Sono tornata da pochi giorni dalla mia visita all’Expo di Milano, fatta in più giornate, per vedere tutti i padiglioni! Dopo averli visti tutti, ho deciso di stilare una mia classifica personale per chi non ha la possibilità di visitare l’Expo Milano in più giorni e deve ottimizzare i tempi in una sola giornata.

Vedere tutti i padiglioni in 24 ore è davvero impossibile, non solo per le lunghe code di attesa, ma anche perchè molti di essi richiedono almeno 20 minuti per essere visitati. Molti padiglioni sono molto promozionali, dando l’idea più di una fiera del turismo che dell’esposizione universale del cibo, mentre altri sono davvero meravigliosi!
Sicuramente il primo consiglio che posso darvi è di evitare di andare nel week end, perchè in settimana troverete sicuramente meno folla e riuscirete a vedere più padiglioni in meno tempo, facendo meno code di attesa! Secondo consiglio, andate all’apertura e, se entrate dall’ingresso ovest (all’uscita della metro Rho Fiera ed i treni Trenord),  prendete la navetta ed iniziate dagli ultimi padiglioni in fondo perchè a prima mattina troverete una lunga fila per visitare il Padiglione Zero, mentre già nel primo pomeriggio l’ingresso è più scorrevole.

 

Veniamo ora alla classifica dei padiglioni più belli e tecnologici, che non dovete assolutamente perdervi:
1. Padiglione Zero
Curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi, il Padiglione Zero introduce la visita del Sito Espositivo di Expo Milano 2015 con un’esperienza di viaggio al centro della Terra, dove l’esplorazione avviene passando all’interno della crosta terreste tra le grotte che sono state ricostruite in un’atmosfera di quasi totale assenza di luce.  Il Padiglione Zero, utilizzando la schematizzazione delle curve di livello, riproduce il suolo terrestre, con montagne, colline e una grande valle centrale.
I visitatori entrano letteralmente all’interno della Terra e guardarla dall’interno è certamente un’esperienza insolita. Appena si entra ci si trova di fronte ad una biblioteca che corrisponde all’archivio della memoria in cui ogni cassetto corrisponde simbolicamente ad un alimento, un animale, una pratica alimentare e richiama la visione agostiniana del tempo, secondo la quale passato, presente e futuro coesistono nell’animo.
Il Padiglione Zero è anche una tappa fondamentale dell’Itinerario dell’ONU; il suo racconto si intreccerà con il tema delle Nazioni Unite: ‘Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile’. Lungo il percorso espositivo del Padiglione Zero si incontrano le Stele ONU con storie legate al tema della stanza in cui si trovano. Attraverso queste si scopre la stretta relazione tra il tema ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’ e una delle missioni fondamentali delle Nazioni Unite: garantire a tutte le persone il diritto ad avere cibo sicuro e nutriente per condurre delle vite sane e produttive, senza sprechi e senza compromettere i bisogni delle generazioni future.

 

 

 

 

 

 

 

2. Kazakhistan
Con il suo design peculiare, il Padiglione kazako è una delle grandiose attrazioni di Expo Milano 2015. La sua straordinaria mostra multimediale permette ai visitatori di fare un viaggio dal passato del Paese al suo futuro. Coerentemente con il tema di Expo, il Kazakhstan, nono Paese più vasto al mondo, mostra le sue infinite opportunità di contribuire alla sicurezza alimentare globale in sei ambienti circolari danno una visione d’insieme dei comparti agricoli del Kazakhstan: dalla coltivazione delle mele all’allevamento del bestiame, dall’acquacoltura ai droni agricoli per poi concludere la visita con un meraviglioso spettacolo in 3D in un meraviglioso viaggio dal sole alla città di Astana (capitale del Kazakhstan) sede dell’Esposizione del 2017, che da sola vale tutta la visita e la lunga coda per visitare il padiglione! Molto bello anche lo spettacolo iniziale in cui viene raccontata la storia del Kazakhistan con la sabbia.

 

 

 

 

 

 

3. Emirati Arabi Uniti
Padiglione con rampe dalle forme sinuose, che simboleggiano le dune del deserto, lungo le quali ci sono delle teche rappresentanti gli Emirati Arabi fino ad arrivare nel cuore del Padiglione, dove è proiettato l’emozionantissimo filmato “Family Tree”. Verso la fine del cortometraggio, i visitatori sono condotti in uno spazio teatrale interattivo, nel quale sono coinvolti per portare a termine la storia, la cui protagonista è la piccola Sara e la sua famiglia. La visita termina con l’esposizione “La vita segreta di una palma da datteri”, la presentazione di Expo 2020 a Dubai e con una degustazione gratuita di dolci tipici sfornati dalla cucina del Padiglione e qahwa, il caffè arabo.

 

 

 

 

 

 

4. China
Il padiglione della Cina riflette sul tema della gratitudine e del rispetto per il Pianeta, partendo dal concetto che l’uomo è parte integrante della natura. Il Padiglione riflette i progressi della tecnologia cinese nel campo dell’agricoltura e mostra come sarà possibile nel futuro offrire cibo salutare a tutti i popoli. Il visitatore scopre qui il processo del raccolto secondo il calendario cinese lunisolare, come si producono cibi tipici come il tofu e quali sono i progressi scientifici che possono migliorare nel futuro la produzione di cibo, come il riso ibrido del professor Yuan Longping.
Grande attenzione anche alla salute con una simpatica applicazione che misurando peso ed altezza comunica al visitatore se è normopeso, sovrappeso, sottopeso o se ha carenza di qualche nutriente. Io sono risultata in perfetta forma fisica! 🙂 bellissimo lo spettacolo conclusivo nel teatro del padiglione con ballerini cinesi!
È la prima volta che la Cina partecipa a un’Esposizione Universale al di fuori dei suoi confini e quindi Expo Milano 2015 diventa un momento di grande festa, un’occasione per mostrare le meraviglie di un Paese ricco di cultura e di tradizioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5. Giappone
Nel suo Padiglione Giappone esprime al tempo stesso il profondo amore per le sue tradizioni culturali e la grande fiducia nel progresso e nell’innovazione. Il Tema scelto è “Diversità armoniosa”, che racchiude la visione giapponese di uno sviluppo in equilibrio con le risorse. La struttura è composta da 17mila pezzi di legno, sagomati a misura e incastrati l’uno nell’altro con grande precisione.
Un viaggio nel Giappone fino ad arrivare al ristorante del futuro, per scoprire tutti i piatti della cucina Giapponese comodamente seduti a tavola!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6. Italia
Il Padiglione Italia mette in mostra le eccellenze italiane: la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all’alimentazione, caratterizzate dall’alta qualità delle materie prime e dei prodotti finali.
Il Padiglione si compone del Palazzo Italia, dei 4 edifici sul Cardo e della Lake Arena, per un totale di 14.000 metri quadri. Palazzo Italia è il cuore dell’intero spazio, destinato a rimanere anche dopo Expo come polo di innovazione tecnologica. Tema del Padiglione è: “come sarebbe l’Europa senza l’Italia?”.Il cardine espositivo del Padiglione è la mostra dell’Identità Italiana. Con l’aiuto delle 21 Regioni e Province autonome sono state rappresentate: la Potenza del Saper Fare, con 21 personaggi raccontano storie di professionalità e impresa; la Potenza della Bellezza, con 21 panorami e 21 capolavori architettonici che raccontano la bellezza dell’Italia; la Potenza del Limite, con 21 storie di impresa agricola, agroalimentare e artigianale; la Potenza del Futuro, raccontata attraverso un Vivaio di 21 piante rappresentative delle Regioni. Attrazione principale l’Albero della Vita, una struttura di acciaio e legno, alta 37 metri, con 25 metri di apertura, pensata dal designer e creativo Marco Balich e collocata al centro della Lake Arena.

 

 

 

 

 

7. Kuwait
Il padiglione Kuwait, “Sfida della Natura”, racconta la storia di un paese caratterizzato dalla sabbie del deserto e dall’acqua del mare. Il padiglione mostra come i Kuwaitiani hanno reso il deserto abitabile e l’acqua del mare, fruibile e come continuino a farlo attraverso l’educazione, la tecnologia, la scienza e l’energia rinnovabile per costruire una comunità moderna, vibrante e sempre in crescita, che può contribuire allo sviluppo globale e a nutrire il mondo.
Scopo del padiglione Kuwait all’EXPO Milano 2015 è presentare lo straordinario incontro di cultura e tradizione, così come contemporaneità e scienza che costituiscono il fondamento della cultura kuwaitiana. Molto bello ed emozionante la sala in cui fanno vivere in prima persona il magico spettacolo della pioggia nel deserto!Il design del padiglione rievoca le vele di un dhow, la tradizionale imbarcazione di legno, ancora in uso nel golfo Arabico. La seconda parte del padiglione è avvolta da una serra in cui numerose colture idroponiche danno ombra e ospitano sezioni libere dell’esibizione.

 

 

 

 

 

 

8. Corea
Il Padiglione della Repubblica di Corea mostra le diverse pratiche culinarie radicate nelle tradizioni culturali del Paese. Inoltre, esplora e cerca i modi per migliorare ulteriormente la loro rilevanza sia nel presente che nel futuro della società umana, utilizzando il meglio della scienza e della tecnologia d’avanguardia nel campo del cibo, dell’ambiente e della fisiologia umana.
Il Padiglione è costruito seguendo il tema architettonico del “Moon Jar”, un tradizionale vaso di ceramica che ricorda la forma della luna piena. Nel passato, l’arte della ceramica in Corea si è evoluta in un percorso che ha portato da semplici ciotole fino a meravigliosi celadon e porcellane. Queste ciotole rappresentano il tema della Repubblica di Corea a Expo Milano 2015.Il Padiglione della Repubblica di Corea esplora le possibilità di prendere il prezioso patrimonio della tradizioni culinarie che caratterizza questi luoghi e portarlo nel futuro, dimostrando come applicare queste tradizioni per risolvere le sfide con cui si sta confrontando l’intera umanità. Queste tradizioni si basano sull’antica credenza coreana che la natura non sia un oggetto che deve essere conquistato dagli esseri umani, ma che deve essere compreso e trattato con rispetto. Molto bello lo spettacolo della Sinfonia del Cibo che si riferisce al tema dell’Hansik, l’equilibrio del cibo composto da piatti equilibrati che tengono in considerazione numerosi aspetti: le stagioni, i colori dei cibi, gli ingredienti, ecc. Ed è proprio sull’Hansik che si basa tutto il padiglione!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9. Germania
L‘elemento creativo centrale del Padiglione Tedesco è rappresentato dalle coperture a membrana, che si trovano sulla terrazza e ricordano la forma di piante in germoglio: sono i “germogli di idee“.
Queste strutture collegano lo spazio interno del padiglione, ossia la sua esposizione, con quello esterno, ponendo così in stretta relazione architettura e contenuto. I “germogli di idee“ non solo offrono ombra, bensì, grazie alla presenza sulla loro superficie dei moduli fotovoltaici organici (OPV), sono anche in grado di generare energia, diventando così “alberi solari“. Il Padiglione Tedesco rappresenta il primo grande progetto architettonico internazionale nel quale viene impiegata questa tecnologia innovativa. Il tema scelto è “Fields of Ideas”. La prima parte del percorso del Padiglione tedesco illustra le fonti dell’alimentazione (suolo, acqua, clima e biodiversità). Nello spazio “Il mio giardino di idee” ogni visitatore può interagire con il materiale esposto per ottenere ulteriori informazioni multimediali. Il gran finale è lo show “Be(e)active”: i visitatori possono sperimentare un volo sulla Germania (attraverso 3mila schermi che proiettano paesaggi tedeschi) dalla prospettiva di due api in volo, il cui movimento è diretto da un direttore d’orchestra (io però non l’ho visto perchè c’erano dei problemi tecnici).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10. Svizzera


Il progetto del Padiglione Svizzero, denominato «Confooderatio Helvetica» della società di architetti Netwerch, è stato selezionato nel 2012 da una giuria di esperti tra 103 proposte pervenute nell’ambito del concorso internazionale promosso da Presenza Svizzera del DFAE. Il team di giovani architetti di Brugg ha saputo convincere la giuria d’esperti con un messaggio chiaro, capace di stimolare la riflessione sulla responsabilità personale, sull’equa ripartizione dei beni alimentari e sulla sostenibilità. Il Padiglione svizzero – con una superficie di 4433 m2 – presenta, infatti, una grande piattaforma aperta con quattro torri visibili da lontano, riempite di prodotti alimentari. I visitatori accedono alle torri attraverso gli ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi di prodotti. Man mano che le torri si svuotano le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificando la struttura del Padiglione svizzero. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito anche sui media sociali. In questo modo, il Padiglione svizzero presenta al grande pubblico le sfide principali legate allo sviluppo sostenibile ed al consumo responsabile. Il viaggio nelle torri segue questo filo conduttore sulla base della propria esperienza personale e offrire così lo spunto per una riflessione sulla disponibilità degli alimenti nel mondo e sullo sviluppo sostenibile lungo tutta la filiera alimentare. I visitatori possono portare con sé o consumare le quantità di prodotto che desiderano. Saranno il comportamento di consumo e la responsabilità personale di ognuno a stabilire quanto resterà per chi viene dopo e per quanto tempo. Peccato che quando sono andata io a visitare il Padiglione Svizzero il 19 luglio erano già finite quasi tutte le scorte. Era rimasta solo qualche scorta di caffè e di sale, mentre le altre scorte erano già terminate, perchè ogni persona aveva preso più di una scorta per sè e per tutta la sua famiglia!
I quattro prodotti selezionati per le torri – l’acqua, il sale, il caffè e le mele – rappresentano una Svizzera sostenibile, responsabile, innovativa e fedele alle proprie tradizioni.
Il Padiglione svizzero comprende, oltre alle torri, anche la Casa Svizzera composta dai seguenti elementi: lo spazio espositivo dei cantoni partner del San Gottardo dedicato all’acqua, l’esposizione interattiva di Nestlé, il ristorante e il take away, lo stand informativo dell’agricoltura svizzera, il salone dei partner, l’auditorio che ospiterà eventi e conferenze ed uno spazio in cui ci si focalizzerà su alcune città svizzere: Basilea dal 1° maggio al 12 giugno,  poi Zurigo dal 17 giugno al 2 agosto e infine Ginevra dal 17 settembre al 31 ottobre. . Il chiosco, situato all’inizio della rampa, il palco, situato fra le torri e la Casa Svizzera, l’istallazione dedicata alla nuova trasversale ferroviaria alpina NTFA, l’istallazione di Svizzera Turismo dedicato sono elementi importanti del Padiglione svizzero. I visitatori del Padiglione Svizzero potranno vivere inoltre in prima persona l’esperienza di una «clinica per le piante» attraverso un gioco interattivo sostenuto dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11. Regno Unito

Il Regno Unito ha creato un Padiglione che risalta e si contraddistingue, progettato dall’artista Wolfgang Buttress con sede a Nottingham e dallo studio architettonico BDP con sede a Manchester.
Ispirato alla ricerca scientifica e a una tecnologia rivoluzionaria, che monitorizza la salute degli alveari, il Padiglione del Regno Unito è un grande esempio di come la creatività, il commercio e la scienza del paese possono combinarsi insieme per affrontare e risolvere le sfide globali. Il Regno Unito è un alveare di attività dove le soluzioni ad alcune delle più grandi sfide del giorno d’oggi vengono sviluppate e condivise con il mondo intero.
Il Padiglione del Regno Unito mostra quando sia significativo e cruciale il ruolo dell’impollinazione nell’ecosistema globale e nella domanda di cibo, sottolineando l’importanza e la necessità globale di proteggere gli impollinatori.

Nel Padiglione il visitatore segue la danza di un’ape, viaggiando attraverso una serie di paesaggi. L’esperienza inizia con un percorso attraverso un frutteto, proseguendo in un campo di fiori selvatici per poi passare e arrivare su un gigante alveare di alluminio. Dentro l’alveare il visitatore sperimenta effetti sonori e visivi che rispondono ai movimenti.

12. Thailandia
Il Padiglione della Thailandia ad Expo Milano 2015 è ispirato al Tema “Nutrire e Affascinare il mondo”. Lo spazio è ispirato al tradizionale cappello dei contadini thailandesei e mostra l’impegno del Paese nell’assicurare cibo sufficiente e di qualità a tutto il suo popolo, contribuendo al tempo stesso alla sicurezza alimentare mondiale. Un altro elemento posto al centro dell’attenzione del visitatore è la grande tradizione gastronomica thailandese, apprezzata in tutto il mondo per varietà, equilibrio e delicatezza. L’esposizione all’interno del Padiglione è suddivisa in tre sale, dotate di grandi schermi.  La prima è dedicata alla ricchezza del territorio thailandese, celebre per la fertilità della sua terra al tanto da essere definito “La terra d’oro”. Nella seconda si scopre il valore del cibo prodotto in Thailandia, la sua importante produzione agricola , per esempio di riso, e la sua cucina raffinata. Nell’ultima sala viene celebrato l’impegno per l’accesso al cibo per il popolo thailandese svolto dal Re della Thailandia, considerato “Padre della terra e dell’acqua”.

 

 

 

 

13. Stati Uniti
Il Padiglione degli Stati Uniti ad Expo ha la forma di un granaio americano realizzato con legno di Coney Island. progettato dall’architetto James Biber, è un edificio sostenibile con una zona agricola verticale dalla quale si recupera il raccolto tutti i giorni. Il tema è il “Cibo americano 2.0” e racconta la storia del cibo americano attraverso aree interattive che affrontano i temi della sicurezza alimentare, politica, relazioni internazionali, scienza, tecnologia, nutrizione e salute e cultura culinaria.

 

 

 

 

14. Azerbaigian
Il Padiglione Nazionale dell’Azerbaigian a Expo Milano 2015, intitolato “Azerbaijan, Treasure of Biodiveristy”, racconta il patrimonio naturale unico del paese e racchiude, sotto un unico tetto, tutti i suoi elementi costitutivi.
Il primo piano, the Symphony of the Country, racconta la storia, la cultura e la geografia dell’Azerbaigian, mentre il secondo piano, the Symphony of Colours, parla del suo clima, dei suoi paesaggi e della sua biodiversità; il terzo piano, the Symphony of Tastes, offre degustazioni di cucina tradizionale e di prodotti biologici naturali per cui l’Azerbaigian è famoso.
Le tre biosfere che caratterizzano il Padiglione sono i simboli di un paese che è riuscito a bilanciare e a proteggere il suo ambiente naturale e la sua antica cultura con un’assidua ospitalità e accoglienza, trasformandosi in un luogo in cui tolleranza e multiculturalismo sono presenti da secoli.

 

 

 

 

 

 

15. Israele
Un campo verde verticale, installazioni multimediali e le storie di un popolo industrioso, di tecnologie all’avanguardia e aziende innovative che hanno fatto fiorire il deserto. A Expo Milano 2015 Israele presenta “I campi di domani”: un padiglione dedicato alle tradizioni della “terra del latte e del miele” ma anche alle più avanzate tecnologie sostenibili in agricoltura e alimentazione. Protagonista l’impegno del paese nel condividere il know-how e i risultati della ricerca per un futuro migliore.
Disegnato dall’architetto David Knafo e realizzato da Avant Video Systems con materiali al 100% riciclabili, Padiglione Israele sorge al fianco di Padiglione Italia all’incrocio del Cardo e del Decumano, i due assi principali di Expo Milano 2015. Un campo verticale coltivato principalmente a grano, mais e riso accoglie i visitatori in un’esperienza dal forte impatto visivo. Ispirato a coltivazioni reali, la spettacolare parete verde non ha un ruolo meramente estetico ma introduce il Vertical Planting una tecnologia rivoluzionaria che permette di risparmiare e ottimizzare territorio e acqua.

 

16. Angola
Collocato all’inizio del Decumano, il Padiglione dell’Angola si caratterizza per la forma stilizzata di un baobab africano posta al centro della struttura. L’altro aspetto che merita la visita sono gli spazi verdi coltivati con piante, ortaggi e frutta tipiche del Paese. Il tema scelto è: “Cibo e Cultura, Educare per Innovare“. Il visitatore può scoprire l’origine dei vari cibi e l’importanza della catena alimentare nel suo insieme, così come le grandi risorse dell’Angola nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. Un’attenzione particolare è dedicata alle tradizioni gastronomiche delle 18 provincie del Paese e l’importanza delle donne Angole per lo sviluppo del Paese.

 

 

 

 

Questa invece la classifica dei Padiglioni belli architettonicamente, la cui visita può essere fatta in pochi minuti:
1. Brasile
Il Padiglione Brasiliano, con il tema “Sfamare il mondo con soluzioni”, utilizza la metafora della rete, flessibile, fluida e decentralizzata per rappresentare i limiti e l’integrazione di diversi argomenti e attori che danno vita, una volta combinati, al vero ruolo del Brasile nella produzione di cibo di qualità per soddisfare la domanda globale in modo tecnologico e sostenibile, perfettamente in linea con il tema principale dell’Expo.
I visitatori potranno partecipare a un’esperienza multi-sensoriale e coinvolgente, studiata per coniugare innovazione e sostenibilità, che trova il suo cuore pulsante nella rete interattiva, che collega i tre livelli dell’edificio. La visita parte da una zona aperta, una Green Gallery con coltivazioni di piante, fiori e frutti provenienti dal Brasile, e tavoli con giochi interattivi e informazioni relative al puzzle di culture diverse che compongono il Brasile. Attraverso una rampa si accede al primo piano, dove un video wall di 56 metri accompagna il visitatore con un filmato lungo il percorso, raccontando la ricchezza del Brasile in termini di materie prime e tecniche avanzate per aumentare e diversificare la produzione alimentare, soddisfare la domanda globale in modo sostenibile. Sulla parete opposta, prodotti agricoli brasiliani sono esposti su cinque banchi di laboratori digitali.
Al secondo piano, una proiezione su uno schermo trasparente visualizza dei video attivati da rilevatori di presenza.

 

 

 


2. Francia
La Francia ha scelto il tema “Produrre e nutrire diversamente”. Entrando da un labirinto-giardino, che riproduce tre paesaggi agricoli, si arriva un’ampia grotta, che rende l’esposizione francese una sorta di percorso iniziatico. In una volta interamente ricoperta di vegetazione, sono mostrate le soluzioni per “Produrre di più e meglio”. L’ultima sezione è dedicata a “Piacere e salute”, e invita i partecipanti a riscoprire il piacere di cucinare e mangiare come ricompensa per gli sforzi sostenuti nel percorso, con una distesa di slogan che incoraggiano ad agire meglio per il futuro del cibo.

 

 

 

 

 

3. Russia
Il padiglione – con un’area di 4mila m2 – è una struttura dinamica, arricchita da un motivo luminoso che si staglia contro il cielo. Nella progettazione e nella costruzione sono state privilegiate le tecnologie “green” e la facciata esterna è stata costruita con legno ecologico. È un ovvio richiamo ai paesaggi russi, con le loro distese di alberi e i loro pendii, e un rimando all’architettura tradizionale.
Il tema principale è la sicurezza alimentare, che si riflette nello slogan: “Crescere per il mondo. Coltivare per il futuro”. In queste parole si ritrova il messaggio chiave: ” La Russia ha la superficie, le risorse naturali e le conoscenze agricole necessarie a produrre cibo per i suoi cittadini – e per quelli del resto del mondo – adesso e per le future generazioni”.

 

 

 

 

4. Nepal
Il Nepal partecipa con il tema “La sicurezza alimentare e la sostenibilità per lo sviluppo”. Il Padiglione ricorda la forma del mandala, il diagramma circolare composto dall’unione di figure geometriche che richiama il cerchio della vita.
L’atmosfera in cui si calano i visitatori è quella degli antichi insediamenti delle valli di Kathmandu, con porticati e templi caratterizzati da 42 colonne intagliate a mano.  Quindi, per chi non è mai stato in Asia, sarà sicuramente un’esperienza emozionante entrare in tempio Buddista!

 

 

 

5. Oman
Il padiglione dell’Oman è un castello come quello delle favole!
Alcune esposizioni chiave del Padiglione includono un modello 3D del paesaggio montagnoso che rappresenta l’Oman con una proiezione che sottolinea i diversi paesaggi. Una mostra permette ai visitatori di immergersi in un ambiente nebbioso dove possono vedere il drammatico cambiamento delle stagioni nel sud del paese.
Hanno ricreato un apiario di palme di dattero, dove i visitatori possono imparare molto sull’eredità dell’apicoltura in Oman. Inoltre si può scoprire la famosa catena montuosa dell’Oman, Jebel Akhdar, chiamata anche ‘La montagna verde’, la più alta nell’est dell’Arabia. In Oman c’è una lunga tradizione agricola e molte persone sono coinvolte nella produzione di cibo sviluppando l’agricoltura in armonia con l’ambiente e il clima del paese.
I visitatori possono ascoltare le storie del paese narrate attraverso i racconti e i ritratti dell’Oman. I bambini possono partecipare, divertirsi e allo stesso tempo imparare. Nella sezione 3 ci sono proiezioni create con la sabbia che i bambini sicuramente apprezzeranno. In questa sezione i visitatori possono anche scoprire la ricca fauna marina dell’Oman con uno schermo touch multimediale.

 

 

 

6. Marocco
Con il tema “Marocco, un viaggio di sapori”, il Paese propone al pubblico la scoperta degli alimenti e dei sapori tipici. Ponendo l’attenzione sulla salvaguardia delle risorse idriche. Il Padiglione ricorda una cittadella fortificata araba. Il Paese mette in risalto tutte le ricchezze della sua terra, come il rinomato olio di Argan, lungo un percorso che presenta video e istallazioni.

 

 

 

 

 

 

 

7. Qatar
Il Qatar partecipa all’Esposizione Universale sviluppando il Tema “Seminare sostenibilità, soluzioni innovative per un cibo sostenibile”, che pone al centro dell’attenzione del visitatore le tecnologie per migliorare l’aprovvigionamento idrico e la produzione alimentare nelle zone desertiche. La forma del Padiglione riproduce un enorme cesto di vimini, uguale a quelli che un tempo venivano usati dalla popolazione quatarina per conservare il cibo. All’interno, il visitatore scopre le produzioni tipiche del Paese, con brevi spiegazioni su loro origine e caratteristiche.

 

 

 

 

Questa invece la classifica dei Padiglioni verdi che ripropongono la flora locale e la cui esperienza è davvero molto bella e suggestiva (anche questi si visitano in poco tempo):
1. Austria
Con il padiglione breathe.austria, l’Austria si dedica all’“aria”, presentandola come il “numero 1” tra gli alimenti. L’allestimento si basa su una superficie di 560 m² di bosco e sulle sue prestazioni ecologiche. I processi naturali, supportati da moderne tecnologie, producono l’ossigeno necessario per 1800 persone all’ora. Il padiglione austriaco è un esempio virtuoso di sviluppo urbanistico del futuro: con il 10% di bio-performance in più, infatti, sarebbe possibile compensare un aumento della temperatura di 2 ºC derivante dai cambiamenti climatici.

 

 

 

 

 

2. Polonia
La Polonia si presenta a Expo Milano 2015 con un Padiglione che racconta la storia del successo dell’economia polacca, concentrando l’attenzione sulla produzione ed esportazione delle mele.
Un corridoio conduce al primo piano del Padiglione. Qui i visitatori arrivano a un giardino magico. Dal suo centro si sviluppa uno stretto e tortuoso sentiero intervallato da alberi di mele. Il riflesso degli alberi negli specchi crea l’illusione di uno spazio vasto e infinito e allo stesso tempo enfatizza l’atmosfera magica del luogo.
Dal giardino, i visitatori passano facilmente al successivo spazio espositivo, dove si trova l’installazione di una mela gigante. Partendo dall’interno della “mela”, i visitatori sono guidati fino al piano terra del Padiglione, dove continua la storia dell’economia polacca con grafiche animate e proiezioni. Il percorso conduce il visitatore al cinema, dove sono proiettati una serie di video.

 

 

 

 

 

 

 

3. Malaysia
La Malaysia si presenta all’Esposizione Universale con il Tema “Verso un ecosistema alimentare sostenibile”. Il Padiglione riproduce la forma di quattro semi della foresta pluviale, all’interno dei quali si sviluppa la visita. La struttura esterna dei semi è realizzata in “Glulam”, un innovativo legno lamellare ricavato in modo sostenibile dalle risorse forestali malesi. All’interno, i visitatori seguono un percorso espositivo che celebra la grande biodiversità dell’ambiente naturale malese, unita alla capacità del Paese di utilizzare le risorse in modo sostenibile. Grazie a schermi, installazioni interattive e diorami, ci si ritrova immersi nella foresta equatoriale, circondati da animali e piante sconosciute, per poi passare ai paesaggi delle piantagioni, un campo in cui la Malesia eccelle per una gestione razionale. Le ultime tappe sono dedicate alla visione del futuro del Paese, fondata su innovazione tecnologica e sostenibilità. All’esterno, un anfiteatro ospita spettacoli e documentari, mentre un punto ristoro offre le specialità della cucina malese.

 

 

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