi la tradizione delle mostre dedicate ai grandi maestri della pittura antica e valorizza non soltanto i capolavori di Tiziano, ma anche tutti i pittori bresciani del tempo, che sono stati ispirati dalla sua opera: da Girolamo Romanino al Moretto, Giovan Girolamo Savoldo e infine per riscoprire le vicende relative alla decorazione e ai progetti di ampliamento del Palazzo della Loggia che videro coinvolto anche Andrea Palladio.
 
Mostra Tiziano Brescia Mostra Tiziano Brescia
Insomma, una mostra molto articolata e curata in ogni dettaglio che permette una full immersion nella pittura del cinquecento, facendo capire tecniche artistiche e vicende dell’epoca e mostrando ancora una volta quanto Brescia e Venezia siano state vicine. A me la mostra è piaciuta tantissimo e vi consiglio assolutamente di visitarla, così come vi consiglio di dirigervi anche alla Collegiata dei Santi Nazaro e Celso dov’è tutt’ora conservato il Polittico Averoldi di Tiziano per ammirarlo in tutta la sua bellezza.
  Mostra Tiziano Brescia
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Pinacoteca Tosio Martinengo

Alla mostra di Tiziano è stata strettamente collegata la riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo, rimasta chiusa per ristrutturazione per ben 9 anni, nelle cui collezioni sono presenti alcuni straordinari esempi della cultura artistica di Brescia e Venezia nel Cinquecento. Per agevolare i turisti, è stato istituito un unico biglietto di ingresso per la visita della mostra, della Pinacoteca Tosio Martinengo e del Museo Diocesano dal 21 marzo (giorno d’inaugurazione) fino al 1 luglio 2018. 
 
Pinacoteca Tosio Martinengo
 
La Pinacoteca Tosio Martinengo, ripresentata con uno stile moderno ed accattivante, con sale con pareti colorate davvero instagrammabili, contiene al suo interno moltissime opere del rinascimento che la rendono, insieme alla Brera ed alla Carrara di Bergamo, uno dei centri rinascimentali più importanti.
È stata chiusa 9 anni per restauro e, prima del 21 marzo, è stata aperta solo per 3 giorni per la cittadinanza, mentre dal 21 marzo è aperta al pubblico. Io ho avuto l’opportunità di visitarla in anteprima un giorno prima dell’apertura e, esserne rimasta estasiata, è dir poco!
 
Pinacoteca Tosio Martinengo
 
Sale dalle pareti colorate per dare risalto ai dipinti, perfettamente instagrammabili, opere dalla bellezza indescrivibile con didascalie in grado di seguire in modo ordinato il percorso.
Durante la visita alla Pinacoteca, non potete perdervi le opere del Romanino, Moretto e Savoldo, i tre grandi del ‘500 bresciano, che ritroviamo anche nella mostra di Tiziano, o il bellissimo angelo di Raffaello, che dal vivo sembra quasi reale. Attenzione meritano anche le opere di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Francesco Hayez e Lorenzo Lotto oltre alle sculture del grande Antonio Canova.
 
Pinacoteca Tosio Martinengo
 
Dalla maggior parte delle opere esposte nella Pinacoteca, è possibile osservare come questi pittori interpretano i santi o come degli eroi o come dei poveri che accettano la loro condizione con umiltà.
Dipingono con la luce e la riproducono con una tale perfezione che sembra di poter tagliare l’atmosfera.
Io ne sono rimasta davvero incantata e sarei rimasta ore ed ore lì imbambolata immersa nell’arte.
 
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Il Castello Medievale

Non può mancare poi una visita al famoso Castello di Brescia del 1343 che sovrasta tutta la città. E’ una delle più grandi e meglio conservate fortezze d’Italia ed è diviso in parte viscontea e parte veneziana.
Gli imponenti bastioni, collegati da cortine di mura, furono realizzati alla metà del ‘500 dalla Repubblica di Venezia, mentre il Mastio fu invece edificato dai Visconti di Milano nella prima metà del ‘300, sui resti di un grande tempio romano.
 
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Il castello oggi è ad ingresso libero gratuito per tutti e negli interni ci sono numerosi musei, tra cui il Museo delle Armi Luigi Marzoli, una delle più ricche raccolte europee di armi bianche.
Il castello è inoltre pieno zeppo di passaggi e stanze interrate accessibili solo con gli speleologi (e vi consiglio assolutamente di prenotare anche una visita di Brescia underground, che io non ho avuto il tempo di vedere, ma sarà l’occasione per ritornarci).
 
castello Brescia
 
Le torri del castello, tra cui la torre dei prigionieri, si trovano nella parte medievale del castello, ma sono state rifatte nel ‘500 in stile rinascimentale (in quanto nel medioevo le torri erano quadrate, come a San Gimignano).
Il castello per anni è stato usato come fortezza che sovrastava la città mentre dopo la seconda guerra mondiale è cambiata la sua funzione ed è diventato prima di proprietà dello stato Italiano e poi successivamente del Comune di Brescia che lo ha acquistato dallo stato e lo ha trasformato in luogo civico.
 
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L’ultimo partigiano fucilato si chiamava Cappellini e, pensate un pò che sfiga, è stato fucilato un mese prima della liberazione.
Dal castello, che si trova nel punto più alto della città, è possibile godere di una vista mozzafiato di Brescia dall’alto e notare come l’intera città è di pietra, costruita o con il Botticino o il Medolo e che ancora oggi è spaccata in due: zona del popolo e zona dei nobili.
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Museo di San Salvatore – Santa Giulia

In una week end a Brescia, non può assolutamente mancare poi una visita al museo più importante della città: il Museo di Santa Giulia, museo civico dove è raccontata la storia di Brescia dalla preistoria all’800 in un’area espositiva di circa 14.000 mq.
 
 
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Entrando nel museo, si capisce anche il perchè venire a Brescia: è proprio qui che si trova uno dei 7 edifici longobardi rimasti al mondo: il monastero benedettino di San Salvatore e Santa Giulia, fondato nel 753 dal duca di Brescia Desiderio, prima di diventare re dei Longobardi.
Edificio nel quale si sono consumati pezzi importanti della storia Longobarda, descritti anche nell’Adelchi del Manzoni con le vicende di Ermengarda, figlia di Desiderio e moglie ripudiata di Carlo Magno.
 
Brescia
 

Se ci pensate, Lombardia deriva dal termine Lang Barb (lunga Lancia) dei Longobardi. 

Quando i Longobardi entrano in Italia trovarono due dominazioni: la tardo romana e la bizantina. 
La chiesa di San Salvatore è una delle testimonianze più importanti dell’architettura religiosa altomedievale e il suo apparato ornamentale è uno dei più ricchi e meglio conservati, così come la cripta e il bellissimo e a dir poco suggestivo oratorio romanico di Santa Maria in Solario.

Le pareti interamente dipinte ed il soffitto stellato mi hanno dato quasi l’idea di essere in un luogo magico. Mozzafiato anche il coro delle monache e i chiostri del monastero di Santa Giulia. Un crescendo di bellezza artistica a non finire.

museo Santa Giulia Brescia
 
Lo splendore raggiunto da Brescia in età romana è testimoniato proprio dai materiali esposti  nel museo di Santa Giulia e provenienti da edifici pubblici, civili e religiosi, da abitazioni private e dai primi luoghi di culto cristiani. 
 
museo Santa Giulia Brescia
 
All’interno del museo è possibile visionare una Domus romana con i resti di due splendide abitazioni  (Domus delle fontane e Domus di Dioniso) ritrovate in uno spazio che, dal Medioevo, era affiancato dagli orti del monastero. Mentre la Domus di Dioniso, presenta un sistema di riscaldamento ipocausto, davvero innovativo per l’epoca.
 
museo Santa Giulia Brescia
 
Assolutamente da non perdere, poi, la statua della vittoria alata. A Brescia c’è l’originale, mentre quella  al Louvre è una copia che è stata voluta da Napoleone.
 
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Duomo nuovo Santa Maria Assunta

Il Duomo di Santa Maria Assunta a Brescia, situato in Piazza Paolo VI, una delle piazze più grandi e belle della città, proprio adiacente all’hotel dove ho pernottato, sorge sulla basilica paleocristiana di San Pietro de Dom e, con i suoi 80 metri di altezza interna, vanta la terza cupola più alta d’Italia dopo San Pietro a Roma e Santa Maria in Fiore a Firenze. Si tratta di una chiesa barocca sulle sfumature del bianco e del grigio perché i bresciani non amano gli eccessi.
Nel Duomo, due volte l’anno, il 14 settembre (festa dell’esaltazione della santa croce) ed il  venerdì prima della Passione, vengono esposti alcuni legni della santa croce custoditi proprio a Brescia (e pensare che sono andata fino in Cantabria a percorrere il Camino Lebaniego per vederne uno!).
 
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Piazza Paolo VI

La piazza nella quale si trova il Duomo, presenta anche altri monumenti che vale la pena visitare, simbolo del potere civile e religioso della città medievale: il Broletto con la torre del Pègol e la Loggia delle Grida, il più antico palazzo pubblico della città, sede già in età comunale delle magistrature civiche.
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Piazza Loggia

Piazza della Loggia è la piazza che rende Brescia molto simile allo stile palladiano tipico di Padova e Vicenza. Fu infatti realizzata per volontà della Repubblica di Venezia ed è dominata dal Palazzo della Loggia, sede del governo della città, edificato tra il 1492 ed il 1570 con i contributi di Palladio e Sansovino. A est si trovano gli eleganti portici con la Torre dell’Orologio, gioiello astronomico del 1546, sormontato da due figure maschili  detti i macc de le ure, che ancora oggi battono le ore e che hanno scandito le mie notti bresciane dall’hotel dell’Orologio, situato proprio lì alle spalle della piazza.
Se arrivate in piazza dal portico sopra il quale è sormontato l’orologio, noterete che la Loggia è perfettamente allineata.
Nella volta sottostante si trova il monumento in ricordo della Strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Sul lato meridionale i monti di Pietà, che formano il primo museo lapidario in Europa. Mentre a nord-est il monumento alla Bella Italia del 1864, donato dal re Vittorio Emanuele II alla città in ricordo delle dieci giornate di ribellione contro gli Austriaci nel 1849, che valsero a Brescia l’appellativo di Leonessa d’Italia.
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Piazza della Vittoria

Vi è poi Piazza della Vittoria, progettata dall’architetto Piacentini in stile moderno e inaugurata nel 1932. Sorge in un luogo del quartiere medioevale abbattuto secondo il nuovo piano urbanistico fascista. Da un lato troviamo il Palazzo delle Poste, dall’altro il Torrione, una torre alta 60 metri che è stata uno dei primi grattacieli d’Italia. Sull’angolo nord-est si trova invece il Quadriportico, sovrastato dalla Torre della Rivoluzione e l’Arengario in pietra rossa ornata di bassorilievi.
In questa piazza, inoltre, si trova la fermata della metropolitana.
Esatto, perchè a Brescia c’è anche la metropolitana. Ha una sola linea in due direzioni: Prealpino e Sant’Eufemia Buffalora, ma permette di muoversi facilmente in lungo e largo per tutta la città, uscendo anche dal quartiere storico e dirigendosi verso i quartieri più moderni ricchi di negozi per lo shopping e locali alla moda, come ad esempio Piazzale Arnaldo e la zona del Carmine.
 
Piazza Vittoria Brescia
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Dove dormire

La zona di interesse culturale è quasi tutta concentrata nei pressi di Piazza Paolo VI e mi sento di consigliarvi l’hotel dove ho pernottato io: l’Albergo dell’Orologio, davvero molto carino in stile retró, dal quale potete facilmente muovervi a piedi per gran parte della città.
L’hotel mette inoltre a disposizione gratuita degli ospiti biciclette per “ecologiche” passeggiate in una Brescia tutta da vivere e da scoprire!
 
Albergo L'Orologio

Dove mangiare

Nelle due giornate in cui sono stata a Brescia ho mangiato (e bevuto) davvero molto bene (vi ricordo che siamo nella zona della Franciacorta).
Vi segnalo, quindi, i ristoranti in cui ho mangiato:
 
Ristorante Al Frate in Via dei Musei, tipica trattoria bresciana con piatti tipici locali;
 
Cosmopolitan Osteria Moderna in Via Annibale Calini, 1 dallo stile shabby molto ricercato e piatti davvero gustosi e raffinati rivisitati in chiave moderna;
 
La Vineria in Via X giornate 4, un’enoteca dove c’è l’imbarazzo della scelta tra i vini da abbinare ai patti tipici bresciani davvero gustosi.
 
Ovviamente c’è tanto altro da vedere a Brescia e nella sua provincia e due giorni da soli non bastano, ma se avete solo due giorni a disposizione, questi sicuramente sono i monumenti principali che non potete perdervi.
 
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Ringrazio Chiara e Manuel di Brescia Tourism per avermi fatto scoprire questa bellissima città. 
Per approfondimenti visitate il sito: www.bresciatourism.it
 

Qui il mio video:

 
*Articolo scritto in seguito alla partecipazione del blog tour organizzato da Brescia Tourism

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