Alla scoperta di Chernobyl: la città Ucraina dove tutto è rimasto fermo al 1986

Oggi ospito sul blog un articolo di Francesca Gorzanelli, fotografa che da anni viaggia per lavoro nella zona di Chernobyl e che ha voluto raccontare la sua esperienza ai lettori di “Travel Fashion Tips” per illustrare tutta la bellezza ed il fascino di questi posti noti solo per vicende negative ed avvolti ancora da grandi pregiudizi.

Il nome Chernobyl riporta subito alla memoria di tutti noi quello che fu il più grande disastro nucleare della storia. Nei pressi della centrale nucleare Lenin, si ergeva Pripyat, città modello dello sviluppo nucleare sovietico che fu evacuata in seguito a questo grave incidente. Pripyat era una città giovane, costruita da appena 16 anni al momento dell’esplosione, ed era popolata da quasi 50.ooo persone, la cui età media si aggirava sui 26 anni. Questa meravigliosa città è divenuta la più famosa città fantasma al mondo in questi 32 anni di abbandono. Pensate che si stima che non sarà vivibile per l’uomo ancora per almeno 25.ooo anni. La stessa sorte è toccata a tutti i villaggi della zona circostante, molti dei quali furono abbattuti e letteralmente sotterrati onde evitare che gli edifici altamente contaminati potessero continuare ad irradiare il terreno e la vegetazione.

piazza-Lenin-Pripyat

Da qualche anno, però, la Zona non è più del tutto abbandonata ma è stata aperta ai visitatori. Si tratta del più grande museo a cielo aperto che il mondo abbia attualmente a disposizione. Una immensa Pompei! Ultimo baluardo di una Unione Sovietica che non esiste più e di una Guerra Fredda finalmente conclusa. In questi territori tutto è rimasto fermo al 1986. L’interesse verso questi luoghi è forte e questa zona risulta essere la più visitata dell’intera Ucraina, negli ultimi anni. Vanta oltre 20.ooo visitatori l’anno.

Per visitare questi territori, però, è è possibile farlo da soli, ma occorre rivolgersi ad alcuni tour operator locali, i quali si occupano di ottenere i permessi governativi per l’accesso all’area. E’ assolutamente vietato entrare nella zona se non esclusivamente accompagnati da queste persone autorizzate. Le visite si svolgono sempre accompagnati da una guida locale. E’ facile perciò imbattersi nel tour stile “Gardaland” se non si conosce qualcuno che possa indirizzare verso il tour operator più serio. La scelta è abbastanza ampia, ma non sempre di qualità. La procedura è sempre la stessa. Un pulmino privato preleva i turisti a Kiev, che dista meno di 150km da Chernobyl, e li conduce in visita all’interno della Zona. La visita in giornata è la scelta peggiore.

ufficio-postale

Il tempo a disposizione è troppo breve e la visita si svolge come allo zoo safari, chiusi in auto a “guardare” la storia attraverso un finestrino. La scelta migliore è quella di soggiornare 3 o più giorni. Si pernotta a Chernobyl, in un hotel in vero stile sovietico, si pranza alla mensa della centrale nucleare con pasti appositamente cucinati per i turisti e non a km0 (quindi non contaminati) e si cena nell’unico ristorante presente. Si tratta di una vera e propria esperienza nel pieno della storia.

A stretto contatto con i veterani che hanno vissuto quei drammatici momenti e con i “samoseli” (in lingua ucraina significa “auto insediati”), gli anziani che sono rientrati a vivere nelle proprie case nonostante il divieto del governo. Scegliendo di soggiornare per più giorni, si ha a disposizione un pulman privato per tutta la durata della permanenza, che conduce i turisti in visita sulle rotte turistiche, monitorate preventivamente dai tour operator. Si ha a disposizione anche una guida locale che, non solo spiega in modo dettagliato tutto ciò che si visita, ma vigila anche sui turisti, che non infrangano le regole e non si allontanino dal gruppo.

In queste zone esiste il coprifuoco per i turisti, quindi vige l’obbligo di non uscire dall’hotel dalle 22 alle 7 del mattino.

samoseli

Perchè visitare Chernobyl:

Anzitutto per vedere con i propri occhi ciò che nemmeno i libri di scuola raccontano. Negli ultimi anni è stato coniato un nuovo modo di dire, ovviamente non ufficializzato: AC/DC, avanti Chernobyl/dopo Chernobyl. Questo indica chiaramente come le sorti del mondo siano letteralmente cambiate dopo questo episodio. Chi si reca in questi luoghi è, di norma, un appassionato di storia. In questi territori si trovano ancora tantissime icone del comunismo, nonché tanti murales con la propaganda dell’epoca. Nella città di Chernobyl, per esempio, è visibile l’ultima statua di Lenin rimasta in tutta l’Ucraina. Questa nazione sta mettendo in atto una forte politica anti-Russia, ripudiando letteralmente il passato sovietico e affacciandosi sempre più all’Europa. Questo rende la Zona di esclusione un vero museo. Anche la struttura della immensa città di Pripyat svetta con tutta la sua architettura comunista degli anni ’70.

murales-in-stile-sovietico

E’ possibile comprendere come vivevano in quell’epoca ed è palpabile anche la velocità con la quale dovettero evacuare la città. In ultimo, ma non ultimo, per vedere la meravigliosa natura che ha preso il sopravvento. Qui hanno trovato il loro habitat tantissime specie animali. Si è ristabilito un equilibrio naturale come accade solo in certe riserve naturali. In questa zona si è re-insediato anche il meraviglioso cavallo di Przewalski, specie che si era estinta negli anni ’70 proprio per mano dell’uomo. Nonostante gli animali si cibino di cibo contaminato e vivano in terre malate, e questo abbia compromesso irrimediabilmente il loro DNA, vivere in assenza dell’uomo senza il pericolo di cacciatori o incidenti stradali, garantisce a questi animali una speranza di vita più longeva rispetto agli stessi animali che vivono nel resto del mondo, in assenza di radiazioni, ma in presenza dell’uomo e dell’inquinamento globale.

La stagione migliore per visitare questa parte dell’Ucraina è senza dubbio l’inverno. Quando la neve avvolge tutto rendendo questi luoghi veramente fiabeschi.

Le temperature sono senza dubbio molto rigide e questo fa sì che i visitatori siano davvero pochi, dando la possibilità di vivere l’intera area per quella che è davvero oggi, ovvero un luogo senza persone e senza traffico.

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Nota per la salute:

A distanza di 32 anni dall’incidente alla centrale, questa Zona è ancora altamente contaminata e non vivibile per l’uomo. E’ però possibile visitarla in quanto le radiazioni oggi si presentano sotto forma di pulviscolo, che necessita di un tempo medio/lungo di esposizione per contaminare un corpo. Soggiornando nella Zona per 4/5 giorni (e sempre monitorando il livello di radiazioni attraverso un rilevatore di raggi gamma e beta, dal nome Gamma Scout, questo al fine di individuare punti “pericolosi” e quindi avere la possibilità di spostarsi immediatamente, anche se i turisti vengono condotti attraverso rotte già verificate e quindi pulite (per questo è obbligatorio visitare questa zona solo con guide esperte), la dose di radiazione che incamera il corpo è notevolmente inferiore a quella che incamera durante un volo aereo anche di breve durata.

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Chi è Francesca? Lo lascio raccontare a lei:

Da anni viaggio nella zona di esclusione per motivi di lavoro (sono fotografa) e di volontariato (accolgo bambini bielorussi durante l’estate nell’ambito del progetto di risanamento di cui da anni si occupano diverse associazioni italiane). Negli ultimi anni mi sono resa conto che il fenomeno del turismo è in notevole aumento e consapevole anche del fatto che tanti tour operator locali sfruttano questa possibilità a livello economico, ma non dando il giusto servizio al cliente finale e conoscendo ormai bene le dinamiche ed i territori, mi sono adoperata per portare a conoscenza anche degli italiani di questa opportunità, cercando di indirizzarli verso la possibilità di vivere la migliore esperienza possibile.

I miei viaggi li ho sempre organizzati con Radioactive Team, un team storico, che organizza visite dal 2006. E’ un team composto da persone che già vivevano in questi luoghi al tempo dell’incidente e che hanno vissuto la storia in prima persona. Negli anni hanno saputo convertire quella che fu una grande tragedia, in una nuova possibilità di lavoro, in territori dove il lavoro assolutamente non esiste. In collaborazione con loro, organizzo viaggi in lingua italiana direttamente dall’Italia, al fine di condurre i turisti italiani ad affrontare il viaggio in tutta sicurezza senza incappare in incomprensioni dovute alla lingua o in atteggiamenti errati, non ammessi durante questi viaggi. L’Ucraina sta attraversando un momento molto difficile politicamente. E’ in corso dal 2014 la guerra civile del Donbass. Questo sta profondamente mettendo in crisi l’economia locale e la povertà è in netto aumento. Da anni stavano cercando di risollevarsi dal dopo Urss e dall’incidente di Chernobyl, ma ora si ritrovano a fare i conti con questa terribile situazione. Al fine di aiutare il più possibile l’economia locale, io propongo sempre di includere qualche giorno di turismo a Kiev, al rientro dalla Zona di esclusione. Kiev è una meravigliosa città, dove è facile percepire il passato sovietico, ma dove si respira anche l’apertura verso l’Europa. Kiev è ricca di stupende chiese ortodosse e già solo quelle valgono ben una visita. Il cibo locale è davvero ottimo e le persone sono gioviali, a dispetto di ciò che le leggende metropolitane ci vogliono far credere.

E voi, avevate mai pensato a Chernobyl per le vostre vacanze?

 

Foto: Francesca Gorzanelli

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