Cravatta da donna con O-blio

La cravatta da donna è un trend sempre più diffuso sulle passerelle dell’alta moda per uno stile da donna dandy e di classe.
Quando si parla di cravatta, generalmente, la prima idea che viene in mente è la classica cravatta da uomo larga 10cm, da portare con abito per le occasioni formali o da sera.

 

Con O-Blio, giovane brand del made in Italy, invece, la cravatta cambia forma ed occasione d’uso, diventa una cravatta sottile adatta sia per gli uomini che per le donne, non più, quindi, solo una cravatta da uomo, accessorio classico dell’abbigliamento maschile formale e da sera, ma mezzo di espressione della propria personalità.

La cravatta diventa un accessorio sia maschile che femminile, da indossare per infrangere le regole, distinguersi dalla massa ed esprimere la propria personalità in ogni occasione.
La tendenza delle donne con le cravatte è iniziata agli inizi del 19° secolo, cominciando ad attirare l’attenzione. Le pioniere del movimento femminista, come George Sand, iniziarono a vestirsi come gli uomini ed indossare la cravatta per rivendicare la loro emancipazione.
Ma molto prima di quell’epoca, la cravatta faceva già parte degli accessori di alcune dame dell’alta società. Non si trattava di vestirsi come un uomo, ma come una donna chic ed elegante, dallo stile dandy.
Infatti, il contrasto suscitato dal carattere mascolino di questo accessorio sottolinea maggiormente la loro femminilità. Questa moda è stata rilanciata anche dalle cantanti rock della nuova generazione, come Anna Tsuchiya, l’omologa della canadese Avril Lavigne.
Insomma, la cravatta diventa un accessorio più ironico che può essere indossato con un paio di sneakers piuttosto che con un mocassino.
Con O-Blio i vecchi canoni stilistici cambiano rotta facendo spazio all’espressione della propria personalità.
Le cravatte O-Blio, rigorosamente made in Italy, sono tutte realizzate a mano da sarti esperti per garantire la qualità del prodotto ad un prezzo contenuto.
La cravatta, quindi, diventa un accessorio  che si compra online, si condivide sui social, per mostrare il proprio outfit ai follower di Instagram o agli amici di Facebook magari durante una serata in discoteca ed adatta soprattutto ai giovani che la indossano non per obbligo, ma come segno distintivo della propria personalità.

 

Le donne hanno diverse possibilità di indossare la cravatta. Possono prendere in prestito una normale cravatta dal marito e usarla come accessorio per quasi ogni tipo di look. Oppure possono acquistare una particolare cravatta da donna. Una cravatta tipicamente femminile è in genere molto stretta o particolarmente decorata, proprio come quelle di O-blio. Inoltre le donne amano anche le cravatte in stile anni settanta e molto stravaganti.
Ma come va indossata?
Le cravatte da donna possono essere annodate come quelle maschili. Le varianti più comuni sono il Four-in-hand, il Windsore il cosiddetto piccolo nodo. Più elaborato è il tipo di nodo, tanto più si accorcia la cravatta. Diversamente dall‘uomo, il nodo non deve essere molto tirato, ma deve essere lasciato più sciolto e disinvolto, da far sembrare il nodo molto simile a un fiocco.
Rispetto agli uomini, le donne hanno la possibilità di indossare la cravatta in diversi modi: come sciarpa, annodarla a un vestito o come cintura al pantalone. Come fascia per capelli, come benda o come scialle la cravatta risulta sempre essere perfetta. Inoltre può essere usato come un cappello o come un foulard da annodare al manico della borsetta. Quindi non vi resta che dare spazio alla vostra fantasia!
Se avete un fisico esile, potete permettersi di indossare qualsiasi tipo di cravatta da donna: molto stretta, larga in stile anni settanta o una cravatta da uomo. Se invece avete più curve, dovete evitare le cravatte molto sottili che tendono a mettere in risalto le rotondità. Le donne trasandate e mascoline possono, invece,  indossare cravatte dalle tonalità molto luminose e decorate in modo da mettere un interessante contrappunto. Al contrario, sono da evitare le cravatte business e le cravatte da uomo.

 

 

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