Se siete alla ricerca di una località vacanziera calda anche in inverno, che abbia il clima africano, sia politicamente europea ma abbia allo stesso tempo la cultura calma e rilassata del sud America, allora Gran Canaria è l’isola che fa per voi!

Per circonferenza la terza isola per grandezza delle 8 isole dell’arcipelago delle Canarie (se consideriamo anche La Graciosa), situato nell’Oceano Atlantico a 210 km dalla costa occidentale dell’Africa ed a 1.200 km dalla Penisola Iberica. Erroneamente, si tende ad associare tutte le isole Canarie come se fossero una, ma in realtà, sono molto diverse tra loro. Ero già stata una decina di anni fa a Tenerife, Arrecife e Lanzarote con una crociera Costa e mi avevano colpito per la loro natura Vulcanica, mi aspettavo, quindi di trovare qualcosa di simile anche in Gran Canaria, invece ne sono rimasta positivamente sorpresa! Non è solo l’isola dei surfisti, come si tende erroneamente ad associare le Canarie, ma è un continente in miniatura: città coloniali, dune del deserto, ricca vegetazione sudamericana con una varietà di circa 2000 specie di piante diverse, crateri vulcanici, porti incantati e montagne fantastiche, oltre a spiagge dalla sabbia bianca e mare cristallino! Insomma, sono partita per un viaggio di 5 giorni in Gran Canaria aspettandomi la classica isola vacanziera con sole mare e spiagge tropicali, ma invece ho trovato un mondo!

 Di recente, inoltre, la compagnia aerea Vueling ha istituito il volo diretto Roma-Gran Canaria, che rende ancora più comodo raggiungere questa meravigliosa isola che politicamente fa parte della Spagna, geograficamente si trova in Africa e culturalmente è molto vicina al Sud America!
Gran Canaria è la seconda isola più popolata dell’arcipelago delle Canarie con quasi 850mila abitanti ed è la terza isola al mondo con la più alta varietà di piante: circa 2000 specie. Climaticamente è suddivisa in due dalla catena montuosa centrale (Roque Nublo) sulla quale si incontrano gli alisei creando un clima davvero particolare: il sud, infatti, più arido, è la zona in cui non piove mai, c’è sempre il sole, si trovano le spiagge di sabbia come la Playa del Inglès e le Dune di Maspalomas e sono stati costruiti tutti i villaggi turistici, il nord invece, con la città di Las Palmas, è la zona abitata sulla quale c’è un clima più umido e nuvoloso, dominano le scogliere  alternate a piccole spiagge con calette. Ogni zona presenta anche una varietà di clima ed è infatti possibile passare in poco tempo dalla costa calda del sud dell’Isola all’entroterra mite, attraversare valli e boschi sud tropicali o raggiungere la zona fredda montuosa (Le Cumbre), a volte addirittura innevata! La temperatura media non supera la maggior parte dell’anno i 24 gradi!

Io sono partita da Roma con Vueling insieme a 4 travel blogger romani conosciuti in viaggio. E’ stato il mio primo viaggio da sola e ne sono rimasta davvero affascinata, non solo per il posto meraviglioso, ma anche per aver rotto molti tabù! Per la prima volta ho guidato di notte da sola per il tragitto Roma-Napoli e viceversa ed ho avuto l’opportunità di conoscere delle persone meravigliose!
Hotel Dunas Suites & Villas
Appena arrivati all’aeroporto di Las Palmas, c’era lì ad attenderci la nostra guida italiana Cristina Monti, che in 5 giorni ci ha svelato tutti i segreti dell’Isola!

Abbiamo alloggiato all’Hotel Dunas Suites & Villas Resort, uno dei pochi Hotel Orizzontali di Gran Canaria, costruito con tanti villini e bungalow immersi nel verde, vicinissimo alle Dune di Maspalomas, raggiungibili a piedi! Il perdonale è stato molto cordiale e gentile. Ne ho approfittato subito per mettermi in costume e rilassarmi un pò a bordo piscina. Appena arrivata ho avuto un flash back: mi è sembrato di essere tornata in Messico, per la stessa vegetazione presente!

Dopo esserci rigenerati abbastanza, siamo andati a piedi alla Playa di Maspalomas confinante con i 250 ettari d dune, sulla quale è presente uno dei fari più antichi ancora attivo. A differenza dalle altre isole delle Canarie, Gran Canaria nella zona Sud del’isola è meno ventilata poichè l’effetto dei venti alisei è moderato dalla presenza delle montagne che trattengono le nuvole del Nord, lasciando il sole tutto l’anno! Situazione ottimale per chi dall’Italia vuole concedersi in inverno una pausa di sole e mare, senza arrivare Oltre Oceano, dato che dista solo 4 ore di volo!

Sul lungomare, alle spalle del faro, si trovano numerosi ristoranti, bar, Hotel e centri commerciali che animano la vita diurna e notturna di Maspalomas!

Ci siamo poi spostati nei pressi dell’Hotel Riu Palace per vedere le dune dell’alto! E’ stata un’emozione fortissima! Non ero mai stata nel deserto prima e camminare sulla sabbia fine delle dune, correre ed affondare su di essa è stato ancora più bello di quando l’ho fatto con la discesa della lava del Vesuvio!
Ma, la cosa più emozionante delle dune, è stato riscontrare che, a differenza del deserto del Sahara, che è immerso nel nulla, le Dune di Maspalomas sono a pochi km dal centro abitato e da una florida vegetazione! Uno degli ossimori che rendono così affascinante dall’isola Gran Canaria!
A Maspalomas, inoltre, è presente la spiaggia nudista più grande del mondo ed è il posto più popolato dai gay.

Dopo aver vissuto così tante emozioni nel solo primo giorno di viaggio. con all’attivo solo 3 ore di sonno, siamo tornati per cena in Hotel e poi ognuno nella sua camera per prepararci al meglio per l’indomani!
Il secondo giorno in Gran Canaria, ci siamo diretti a Nord verso la città di Las Palmas, la prima città coloniale spagnola dove, in via del tutto eccezionale, c’era il sole!
Appuntamento al caffè dell’Hotel Parque con le nostre guide e poi giro della città in bicicletta: dalla zona coloniale di Vegueta, alla parte del quartiere di Triana, Parque Doramas, Muelle Deportivo e per finire la spiaggia di Las Canteras!

Hotel Parque

Las Palmas de Gran Canaria è il capoluogo dell’isola di Gran Canaria, una città cosmopolita dove approdarono i colonizzatori spagnoli. La città può essere divisa in due zone molto distinte: la parte storica e la zona portuaria con la Playa de Las Canteras. Le origini della città risalgono al 1478 quando il comandante spagnolo Juan Rejòn sbarcò a Vegueta con il suo esercito e si accampò con il suo esercito dove oggi sorge l’Eremo di Sant’Antonio Abad, fondando il capoluogo di provincia che fu chiamato Real de Las Palmas. Ricevette però il suo nome ufficiale nel 1515 dopo la conquista di Gran Canaria. Ancora oggi conserva la sua anima coloniale.

Noi abbiamo iniziato il nostro giro in bicicletta dalla stazione degli autobus (Guaguas), accanto al monumento alla Vela Latina, che sovrasta il porto di Las Palmas, il terzo più grande dell Spagna dal quale partono le regate di vela per gli Stati Uniti. E, lasciatemelo dire, dalla foto, come forma mi ricorda tanto il porto di Napoli 😀

vela latina
Porto di Las Palmas
Con il nostro tour in bicicletta siamo giunti al Teatro Perez Galdos e poi alla casa di Colombo, che ricorda il passaggio nella città di Cristoforo Colombo quando scoprì l’America.

Teatro Perez Galdos

Casa d Colombo da dietro

Ci siamo fermati, poi, in una vera casa coloniale, la più antica del quartiere e che ora è di proprietà italiana: Casa Montesdeoca! Soffitti e balconi in legno, riccamente addobbata con quadri e lampadari storici! E’ stato come immergersi nel passato ed entrare nel 1500!

Successivamente, siamo passati per la “Calle de Los Barcones” così chiamata perchè ricca di balconi! I balconi erano uno status symbol. Più erano grandi più la famiglia era considerata importante!

Siamo poi arrivati alla Plaza del Pilar Nuevo, sulla quale si affaccia l’entrata della Casa de Colon, casa con portone gotico di inizio 500. Si distingue per i soffitti a cassettoni in legno e le decorazioni in pietra.

Casa de Colon

Proseguendo, siamo giunti alla Plaza de Santa Ana, dove si affacciamo le Casa Consistoriales (ex-municipio) ad ovest e la cattedrale ad est ed il Palazio del Obispo (Palazzo del Vescovo) a destra.
Tutte le città del sud America copiano questa piazza ed alcune anche la cattedrale!

La Cattedrale è tardo gotica che inizia nel 1500 ma si ferma a causa delle continue invasioni dei pirati. Quando viene ripresa nel 1700 di gotico non ha più nulla. Non è mai terminata. All’interno ha navate con archi a sesti acuti ancora gotici. Le palme è come se entrassero ed uscissero dalla cattedrale. L’arte Canaria si sviluppa come arte sacra.  Lo scultore più importante delle Canarie è Luján Pérez ed alcune sue opere sono in questa cattedrale.

La posizione della Cattedrale di Las Palmas segue la Teoria del triangolo magico di Dio: distanza perfetta tra gli ordini religiosi ed al centro la cattedrale.

Il nome Canarie viene da cani, intesi però come cani marini, nome con cui furono trascritti erroneamente i leoni marini trovati sull’isola. Troviamo, quindi, numerose statue e sculture di cani in giro per l’isola!

Poco più avanti è possibile scorgere la Plaza de Hurtado de Mendoza, conosciuta popolarmente come “Las ranas” (le rane). Qui vicino troviamo il Gabinete Literario che era in precedenza un teatro (teatro Cairasco, da cui prende nome la piazza antistante, a pochi metri troviamo la casa Museo Perez Galdos ed un pò più in là il primo teatro dell’isola, che prende il nome dal celebre scrittore Perez Galdos.

Abbiamo fato una piccola sosta all’Hotel madrid, anch’esso in stile coloniale e poi un giro per le vie più commerciali della città, che però sono pedonali e quindi non potevamo attraversare in bicicletta.

Dopo aver attraversato di nuovo il lungomare con una bellissima e lunghissima pista ciclabile, siamo giunti alla Playa de Las Canteras, oltre 4 km di spiaggia dorata a disposizione dei residenti dell’isola, protetta come una scogliera naturale conosciuta come La Barra.
Mi hanno colpito molto i lampioni a forma di vela, la sabbia dorata ed il mare cristallino!
I canari, inoltre, sono soliti preparare delle maestose sculture di sabbia. Molto affascinante questa nella quale ci siamo imbattuti che ripropone la scena dell’inquisizione. facendo due chiacchiere con la scultrice, ci ha detto che ha impiegato 8 giorni per realizzarla ed è ancora incompleta!

Ci siamo poi fermati per pranzo al Ristorante De Enyesque proprio sulla Playa De Las Canteras insieme alla responsabile del turismo in Gran Canaria: Victoria Hernàndez dove abbiamo mangiato un pranzo luculliano con le specialità locali (di cui vi parlerò approfonditamente in un secondo articolo).

Dopo pranzo, ci siamo diretti al Porto de Las Nieves di Agaete, dove subito risalta all’occhio il cambio di paesaggio. Non più mare calmo e cristallino e spiagge dorate, ma scogliere rocciose e mare agitato, caratteristica presente in tutta la zona settentrionale dell’isola!

Il Paseo de los Poetas è una promenade molto piacevole, ricca di ristoranti di frutti di mare, negozi di artigianato e gallerie. Partendo dal porticciolo potrete concedervi una piacevole passeggiata sotto il sole. A testimoniare il ricco passato storico di questo villaggio, una piccola cappella situata nella piazza principale, conosciuta come la Ermita de las Nieves, che nasconde un vero tesoro – un trittico risalente al XVI secolo che raffigura la Vergine col Bambino, dipinta dal famoso pittore fiammingo Joos van Cleve.

Sull’estremità meridionale di questo villaggio troverete il Dedo de Dios (il dito di Dio). Si tratta di un esile pinnacolo di basalto di 30 metri di altezza che s’innalza dal mare, proprio di fronte alle spettacolari scogliere coronate dal Pinar de Tamadaba (una vasta pineta). Nel 2005, fu colpito dalla tempesta tropicale Delta, ma pur essendo stato danneggiato rimane ancora un must da non perdere e una buona ragione per scattare foto davvero uniche. Sulla facciata di una casa del paesino, è raffigurato il Dedo de Dios prima e dopo la tempesta!

Dedo De Dios

Il terzo giorno, ci siamo diretti al centro dell’isola sul Gran Canyon di Gran Canaria! Un posto davvero affascinante che non ricorda nulla dei paesaggi visti fino al giorno prima!

Siamo saliti fino su al villaggio di Fataga, passati per la valle delle mille palme ed abbiamo visitato la zona percorrendo il sentiero per appassionati di trekking fino al Roque Nublo, un monolite alto 67 metri, vicino al quale sono situate altre due rocce ce sembrano delle statue: una a forma di rana e l’altra a forma di prete!

Roque Nublo

Abbiamo ammirato la vegetazione del loco e Cristina ci ha spiegato che gli aghi dei pini canari vanno di 3 in 3. Si auto innaffiano con l’umidità, resistono al fuoco ed alla siccità ed il loro parente botanico è il pino dell’Himalaya.

Percorrendo il percorso per andare verso l’Hotel Paradores, un’oasi di pace e relax nel bel mezzo delle montagne, non potevamo notare che c’è una zona in cui cresce anche qualche Tajinaste rosso (questa particolare e unica pianta endemica è visibile quasi esclusivamente all’interno del Parco Nazionale del Teide, a Tenerife) e zone in cui coltivano sui lapilli!

Siamo poi andati a fare una degustazione del Fronton De Oro, il vino premiato canario, a La Casa Del Vino di Santa Brigida.
Su tutta l’isola circa 450 ettari di vigneti. Produzione molto piccola. La denominazione del vino è uguale per tutta l’isola ed è Gran Canaria.Il vino viene lasciato fermentare in botti da 150 litri di rovere francese. Ci sono 32 varietà diverse di uva e 2 varietà di Malvasia: aromatica e vulcanica.

Dopo il pranzo a La Casa del Vino, ci siamo diretti a Bandama per visionare la caldera vulcanica più grande delle Canarie dall’alto! Spettacolare, che spicca per la sua morfologia, ma non ha dimensioni particolarmente grandi (profondità poco più di 200mt e diametro di circa un chilometro).

Non poteva mancare poi una visita al giardino botanico di Gran Canaria, per visionare la grande varietà di piante presenti su quest’isola! Solo di aloe esistono una marea di varietà: una vera scoperta!

Serata a Maspalomas tra i localini del lungomare!

Nella quarta giornata di viaggio, abbiamo visionato ancora un’altro aspetto dell’isola. Incredibile, vero? Dopo le dune, le spiagge dorate, le montagne e le scogliere rocciose, mancavano i paesini di pescatori a Sud Ovest!

Siamo partiti dal caratteristico molo di Arguineguìn, nel quale è situato l’altare per la Madonna protettrice dei pescatori, per prendere il traghetto Blue Burd in direzione Mogàn.

molo di Arguineguìn

Lungo il tragitto in traghetto ho avuto modo di poter osservare i numerosi sport acquatici, i grandi hotel costruiti lungo la costa e la scogliera frastagliata dal mare.

Siamo infine giunti nel bellissimo e, scusate la ridondanza, caratteristico Puerto di Mogàn, definito la piccola Venezia!

Questo delizioso porto di pescatori offre un turismo meno di massa rispetto alle località balneari della vivace Playa del Inglés e Maspalomas. Il lungomare, è un villaggio vacanze costruito da edifici che non superano i tre piani di altezza, senza traffico e con case colorate realizzate in stile mediterraneo, che aprono le porte a vicoli stretti, tutti graziosamente fiancheggiati da piccoli giardini e fioriere ricche di fiori, per lo più buganvillee che si esibiscono in una vasta gamma di colori.

Ricco di ristoranti puliti e ordinati, caffè alla moda,  bar con musica jazz e al pianoforte che circondano la flotta peschereccia locale, che è ancora operativa, è il luogo perfetto per una passeggiata serale e anche per una romantica cena al tramonto. Noi però ci siamo dovuti “accontentare” di un pranzo vista mare!
Devo aggiungere, inoltre, che di venerdi mattina, quando siamo andati in visita al Puerto di Mogàn, era giorno di mercato e quindi pieno di gente, ma generalmente è molto più tranquillo!

Dopo tanto girovagare, infine, un pò di relax in un “paradiso terrestre”: al Beach Club Maroa ad Anfi de Mar, caratterizzato da un’artificiale spiaggia caraibica, hotel con multiproprietà e zona privè nel beach Club, dove abbiamo potuto degustare un ottimo Mojito di benvenuto, fare il bagno a mare (riscontrando che l’acqua è fredda come quella della Turchia), prendere un pò di sole e poi degustare un ottimo aperitivo con specialità locali!

L’ultimo giorno in Gran Canaria ci siamo concessi un vero lusso: una mattinata di SPA rigenerante all‘Hotel Costa Meloneras, la SPA più grande di Spagna!
Non ho molte foto sia perchè non era permesso farlo per privacy, sia perchè ho preferito rilassarmi!
Posso dirvi, però, che il percorso benessere è davvero grandioso! Si parte della sala dell’utero materno, con letti con materasso ad acqua e musica soft per rilassarsi rivivendo la sensazione dell’utero materno, appunto. Si passa poi alla sala di sala rosa dell’Himalaya, per poter beneficiare dei poteri magici di questa preziosa pietra ed al bagno turco. Poi c’è il percorso kneipp, con acqua fredda e calda e la doccia di pioggia tropicale e la parete di marmo per la schiena. Si passa poi alla terza sala caratterizzata da bagno turco, sala relax con lettini e piscina galleggiante. Quarta sala con sauna e igoo e poi su in piscina per un bel bagno con vasca idromassaggio!
ne sono uscita davvero rigenerata!

Hotel Costa Meloneras

Prima di salutare Gran Canaria, poi pranzo al Lopesan Hotel Baobab, costruito riproducendo l’ambientazione della Savana e dalle cui Suites si vedono le dune!
Hanno riprodotto anche il Rio, con un fiume di piscina che attraversa tutto il villaggio ed animali esotici che spuntano da ogni angolo!
Insomma, davvero un bel modo per salutare un’isola che ha offerto tanto ed avere già nostalgia di 5 meravigliosi giorni trascorsi in Gran Canaria!
Lopesan Hotel Baobab

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