La mia vita non proprio perfetta di Sophie Kinsella

Nella società dell’apparire quale quella odierna, in cui conta molto di più l’apparire che l’essere, un libro che analizza ed ironizza la nostra quotidianità attraverso la storia di una giovaneTutti abbiamo vite meravigliose e stra invidiate sui social, ma poi ci ritroviamo a fare i conti con lo stipendio a fine mese, i lavori mal pagati o non retribuiti, la solitudine delle nostre esistenze e delle false amicizie…e come sempre Sophie Kinsella è riuscita a cogliere nel segno con un nuovo bellissimo romanzo che mette in luce la società patinata dei giorni nostri. 

“La mia vita non proprio perfetta” è una commedia agrodolce che gioca con grande arguzia sul tema dell’apparire. Quante persone al mondo cercano di dare un’immagine di sé che non corrisponde affatto a quella vera, soprattutto sui social?

La mia vita quasi perfetta

«Il mio cappotto è bello caldo, anche se l’ho pagato 9 sterline e 99 al mercatino delle pulci. Aveva l’etichetta “Christian Bior”, ma l’ho staccata appena sono arrivata a casa.
Non si può lavorare dove lavoro io e avere un cappotto con l’etichetta “Christian Bior”. Si può avere un autentico Christian Dior vintage. O qualcosa di giapponese. O magari nessuna etichetta perché ti fai i vestiti da sola utilizzando stoffe retrò che scovi al mercato dell’antiquariato.
Ma non “Christian Bior”.»

Katie è una ragazza di campagna di ventisei anni il cui sogno è diventare una londinese con la L maiuscola. Adora la vita della grande metropoli scintillante, ma il punto è che non se la può permettere. Come tante persone della sua età fa fatica ad arrivare alla fine del mese, anzi della settimana, tra stage mal pagati e lavori a termine è sempre a corto di soldi, vive in uno spazio minuscolo in coabitazione con altri ragazzi con cui non va esattamente d’accordo, si veste solo con abiti presi al mercato, mangia come un uccellino, ma nonostante tutto ciò resiste. Katie fa credere a tutti di avere una vita fantastica postando su Instagram foto patinate e modaiole, ma la verità è tristemente un’altra. Lei vorrebbe diventare come Demeter, anzi essere Demeter, la sua responsabile nella famosa agenzia di marketing in cui ora lavora, una quarantenne realizzata nella professione e nella vita, piena di glamour, sicura di sé e molto egocentrica. Ma quando improvvisamente Katie rimane di nuovo senza lavoro, è costretta a tornare a vivere dai genitori nel Somerset. Mortificata, vede svanire il suo sogno di carriera, ma ancora non sa che la partita è tutta da giocare. Ancora una volta Sophie Kinsella dimostra un talento e una sensibilità ineguagliabili nel raccontare storie con grande empatia e ironia.

 

Un romanzo che fa riflettere su quanto sia importante apparire e quanto invece essere, sull’idolo dei nostri sogni e di cosa siamo disposti a fare per realizzarli. A volte non ce ne rendiamo conto, ma per apparire e voler diventare a tutti i costi ciò che vorremmo, rischiamo per perdere ciò che invece conta davvero.

Un libro che va letto e riletto, magari approfittando proprio dei bei ponti primaverili 😉

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