Intervista a Lorena Baricalla

Lorena Baricalla, ore e ore davanti alla sbarra, il suono metallico del gesso delle punte delle scarpette sul pavimento in legno, gli specchi, duri e intransigenti, il respiro accellerato che si trasforma in sospiro, la ragazza d’acciaio, che passa la vita tra plies, pirouette, arabesque, che ha calcato i più importanti palcoscenici del mondo, danzando con il grande Nureyev, Eric Vu An etoile dell’Opera di Parigi e Frederic Olivieri etoile dei Balletti di Monte-Carlo e già direttore della Scala di Milano. duettando con artisti come  José Carreras, Montserrat Caballé, entra in una nuova dimensione, non per questo meno affascinante, nel mondo della moda, come brand testimonial.
Un approccio colto alla moda, mai didascalico o ripetitivo: Lorena Baricalla “interpreta” passioni e concezioni stilistiche di brand internazionali, come una libellula, delicata e affascinante, ma in realtà precisa e vigorosa, con il suo carattere forte   forgiato dalla sua attività. E’ l’identico intuito creativo, il suo, che l’anima sulla scena e nella vita dove è diventata un personaggio cult, donna che veste la moda, la interpreta, la sua è la filosofia del createur.

Lorena come  è nata questa passione di “prestarti” alla moda?

Mi sono voluta confezionare una fiaba su misura: passo la vita, giustamente, con la piena consapevolezza della disciplina, degli orari, le prove, continue e ripetitive,  il freddo che mi abbassa la voce, la mia vita, bella e affascinante, appagante ma anche “impegnativa”. E allora, dato che molte aziende me lo chiedevano ripetutamente, mi sono voluta creare una fiaba, un momento di emozione senza  labirinti di orari e di orologi, senza stress.
Come scegli i tuoi capi?
Quello della scelta è il momento che prediligo, questa è la mia fiaba, inventare e colorare attimi di avventure, un colore violento che mi inebria, il nero che mi diverto a personalizzare, il bianco che diventa  pagina bianca e la luce che ne esprime il bagliore, facendomi sentire giocoliera dell’aria e di luce, e poi i gioielli, bagliori e forme  senza tempo, scarpe affascinanti, da novella cenerentola
Com’è stata la sua Fashion Week a Milano?
Estremamente intensa, con tempi cronometrati per riuscire a seguire il ritmo di tutti gli appuntamenti ed incontri. Lo scopo principale era quello di fare i fittings di 25 outfits per il Golden Foot Award Monaco, un evento internazionale con il Patronato del Principe Alberto di Monaco della durata di 4 giorni, di cui sono la Master of Ceremonies in 5 lingue.
L’evento, seguito dalle televisioni e media di tutto il mondo, vedrà la premiazione dei migliori campioni di football mondiali e, in questa edizione, sarà premiata anche Mia Hamm, in America considerata un mito, prima donna americana che lascia le sue impronte sulla Champions Promenade prestigiosa, compare nella lista FIFA dei 125 migliori giocatori viventi , scelto da Pelé. Mia Hamm ha anche creato un'organizzazione nazionale senza scopo di lucro, la MIA HAMM FOUNDATION, che è dedicato alla raccolta di fondi e di sensibilizzazione per le famiglie che hanno bisogno di un midollo osseo o trapianto di sangue del cordone.

 
E’ rarissimo poter avere notizie del backstage. Ci può raccontare come ha vissuto queste giornate?
Sono stati momenti  fantastici, carichi di energia, di creatività, incontri, emozioni….insomma di passione per l’arte, lo show, la moda. Anche se molte delle foto scattate esprimono divertimento il lavoro è stato rigoroso e di alto livello professionale da parte di ognuno. Abbiamo tutti la fortuna di fare un lavoro che ci piace!
Chi ha curato i suoi look?
Paola Emilia Monachesi,  nota manager del settore e Fashion Director della Promo Art Monte-Carlo Production che cura la produzione dell’evento Golden Foot Award Monaco. Paola è una mia carissima amica ed sta facendo un lavoro eccezionale curando ogni dettaglio.
 
Che modelli ha scelto?
Sono tutti abiti delle collezioni 2015 che vestirò in anteprima mondiale. Sono veramente molto eccitata e felice. Vi sono outfits del fashion designer brasiliano Uel Camilo e della stilista e modella russa Sveta, entrambi basati a Milano.
Come si è svolto il fitting degli abiti di Uel Camilo?
Conosco Uel dall’anno scorso ed è stato molto bello ritrovarsi, è una persona sensibile e dedita alla sua passione. Il fitting dei 5 abiti da red carpet che indosserò durante la serata di Gala si è svolto nel suo atelier ed è stato difficilissimo fare una scelta.
Ci può accennare a come sono questi nuovi modelli?
Naturalmente questo è top secret fino al giorno del Gala e sarà una sorpresa!
E come si è svolto l’incontro con Sveta?
E’ stato dal primo istante come essere amiche da sempre. Sveta è una persona speciale. Il fitting è stato divertente e creativo e si è svolto con l’aiuto della stylist e modella Anastasia. Per provare questi modelli molto glam rock sono stata accolta con grande disponibilità nello Pizzini Showroom e dalla Guitar Press Office di Marta e Raffaella Godi, un nome noto a tutti nel panorama della moda.
E le scarpe?
Porterò le meravigliose creazioni del designer internazionale Joshua Fenu che cura anche l’immagine di numerose celebs. La nuova collezione 2015 mi ha davvero entusiasmata ed ho scelto una quindicina di modelli.
In tutta questa sua maratona della moda è riuscita anche a partecipare ad eventi della Milano Fashion Week?
Sì, certamente! Sono stata alla private presentation & dinner di Joshua Fenu vestendo un abito di Uel Camilo. Ed anche al Be Cool di Ramponi, che realizza meravigliosi ricami nonché alla presentazione di Daniele Carlotta che mi ha ricordato Sarah Bernardt per l’ispirazione dei modelli. In entrambi i casi portavo un outfit di Sveta.
Ha un aneddoto da raccontare?
Me ne viene in mente proprio uno! A causa dell’intenso traffico in quei giorni a Milano, sono stata costretta ad indossare l’abito di Uel Camilo per l’evento di Joshua Fenu, nel parcheggio sotterraneo trasformato in camerino per l’occasione. Certamente qualcosa di inusuale!

 

 

 

 

 

 

Interview by Cristina Vannuzzi Landini

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