Barcellona in due giorni: cosa vedere, dove dormire, dove mangiare

Sono tornata da poco da un bellissimo viaggio a Barcellona, una città in cui ero già stata altre cinque volte, ma dalla quale mancavo da 11 anni.
Sono partita da Civitavecchia in nave con la Grimaldi Lines con la mia amica e collega Rossella (in un altro post vi spiegherò il perché di un viaggio in mare) e, dopo 24 ore di viaggio, nonostante la stanchezza, Barcellona ti rapisce!
Arrivare a Barcellona via mare è un’emozione indescrivibile. Appena arrivata, sono stata subito colpita dai suoi numerosi colori. Una città colorata proprio come piace a me, i cui colori ti riempiono il cuore e l’anima in un vortice di emozioni indescrivibili.

 Barcellona

Potrei tornarci altre mille volte, ma, proprio come Napoli, è una città la cui bellezza non stanca mai.
Questo viaggio, inoltre, l’ho sentito particolarmente mio perché, dopo quasi due anni di soli blog tour, ha rappresentato un po’ un ritorno all’anima iniziale del mio blog ed al piacere dell’organizzare i viaggi iniziando già a fantasticare e studiare gli itinerari da casa, chiedendo informazioni, consigli, commettendo anche errori, sbagli e vivendo appieno la città.

Purtroppo abbiamo avuto soltanto due giorni a disposizione per visitarla, ma siamo riuscite ad ottimizzare al meglio i tempi per riuscire a vederla tutta. Di grande aiuto c’è stato il “Bus Turistic“, l’autobus turistico ufficiale di Barcellona, che, attraverso tre linee, copre l’intera città fermandosi nei principali punti di interesse, dando la possibilità di scendere, visitarli e poi prendere l’autobus successivo per completare il tour. Durante il tragitto, inoltre, attraverso delle cuffiette personalizzate in base alla lingua, è possibile seguire l’itinerario attraverso le spiegazioni di una guida locale. Il costo è di soli € 29,00 per un giorno o € 39,00 per due giorni, e permette davvero di godere al meglio la città, muovendosi senza problemi da un punto all’altro.

La Pedrera Barcellona

Abbiamo pernottato alla Pension Ciudadela nel quartiere del Born, di fronte alla stazione de Francia ed a pochi passi dalla spiaggia della Barceloneta e dal porto. La scelta non è stata casuale perché avevamo sia l’arrivo che la partenza a Barcellona in piena notte ed in questo modo c’è stato facile raggiungere il porto in taxi a soli € 7,00 a tratta.

Estacion De Francia Barcelona

La prima sera, appena arrivate, abbiamo preso subito confidenza con il quartiere del Born, che per molti versi è molto simile al cento storico di Napoli con le viuzze strette ed i numerosi localini per gli aperitivi che servono tapas, mojito e sangria.
Ci siamo, quindi, subito immerse nella cultura locale mangiando tapas e bevendo sangria, un modo di pranzare o cenare che ricorda gli aperitivi milanesi. Si ordina da bere e poi si prendono i piatti che si desidera, sia caldi che freddi e il prezzo varia a seconda di quello che contiene. Possono essere affettati, oppure il tipico polpo alla gallega, calamari fritti, carne, patate ripiene, formaggi, polpette, la famosa tortilla e tanto altro.

Pension Ciudadela Bacelona  

Il giorno dopo è invece iniziato il vero tour della città.

Abbiamo seguito per il primo giorno la linea rossa dell’autobus turistico mentre il secondo giorno quella blu. Se avessimo avuto anche un terzo giorno a disposizione avremmo preso anche la verde che arriva al parco della Ciudadela, ma che per questioni di tempo abbiamo dovuto saltare.

Giorno 1

Siamo partire da Passeig de Gràcia, l’arteria principale del quartiere modernista dell’Eixample, zona eletta dalla borghesia catalana dell’epoca quale sede dei propri spettacolari palazzi, dove si trovano le case più belle realizzate da Antoni Gaudi, il grande maestro del Modernismo catalano che ha reso Barcellona una città unica: la Pedrera o casa Milà e Casa Batlló.

 La Pedrera Barcellona

 

Casa Batlló

Siamo state prima nella bellissima Casa Battló, al civico 43, la cui struttura è ispirata alle squame ed ai movimenti sinuosi dei pesci. Già vederla dall’esterno è uno spettacolo con le sue numerose vetrate tutte colorate, ma l’interno è un vero spettacolo.
La visita guidata è effettuata con delle audioguide e telefonini che permettono di risalire a com’era la casa all’epoca. Un viaggio emozionale lungo porte t beef guanti, scalinate asimmetriche, balconi interni dalle tonalità del blu che si schiarisce man mano che si sale, che ti porteranno nel mondo meraviglioso del Gaudi! La visita è davvero spettacolare e vi consiglio vivamente non soffermarvi solo all’esterno della casa. Del resto, è Considerata una delle opere più originali del celebre architetto, dichiarata, nel 2005, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Casa Batllò Barcellona

Casa Batllò Barcellona Casa Batllò Barcellona Casa Batllò Barcellona Casa Batllò Barcellona Casa Batllò Barcellona

Casa Batllò Barcellona Casa Batllò Barcellona

Casa Batllò Barcellona

Casa Batllò Barcellona Casa Batllò Barcellona

 

Casa Amatller

Adiacente a Casa Batlló, vi è la Casa Museu Amatller, un edificio modernista costruito dall’architetto Josep Puig i Cadafalch su commissione del cioccolataio Antoni Amatller, tra il 1898 e il 1900, che ideò una sorta di palazzo gotico urbano, con una facciata piana, un patio centrale e una scala che conduce alle abitazioni.
È possibile vedere ancora oggi gli arredi originali che ci porteranno indietro nel tempo in un viaggio storico senza pari. Purtroppo non è prevista audio guida in italiano ma sono in inglese e spagnolo.

 Casa AmatllerBarcellona

Casa Amatller Barcellona

Casa AmatllerBarcellona Casa AmatllerBarcellona Casa AmatllerBarcellona Casa AmatllerBarcellona

La Pedrera

Sull’altro lato del marciapiede di Passeig de Gràcia, al civico 92, vi è l’altra eccellenza architettonica del Gaudi: casa Milà, meglio conosciuta come La Pedrera (cava di pietra). Anche quest’edificio, costruito su un lotto angolare composto da sei piani, su ognuno dei quali ci sono otto appartamenti, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Oltre alla facciata esterna, sono davvero spettacolari il cortile interno e la terrazza panoramica, che ricorda i camini delle fate della Cappadocia, sulla quale in estate vengono organizzati dei bellissimi aperitivi al tramonto. La facciata esterna dell’edificio è rivestita di pietra grezza; fu proprio questa particolarità che le avvalse l’appellativo de La Pedrera. In effetti l’edificio presenta l’aspetto di parete rocciosa, ondulata, plasmata da forze geologiche, grandioso basamento di una statua alla vergine del Rosario che Gaudí intendeva collocare in sommità. L’intero edificio è quindi privo di linee rette, perfino le piante dei cortili interni e degli appartamenti seguono un disegno curvilineo, anticipando l’intuizione del “plan libre” di Le Corbusier.

Terminate le visite alle tre bellissime case, sosta da Starbucks e poi prints a prendere il Bus Turistic direzione Montjuic, passando per la stazione de Saints e Plaza de Espana, dove l’ultima volta, nel 2008, ero stata per la fiera del fast fashion Bread and Butter, poi spostata a Berlino.

 La Pedrera Barcellona La Pedrera Barcellona La Pedrera Barcellona

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Montjuic

Montjuic, il cui nome significa “monte degli ebrei”, dovuto probabilmente alla presenza di un cimitero ebraico sulla montagna, è un promontorio di 173 metri d’altezza situato a sud di Barcellona, da cui è possibile ammirare un panorama pazzesco su tutta la città. Da lì parte la teleferica, resa famosa nel film “l’appartamento spagnolo” che porta in alto fin su al castello ed al belvedere panoramico. Già solo la veduta dalla teleferica rende spettacolare la visita. Se fatta, poi, al tramonto, la magia è unica.

Montjuic Montjuic Montjuic Montjuic Montjuic Montjuic Montjuic Montjuic Montjuic

Dopo avere ammirato il tramonto più bello di tutta Barcellona, abbiamo ripreso il bus e siamo andati a fare un giro turistico alla Rambla del mare, prolungamento della celebra strada barcellonese, il Maremagnum, noto centro commerciale ed il Port Olimpic, noto per i numerosi ristorantini di pesce e per i locali per la movida notturna.

Statua Cristoforo Colombo Rambla del Mar Rambla del Mar

Siamo poi rientrate in albergo, il tempo di una doccia e poi dritte fino alla Barceloneta per mangiare una buonissima paella marisco da “El Rey de la gamba”.

paella

 

Giorno 2

Barrio Gotico e Born

Il secondo giorno siamo partite a piedi dal quartiere del Born, che di sera si trasforma nella location ideale per gli aperitivi barcellonesi. Abbiamo visitato il Born Cultural Centre dove è possibile ammirare le rovine della Barcellona del 1714 attraversando tre secoli di cultura catalana.
Siamo poi state alla Chiesa Santa Maria Del Mar, una grande chiesa gotica di Barcellona, dal 1923 insignita del titolo di basilica minore, rifugio e protezione di tutti i marittimi. Da lì è iniziata una bella passeggiata nel Gotico barcellonese dal quartiere del Born fino al Barrio Gotico adiacente fino ad arrivare alla cattedrale: bella, imponente, maestosa!

 El Born BarcellonaEl Born Barcellona El Born Barcellona El Born BarcellonaEl Born BarcellonaEl Born Barcellona El Born BarcellonaCattedrale barcellonaCattedrale Barcellona Cattedrale Barcellona Cattedrale Barcellona

La Rambla

Dalla cattedrale ci siamo allungate alla Rambla, la celebre strada degli artisti che collega Plaza Catalunia fino al porto dove c’è la statua di Cristoforo Colombo che indirizzo fa il mare. Una passeggiata sulla Rambla è davvero suggestiva, ricca di botteghe di fiori, artisti di strada ed il caratteristico mercato al coperto dove è possibile comprare frutta, verdura e generi di prima necessità in un’esplosione di colori unici!
Se siete amanti del genere fantasy, vi consiglio di fermarvi al localino “Il bosco delle fate”, vicino al Museo delle cere nei pressi della statua di Colombo. All’interni, tra i tavoli, è riprodotto un bosco fatato con fontanelle, statue di fatine e suoni, soffitti stellati ed elementi magici.

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Casa De Les Punxes

Siamo arrivate a Plaza Catalonia ed abbiamo preso l’autobus linea blu.
Ci siamo fermate di nuovo a Passeig De Grácia davanti alla Pedrera, per andare alle sue spalle a visitare Casa De Les Punxes, un vero e proprio castello situato in pieno centro a due passi da La Sagrada Familia, così chiamata per per le sue sei torri appuntite, che ha da poco aperto le porte al pubblico. L’edificio si trova in piena Diagonal, vicino al Passeig de Gràcia ed è stato costruito agli inizi del XX secolo per la famiglia Terrades. Si tratta di uno dei più emblematici lavori del modernismo catalano, realizzato da Josep Puig i Cadafalch, di cui nel 2017 ricorre il 150º anniversario della nascita, e legato alla leggenda di San Giorgio e del Drago, nel cui interno è raccontata tutta la storia attraverso una visita guidata interattiva davvero emozionante che spiega come San Giorgio ammazzò il drago per salvare a principessa e perchè da allora il giorno di San Giorgio si regalano rose rosse in tutta la Catalogna. Questo architetto del modernismo progettò nove case a Barcellona.

 Casa de Les Punxes Casa de Les Punxes Casa de Les Punxes Casa de Les Punxes Casa de Les Punxes Casa de Les Punxes Casa de Les Punxes

 

Sagrada Familia

Finita la visita, ci siamo dirette a piedi alla Sagrada Familia, opera incompiuta del Gaudi dalla bellezza disarmante, non solo nelle sue due facciate dai numerosi richiami mistici e religiosi ma anche nel suo interno.
Entrare nella Sagrada Familia di Barcellona è un po’ come salire su un arcobaleno: si verrà colpiti dai mille colori riflessi dalla luce che entrano attraverso le numerose vetrate finemente decorate senza tralasciare nessun dettaglio. Uno spettacolo che lascia senza parole e che vale assolutamente la pena vivere, anche se bisogna fare una fila chilometrica!

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Hospital Sant Pau

Da la Sagrada Familia, proseguendo a piedi per Avenida Gaudi, si arriva all’Hospital Sant Pau, uno dei migliori esempi di art nouveau barcellonese. Nell’autunno del 2009 tutta l’attività sanitaria è stata trasferita nel nuovo Hospital de Sant Pau, collocato a qualche centinaio di metri per trasformare tutta l’area in un centro culturale. Un vero e proprio museo a cielo aperto ed un importante centro di ricerca e di cultura.

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Park Guell

Ritornate davanti alla Sagrada Familia, abbiamo ripreso l’autobus per Park Guell, a mio avviso una delle creazioni più affascinanti del Gaudi. Ogni volta che torno a Barcellona è una meta imperdibile. Non un classico parco, ma anch’esso un museo a cielo aperto dove prevalgono i colori delle maioliche su pareti, case, panchine e sculture. Fino a qualche anno fa il parco era visitabile gratuitamente, ora, invece, per accedere all’area monumentale bisogna pagare un biglietto d’ingresso di € 8,00. Il resto del parco ha invece accesso gratuito.

Arrivare al Park Guell dopo la lunga salita, ripaga di tutti gli sforzi! Sembra di essere arrivati alle casette di marzapane delle fiabe ed in un mondo fantastico…interamente progettato dal grande Antoni Gaudì.
Appena arrivati, si resterà subito colpiti dalle due case poste all’ingresso che ricordano quelle di marzapane delle favole, mentre al centro del parco un enorme drago in ceramica e la Sala Hipòstila con 86 colonne che sostengono la piattaforma superiore sul cui soffitto sono decorati soli, lune e stelle. Al di sopra, un’enorme panchina a forma di serpente dalla quale è piacevole fermarsi a prendere il sole ed ammirare la veduta panoramica su tutta la città. Sicuramente anche chi non è appassionato di arte, rimarrà colpito da queste opere ed io ogni volta che ci cago ne rimango affascinata!

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Tibidabo

Finita la visita del parco e riposateci un po’ dopo il tour de force, abbiamo ripreso l’autobus e fatto un giro panoramico per il Tibidabo, la zona alta di Barcellona, siamo passate davanti allo stadio, che è il più grande d’Europa, la Diagonal, la via dei negozi, per poi concludere il nostro tour alla Rambla, tornare al Born, dove ci siamo fermate per cena e poi ripartire per Civitavecchia.

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Ferrari Land

Ad aprile è prevista l’inaugurazione di Ferrari Land, parco tematico del Cavallino Rampante sulla Costa Daurada all’interno del PortAventura world. Il parco di 70.000 mq, ideale per le famiglie amanti di adrenalina, motori e della Ferrari. Una delle principali attrazioni sarà l’acceleratore verticale, che raggiunge i 180 km/h in cinque secondi, un’esperienza unica per gli amanti della Formula 1.

 

Dove mangiare

Per gli amanti della buona tavola, farà piacere sapere che sono stati dati nuovi riconoscimenti internazionali per la cucina catalana. Quest’anno sono infatti sei le stelle che la celebre “guida rossa” aggiunge a quelle già vantano da numerosi ristoranti catalani. Così il ristorante Lasarte, di Barcellona, ha ottenuto la sua terza stella, in compagnia stavolta di El Celler di Can Roca e del Sant Pau. Cinque nuovi ristoranti entrano nella lista con una stella: Ca l’Arpa a Banyoles (Girona), Céleri e Xerta, entrambi a Barcellona, La Boscana a Bellvís (Lleida) e L’Antic Molí a Ulldecona (Tarragona). Attualmente 54 ristoranti distribuiti per tutta la regione sono segnalati sulla Guida Michelin, per complessive 65 stelle.

 

Grazie per il supporto nella visita al Barcelona Tourist Office.

Per maggiori informazioni:

VISITBARCELONA.COM

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Qui il video dell’esperienza Barcellonese:

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