A Napoli e provincia abbiamo tanti luoghi d’interesse storico davvero spettacolari. Uno di questi sono proprio gli Scavi dell’antica cittadina romana di Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme ad Ercolano, Stabiae ed Oplonti, ad oggi una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca.
Proprio per questo motivo, gli Scavi di Pompei sono visitati ogni giorno da migliaia di turisti di tutto il mondo ma….sono magici anche di sera!
Ed è per questo che, dopo il grande successo della prima edizione del Pompei Festival, che ha visto andare in scena nel Teatro Grande degli Scavi l’Opera La bohème, con protagonista il tenore di fama mondiale Vittorio Grigolo, e il balletto Carmen, e dopo la risonanza che l’evento sta avendo sulle televisioni internazionali, anche quest’anno la grande Opera è tornata al Teatro Grande degli Scavi di Pompei, per regalare un’estate di spettacoli straordinari.


Il ricco programma del 2015 propone tre tra le Opere più popolari della tradizione melomane internazionale – La Traviata, Tosca e Nabucco -, e l’Opera in tre atti “L’ultimo giorno di Pompei” di Giovanni Pacini.
Opere d’arte interpretate da stelle internazionali, giovani talenti, grandi orchestre e complessi nazionali ed esteri sotto la direzione artistica del Maestro Alberto Veronesi, in uno straordinario equilibrio di arte, emozioni e spettacolo.
Io ho avuto l’onore ed il piacere di assistere dal vivo nel Quadriportico degli Scavi il Nabucco, la terza opera di Giuseppe Verdi  che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano.
È stata spesso letta come l’opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell’epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese.
In origine, il nome dato da Giuseppe Verdi alla sua opera era Nabucodonosor ma, data la lunghezza dello stesso sulla locandina, venne diviso in due righe e cioè “Nabucco” e, a capo, “Donosor” ma la gente faceva caso solo alla prima riga. Da qui la diffusione del nome dell’opera fino ad oggi nota come del Nabucco.

Sotto gli occhi sbalorditi di numerosi spettatori, molti stranieri, l’orchestra e coro del Pompei Festival, capitanata dal direttore Yosip Sozansky, ha portato in scena il Nabucco, dramma lirico in quattro parti con un’esecuzione in forma di gala.

L’opera è stata interpretata da:
Abigalle: Marina Gubareva
Fenema: Carlotta Vichi
Anna: Elisabetta Zizzo
Ismaele: Nicola Pisaniello
Zaccaria: Ivaylo Dzhurov
Nabucco: Carlo Guelfi.

 

Il Nabucco, è già di per sè emozionante se assistito a teatro. Vi lascio quindi immaginare l’atmosfera magica che si è creata assistendo alla sua interpretazione all’interno del Quadriportico degli Scavi di Pompei, tra colonne romane, sotto un cielo stellato. E’ stata emozione pura, davvero indescrivibile!

 

 

 

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