Cilento in inverno: tra mare e montagna

Il Cilento, in bassa Campania ai confini con la Basilicata, è un luogo famoso soprattutto per essere meta turistica in estate. Sicuramente tutti conoscerete le bellissime spiagge di Palinuro, Pisciotta, Agropoli e Marina di Camerota con  la montagna a picco sul mare e piene di verde. Ma il Cilento è bellissimo anche in inverno, soprattutto considerato il clima mite della Campania.

Io ci sono sono tornata, dopo una decina di anni, durante il ponte dell’8 dicembre, in controtendenza rispetto a tutti coloro che sono andati in giro per mercatini di Natale in Nord Europa.

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L’obiettivo erano due giornate di trekking ed escursioni a contatto con la natura, e così è stato!

Da Napoli dista solo 2 ore di macchina, ma vi assicuro che lo spettacolo è davvero emozionante!

Nella prima giornata, partiti da Napoli già con attrezzatura da trekking (leggins tecnici anti-termici, scaldamuscoli, scarpe da trekking, giubbino imbottito e felpa) ci siamo diretti alla Cascata Capelli di Venere formata dal fiume Rio Bussentino, nell’Area attrezzata “Capello”, in prossimità del Paese di Casaletto Spartano, un piccolo borgo con poco più di 1.400 abitanti, che custodisce uno dei tesori naturalistici più belli della Campania.

Percorrendo la superstrada che dallo svincolo autostradale di Buonabitacolo vi porta a Caselle in Pittari, si arriva alla cascata Capelli di Venere, una meravigliosa cascata che nasce dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento, generata da una sorgente pietrificante, così denominata perchè l’acqua scende come se fossero dei capelli argentati davvero mozzafiato!

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I rivoli d’acqua sono talmente leggiadri e puri, e lisci nel loro discendere che sembrano davvero essere dei “Capelli di Venere”.  In realtà, il nome deriva dalla pianta su cui la cascata sgorga, detta appunto “capelvenere”. Un posto davvero bellissimo per potersi rilassare e restare qualche ora a contatto con la natura incontaminata, dimenticando tutti i problemi e preoccupazioni

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Dalla cascata, si aprono due sentieri, uno più lungo ed uno più breve, che un tempo congiungevano il borgo di Casaletto alle frazioni montane, e che portano a contatto con pini, muschio ed un sottobosco fittissimo. Potrete salire per le scalette protette dalla staccionata per arrivare fin su alla sorgente, o restare lungo il sentiero e arrivare alla zona attrezzata dell’oasi per un veloce pranzo al sacco vicino al mulino in uso fino agli anni ‘50. Noi avevamo un compagno di avventura davvero insolito: un socievolissimo gattino grigio che ha deciso di fare il percorso con noi dalla cascata fino alla cima della montagna.

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Questi sentieri garantiscono splendidi panorami e, per gli appassionati di birdwatching, la possibilità di ammirare meravigliosi esemplari di uccelli (passeri, civette, tortore, pettirossi, barbagianni, falchi, gufi, quaglie).

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Terminato il sentiero delle cascate Capelli di Venere, ci siamo spostati all’Oasi WWF Grotte del Bussento, dove il poeta Omero narrò la leggenda delle sirene, che con il loro canto facevano impazzire i marinai. Una natura rigogliosa a strapiombo sul mare cristallino, a pochi km dal Golfo di Policastro, dove è possibile scegliere uno degli otto percorsi naturalistici nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Fino alle ore 17,00 è possibile effettuare òla visita guidata con le Guide del WWF. Noi però siamo arrivati più tardi ed abbiamo percorso da soli il sentiero montano.

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Le cascate, le sorgenti di acqua cristallina, i piccoli laghetti e il mulino seicentesco, da cui sgorga una cascata d’acqua sorgiva, fanno di questo luogo uno dei più belli della provincia di Salerno.

Creata nel 1985 a protezione della fauna e per la conservazione del territorio e delle biodiversità, l’oasi sorge nel perimetro territoriale di Morigerati estendendosi per 607 ettari.

Siamo stati prima alla Grotta del Bussento, una grotta di origine carsica del Bussento dove il fiume fuoriesce dal percorso sotterraneo riprendendo il suo cammino all’esterno. Attraverso ponticelli, scale di legno e stradine scavate nella roccia il percorso offre una ricca visuale sui fenomeni carsici protagonisti di questo spettacolo naturale.

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Uscendo dalla grotta e continuando il percorso, si arriva ad una piccola cascata davvero bellissima, che dà quasi l’idea di trovarsi in Giappone!

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Il posto più bello e magico di tutta l’Oasi però, è il Mulino seicentesco dal quale fuoriesce il fiume! Uno spettacolo davvero emozionante, dove sarei rimasta ore ed ore ad ascoltare lo sgorgare dell’acqua in meditazione!

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Dopo una lunga giornata di escursioni, la sera ci siamo meritati una lauta cena nel centro di Agropoli. Abbiamo cenato al Ristorante “Da Pippo”, trovato al primo posto su Tripadvisor e devo confermare che il posto è del tutto meritato. Ambiente caldo, accogliente, pasta fatta in casa davvero buonissima e carne fresca e di qualità altrettanto buona. Anche il vino della casa niente male.

Dopo cena, passeggiata per il centro di Acciaroli dove, nei pressi del porticciolo di pescatori, era stato allestito un simpatico presepe e ricreati degli alberi di Natale con materiale di riciclo (lattine, lampadine, cd, ecc.).

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Il giorno dopo, la nostra meta è stata il mare! Abbiamo trascorso un pomeriggio, al tramonto, alla Baia di Trentova di Agropoli, un luogo davvero magico e rilassante ed ammirato i panorami mozzafiato dall’alto!

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Non poteva mancare, poi, una piccola capatina al paesino di Caselle in Pittari, un paesino del Cilento arroccato su una collina a 444 m s.l.m., sovrastato dalla torre medievale dal quale è possibile ammirare la maestosità del monte più alto in Campania, il Monte Cervati (1898 mt) dalle cui sommità sgorgano le acque del fiume Bussento.

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