La nuova campagna Wind by OgilvyOne

Dopo avere parlato al pubblico di trasparenza, chiarezza e semplicità, Wind si concentra sul” tema della vicinanza”. E lo fa da vera marca leadersicura dei propri valori e sicura del fatto che questi valori possono essere riconosciuti dal pubblico: con il supporto dell’agenzia pubblicitaria OgilvyOne Wind produce così un piccolo pezzo di cinema, un cortometraggio destinato al campo del web che ha come tema i rapporti umani.

La tecnologia ci ha avvicinato. Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.


Flashback: un bambino in mezzo alla campagna, d’estate. Una scena piena di sole e magia.
Una musica molto suggestiva sottolinea le immagini.
Presente: un uomo cammina per le vie di Londra: è l’uomo che ha avuto il flashback e che sta ricordando alcuni momenti della sua vita da bambino prima e da adolescente poi. Flashback. Lui da bambino che gioca con il papà: quest’ultimo lo spruzza con la canna dell’acqua. Stacco, Londra: l’uomo ora ha in mano un cellulare, con il numero di “Papà” selezionato. Però l’uomo non chiama.
Poi entra in un locale, si siede, ordina un caffè, tira fuori di nuovo il cellulare e conpone l’inizio di un messaggio da mandare al papà: però, di nuovo, non lo finisce e non lo invia.

Flashback: lui bambino nei campi al tramonto con in mano un fiore, in braccio al papà.
Lui che sale su un albero con il papà. Presente: il nostro protagonista nella cucina di casa, con la sua famiglia.
E’ davanti al computer, con una mail aperta: sullo schermo si legge soltanto: “Papà”. Lui non invia la mail, e chiude il computer. Lo vediamo fare una borsa e partire. Sull’aereo, lo vediamo guardare sul tablet una foto di lui da bambino con il papà.
Flashback: lui bambino in un campo di grano d’estate.
Presente: lui che sull’auto percorre una strada in mezzo ai campi di grano.
Flashback: il papà che lo mette a letto.
Lui adolescente che viene sorpreso dal papà in camera mentre si bacia con la ragazza. Il papà, nascondendo a malapena un sorriso d’orgoglio, chiude la porta e se ne va, facendo finta di niente.
Presente. Lui che guida in auto.
Flashback: lui con il papà di fianco che gli insegna a guidare. Lui fa sussultare la macchina e il papà, teso come una corda di violino, lo invita a fare piano.
Lui a cena con il papà che guarda con delusione il tatuaggio.
Lui che parla con il papà in camera.
E lui che saluta la mamma e poi il papà, con un po’ di imbarazzo. E’ il momento in cui se ne è andato via da casa.

Presente: il nostro protagonista suona al cancello di casa. Una casa che si affaccia sul mare. Ma non risponde nessuno.
Flashback. Lui, sempre quel giorno in cui ha lasciato la casa di famiglia, che esce da quel cancello.
Presente: il nostro protagonista trova, come sempre, la chiave nascosta sopra il cancello. Apre e entra.
Scruta fra le finestre: ma dentro non vede nessuno.
Ma ogni cosa che guarda e tocca gli ricorda l’infanzia e il papà.
Flashback: il papà che gli ha tolto le rotelle dalla bici.
Ora è sulla terrazza di casa, sotto c’è il mare. Prende di nuovo il telefono, seleziona di nuovo il numero del papà.
Non lo chiama.
Flashback: lui bambino con il papà in acqua fra gli scogli che lo invita a tuffarsi. Fa freddo e lui esita un po’,
ma poi si decide: si spoglia e si tuffa.
Lui e il papà che giocano e scherzano in acqua.
Presente: ora guarda il mare e vede un uomo nuotare. Lo riconosce subito, è il papà.
Anche il papà lo vede e lo riconosce.
Lui scende fra gli scogli ed esita davanti all’acqua.
Ora vediamo padre e figlio uno davanti all’altro, nell’acqua: i due cominciano a parlare, proprio mentre un super dice:
A volte, per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto.

Il video del cortometraggio Wind si fa portavoce di un messaggio forte ma allo stesso tempo veritiero: al giorno d’oggi la tecnologia è fondamentale ma rischia di farci perdere il contatto con il mondo. Protagonista è un figlio che decide di mettersi in cammino per andare a parlare con il papà che non vede da tempo. Prova più volte a contattarlo via telefono, email, tablet, strumenti al giorno d’oggi indispensabili nella nostra vita che hanno cambiato il nostro modo di relazionarci, ma poi getta sempre la spugna, ricorda ai momenti trascorsi insieme, quando la tecnologia non c’era…fino a quando non si ritrova faccia a faccia con il padre.

Perchè la tecnologia è importante, ma è altrettanto importante conservare dei rapporti che profumino di vita, che abbiano come secondo termine di paragone un essere umano e non di nuovo lo schermo di un pc.

 

 

 

 

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