Doi Inthanon National Park: una magica escursione nella foresta pluviale della Thailandia

Il miglior modo per trovare il proprio equilibrio e pace interiore è l’essere a contatto con la natura. Forse proprio per questo adoro fare trekking e lunghe escursioni in montagna. Respirare il profumo delle piante, ascoltare il cinguettare degli uccellini è un’esperienza quasi mistica…

Ritrovarsi, invece, a fare un’escursione nella foresta pluviale del Doi Inthanon National Park in Thailandia, è tutta un’altra sensazione. Un’esperienza quasi magica… Cambia la vegetazione, cambiano i profumi, cambiano anche le emozioni.

Doi Inthanon Nathional Park Thailand

Ho avuto modo di viverla per la prima volta durante il mio recente viaggio in Thailandia del Nord, trascorrendo una giornata di soft trekking nel Doi Inthanon National Park, una vera e propria foresta pluviale a 12 gradi a nord dell’equatore sulla montagna più alta della Thailandia (circa 2600 metri), ovvero la parte più meridionale dell’Himalaya, ma sulla quale non ha mai nevicato. 

Doi Inthanon Nathional Park Thailand

Il luogo perfetto per la pratica del trekking ma anche l’unico luogo in cui in inverno vengono da tutto il paese a “festeggiare” gli zero gradi, quando le previsioni indicano che la temperatura scende e si avvicina allo zero, anche se poi non nevica mai.

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E’ stata un’esperienza davvero molto emozionante e mentre scrivo e carico le foto, mi sembra ancora di sentire quegli odori, ascoltare lo scrosciare delle cascate, rivivere quelle emozioni come se fossi ancora lì….. 

Il parco Nazionale Doi Inthanon non è molto distante da Chiang Mai e da lì è possibile organizzare un’escursione di una giornata completamente immersi nella natura della foresta pluviale, tra cascate, sentieri, ampia vegetazione tropicale, ma anche risaie terrazzate piccoli villaggi abitati dalle tribù delle colline. L’ingresso al parco con guida costa circa €25,00 a persona, ma li vale davvero tutti!

Doi Inthanon Nathional Park Thailand

L’altopiano del nord è una regione di foreste di teak e cime ricoperte di giungla, dove i canaloni delle montagne nascondono piccole valli segrete. 

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Il doi (montagna) è in gran parte un batolite di granito, un’estensione sud della catena delle Shan Hills e forma il divario tra il fiume Nam Mae Ping a est e il fiume Nam Mae Chaem a ovest.

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Precedentemente nota come Doi Angka, dal 1899 è stata rinominata con una versione abbreviata del nome dell’ultimo sovrano di Chiang Mai, il re Inthawichayanon, che era preoccupato per le foreste del nord della Thailandia ed ha voluto preservarle. Dopo la sua morte le sue spoglie sono state posta nel parco, come da lui ordinato e la montagna è stata rinominata Doi Inthanon.

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Il folklore Thai descrive questa regione collinare come la casa del Phiphannam, lo “spirito che condivide l’acqua”, forse proprio per questo ha quell’aura di mistero che la rende così affascinante.

Questa montagna, meta di naturalisti ed appassionati del bird-watching ospita numerose specie di orchidee, più di 400 specie di uccelli, l’orso bruno asiatico, il macaco e molte altre specie tipiche. Spingendosi ancora più a nord nei dintorni di Mae Taeng è possibile fare un’escursione nei villaggi delle etnie Lisu, Lahu, Karen e Hmong e praticare uno dei più emozionanti rafting di tutta la Thailandia.

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Da lì si può raggiungere Tham Chiang Dao, un complesso di grotte che si estende per più di 10 km all’interno della montagna Doi Chiang Dao. 

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Noi non ci siamo spinti così a nord, ma ci siamo “accontentati” di assaporare tutta la bellezza e la maestosità della foresta pluviale, respirando a pieni polmoni questi profumi così intensi ed allo stesso tempo così diversi da quelli a cui siamo solitamente abituati nel sentiero natura Kaew Mae Pan lungo 2,5 km che parte da Km. 42, a poche centinaia di metri a nord delle due chedi.

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Profumi e vegetazioni simili li avevo visti e sentiti solo in Messico a Sian Ka Han ed, effettivamente, facendo una rapida ricerca sulla cartina geografica, ho notato che sono situate sullo stesso parallelo alla stessa distanza dall’equatore, motivo per cui, nonostante si trovino in due punti distanti del mondo, hanno vegetazioni molto simili.

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Prima di iniziare l’escursione, mi sono interamente spruzzata il corpo con lo spray anti zanzare tropicali per evitare di diventare il loro pasto.

Me l’hanno spruzzato anche sui vestiti, dato che non macchia, e devo essere sincera ha davvero funzionato perchè, nonostante sia stata più di tre ore nel bel mezzo della foresta interamente circondata dalla vegetazione locale, sono tornata in hotel senza nemmeno una puntura d’insetto.

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Inizialmente avevo messo anche un giacchino, ma poi l’ho tolto perchè faceva davvero troppo caldo.

Durante la nostra escursione abbiamo avuto una guida locale della tribù Hmong che ci ha descritto le varie specie di piante e vegetazione incontrata nel nostro percorso. Alcune specie vegetali avevano anche dei cartelli che ne indicavano i nomi, ma erano in thailandese e quindi per me incomprensibili.

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Dopo un primo tratto iniziale circondati dalla vegetazione, siamo arrivati al punto più bello di tutto il parco:  la spettacolare cascata Namtok Mae Ya, una delle più belle cascate di Chiang Mai. L’acqua scorre da una ripida scogliera di 280 metri su diverse formazioni rocciose in un bacino inferiore, precipitando da diversi livelli per oltre 250 metri. 

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Sarei rimasta ore ad ammirare la sua maestosità. Lo scosciare dell’acqua, la vegetazione circostante, le rocce tutte intorno, trasmettevano un senso di pace e rilassatezza davvero unici!

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La cascata ci ha accompagnati per gran parte del percorso, fino al punto più bello ed alla discesa più alta, davvero spettacolare, da lasciare senza fiato.

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Dopodichè abbiamo continuato il nostro percorso fino ad arrivare alle risaie terrazzate ed al villaggio Mae Klang Luang con case di palafitta ma dotate di tutti i comfort moderni dove ci hanno preparato un buonissimo caffè.

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Dopo l’escursione, ci siamo fermati a mangiare al The Royal Agricultural Station Inthanon, situato alla fine del percorso, un progetto reale avviato dal Re per promuovere l’agricoltura fra le montagne abitate dalle tribù dei Hmong, Karen e Paganyaw. Le attività della Stazione si concentrano sulla ricerca e sviluppo della pesca e dell’itticoltura in montagna, nonché la coltivazione di una grande varietà di piante, ortaggi e frutta.

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La Stazione Inthanon si propone di fornire agli abitanti dei villaggi di montagna più guadagni, una migliore qualità di vita e mezzi di sussistenza sostenibili, coadiuvandoli nella coltivazione di ortaggi biologici, frutta e caffè. 

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Oltre ad agevolare le attività di conservazione della natura e di riforestazione, la stazione ha sviluppato anche l’area in modo da creare una destinazione turistica sostenibile, al fine di contribuire a rafforzare l’economia delle comunità locali e perfettamente in linea con il concetto di vita autosufficiente perseguito dal Re. Oltre a rilassarsi in ​​un ambiente naturale, i visitatori possono anche esplorare le numerose serre dove gli agronomi della Stazione conducono ricerche su nuove tecniche di coltivazione.

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  • Roberta K. Everdeen

    Anche io sono tornata dalla Thailandia e ci ho lasciato il cuore! non ho visto però il nord come te, ma riconosco i sorrisi e la natura 🙂 incredibili!

    • Anna Pernice

      Allora devi ritornarci, perchè il nord mi è piaciuto tantissimo ed ha molti luoghi affascinanti

      • Roberta K. Everdeen

        Assolutamente! ripartirei domani 😉

  • Camilla

    Non sono mai stata in Thailandia, ma direi che da quello che ho letto è davvero un’esperienza affascinante!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

  • Tiziana B.

    Non sono mai stata in Thailandia e non avrei mai detto che avesse queste bellissime montagne e questo parco nazionale così ricco di flora e di fauna. Semmai organizzerò un viaggio in Thailandia questa sarà di sicuro tra le mie visite.

  • alessandra

    Un viaggio meraviglioso, non sono mai stata in Thailandia, ho preso nota , mi piacerebbe visitarla
    Alessandra

  • Raffaella Manetta

    Non sono mai stata in Thailandia e visto che mi piacerebbe fare questo viaggio al più presto, ne ho approfittato del tuo racconto per prendere spunto! È un posto meraviglioso che voglio assolutamente vedere!

  • Mamma mia che bellezza! Io sogno da tanto la Thailandia!!

  • Anna Pernice

    Grazie Myriam! la Thailandia è tutta bella, da nord a sud! 🙂

  • Anna Pernice

    Grazie mille 🙂

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